Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Garlasco, come Stasi si sta riabituando a una vita da uomo libero

  • Postato il 19 giugno 2026
  • Di Panorama
  • 0 Visualizzazioni
  • 1 min di lettura
Garlasco, come Stasi si sta riabituando a una vita da uomo libero

Una nuova vita. Non più dietro le sbarre del carcere di Bollate, ma all’aria aperta, seppur affidato in prova ai servizi sociali, come stabilito da un emendamento del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Le immagini mandate in onda nella puntata di Quarto Grado di giovedì 18 giugno 2026, su Rete 4, ritraggono Alberto Stasi in pantaloni scuri, con una polo bianca, degli occhiali da sole e uno zainetto sulle spalle. Cammina attraverso il centro storico di Milano, per raggiungere il luogo di lavoro.

Un uomo libero, dunque, dopo la condanna definitiva a 16 anni di carcere (ne ha scontati 10 e mezzo) il 12 dicembre 2015 per l’omicidio della fidanzata, Chiara Poggi.

La nuova vita di Alberto Stasi, lontano da Garlasco

In questa seconda vita, l’oggi 42enne Stasi ha abbandonato Garlasco, fulcro delle sue peripezie, per abbracciare una cittadina dell’hinterland milanese, nella quale affitta un piccolo appartamento e cerca di crearsi una routine, di immergersi in un’apparente (ritrovata) normalità.

E come potrebbe essere, nello specifico, questa nuova routine? Beh, tanto per cominciare non sarà costretto a svolgere attività di volontariato, un obbligo che molto spesso fa da contorno all’affidamento ai servizi sociali. Stasi, invece, vanta già un impiego che gli consente di mantenersi e continuare a versare, in piccole rate, il risarcimento del danno alla famiglia Poggi, come stabilito all’epoca della condanna.

Il destino di Stasi e della vicenda di Garlasco

Nessuna attività di volontariato, quindi. Tuttavia, il 42enne dovrà restare entro i limiti specifici stabiliti dal Tribunale di Milano: non rientrare a casa dopo le 23:00, non uscire prima delle 6:30 del mattino e non uscire dalla Regione Lombardia. In attesa di un’eventuale revisione del processo.

Autore
Panorama

Potrebbero anche piacerti