Galateo del matrimonio, le regole per sposi e invitati: cosa indossare, cosa regalare e gli errori da evitare
- Postato il 22 maggio 2026
- Moda E Stile
- Di Il Fatto Quotidiano
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Lei: “dove mettiamo questo nano da giardino che ci hanno regalato i tuoi zii? “, lui: “in giardino, ovvio!”, lei: “ma sei matto? Troviamogli un posto in cantina”, lui: “ma se poi ci vengono a trovare e non lo vedono cosa diciamo?”, lei “che si è rotto!”, lui: “brava, cosi ce lo regalano di nuovo!”. Comincia cosi una delle prime discussioni di due sposini al ritorno dal viaggio di nozze. Un semplice scambio di battute che si risolve con complicità ma potrebbe anche sfociare in un aspro litigio. La causa? Un regalo di nozze scelto, in buonafede, sul proprio gusto personale dando per scontato che coincida con quello della coppia.
L’elenco dei doni nuziali sbagliati è infinito: si va da ingombranti soprammobili a inutili e improbabili elettrodomestici, da lampade di sale himalayano a piccoli ninnoli di oggi, angioletti e fate degni delle “buone cose di pessimo gusto” che descrive Guido Gozzano ne “L’amica di nonna Speranza”. A guardare sul web, saltando da un sito all’altro dedicati al matrimonio, si scopre che consigli e indicazioni per liberarsi di quei regali che proprio non ci azzeccano e farli sparire, alcuni dei quali visibilmente riciclati, scorrono a fiumi.
Esiste, però, un galateo del matrimonio, sia per gli sposi sia per gli invitati, che chiunque può seguire alla lettera o meno a seconda della situazione e del grado di confidenza e famigliarità. Ricordando che la regola fondamentale per un invitato è questa: in un giorno così importante deve essere protagonista la coppia e nessun altro. Ecco allora alcune indicazioni generali, non solo di bon ton ma anche di rispetto, che ci permettono, da sposi o da invitati, di testimoniare il nostro partecipe sentimento senza invasioni di campo.
I doni delle nozze
I doni devono essere scelti in base alle indicazioni degli sposi, che devono pronunciarsi in modo chiaro sia sul tipo di regalo sia sulle modalità di consegna. La lista nozze potrebbe riguardare un viaggio, una serie di oggetti per la casa o di arredo, ma sempre a partire da una scelta degli sposini, che potrebbero anche decidere di comunicare solo l’iban del conto corrente. Va detto però che inserire l’iban sulle partecipazioni non è elegante, meglio comunicarlo in separata sede. Qualsiasi dono fuori dalle indicazioni, anche la classica busta con danaro o buono da spendere a piacere, va consegnata alla fine dei festeggiamenti.
Chi paga per il banchetto? E chi per gli allestimenti floreali?
Oggi si usa dividere le spese fra sposi e relative famiglie. La tradizione che vede la famiglia della sposa pagare per il ricevimento è superata da decenni. Per quanto riguarda i fiori, che non devono mai mancare, la regola imporrebbe allo sposo il carico dei fiori per la cerimonia e il corteo, ai genitori della sposa quello del banchetto. Essendo una regola nata in un’epoca in cui le donne non erano indipendenti, oggi risulta desueta. Al di là di chi paga l’allestimento floreale, va ricordato che i fiori devono illuminare la coppia e impreziosire il luogo in maniera raffinata ed elegante. Per colori e forme, devono risultare in armonia con tutto il resto, non troppi sontuosi e invadenti in spazi e disposti con equilibrio.
Gli inviti e le bomboniere
Il galateo imporrebbe di scrivere le partecipazioni in grigio o in nero personalizzando la busta con l’indirizzo a mano, ma oggi si può scegliere fra tantissime proposte, decorazioni e fantasie. Una curiosità: la data va scritta con il giorno della settimana seguito dal numero, poi dal mese e dall’anno. Un impegno: scegliere di far realizzare partecipazioni e bomboniere ad associazioni che si occupano di ambiente, commercio equosolidale da paesi poveri in sostegno alla loro economia e artigianato o ad associazioni di aiuto a paesi di conflitto è molto apprezzato perché rende un un giorno di festa personale connesso a ciò che accade nel mondo. Su chi invitare o meno fra gli amici, questa scelta dipende esclusivamente dagli sposi. Una cosa è certa: non si può escludere chi ci ha invitati al suo matrimonio e nemmeno imporre a un nostro amico o amica di venire soli se accompagnati.
Cerimonia religiosa e civile: l’abito giusto
Sia che si tratti di cerimonie celebrate in chiesa sia in ambito civile, entrambe le cerimonie richiedono comportamenti sobri da parte degli sposi e dei loro invitati. Evitare, quindi, di indossare colori come il nero e il bianco in tutte le sue sfumature, pacchiani colori shocking, scollature esagerate e, alla cerimonia religiosa, mai indossare il velo se non si è una damigella. Al limite, si può portare una veletta attaccata a un cappellino elegante o a un cerchietto se è mattino e se la madre della sposa indossa a sua volta un cappello. Lo scialle leggero o la stola, in tinta con l’abito, devono sempre coprire le spalle in chiesa.
E per l’uomo? Nei riti celebrati al mattino sono ammessi il tight o il mezzo tight, mentre per quelli che si svolgono dopo il tramonto si potrà osare anche il frac o lo smoking, solo se richiesto dal dress code. In assenza di dress code, un abito da cerimonia classico andrà comunque benissimo, magari in color carta da zucchero, grigio, o blu navy a seconda dell’orario.
In sintesi: per decidere cosa indossare è necessario riferirsi all’orario della celebrazione. L’abito corto è consentito solo di giorno mentre per la sera è preferibile il lungo, mai nero e nemmeno bianco perché sono i colori del lutto e della sposa. Per intenderci: alcuni degli splenditi outfit in total black indossati al recente Met Gala di New York, con schiena nuda, strascico sono quanto di più sbagliato si possa immaginare.
La madre dello sposo, che è la figura femminile più importante dopo la sposa, dovrebbe optare invece per un abito al ginocchio di giorno e per uno lungo di sera. Volendo, potrebbe indossare un elegante cappello per distinguersi, come madre della sposa, dalle altre invitate. Le damigelle? A loro il galateo permette libertà di scegliere ciò che meglio credono, a patto che sia condiviso con la sposa.
Passiamo agli sposi. A cominciare da lui. Se il matrimonio è serale, lo sposo invece che indossare il tight o mezzo tight o l’abito a tre pezzi potrebbe usare lo smoking, specie se in città. Se invece il matrimonio si svolge al lago o in campagna un abito con tessuti pregiati ma più informali andrà bene.
E per lei? Per la sposa l’ideale è sempre l’abito sartoriale, che può anche essere in cipria e nuance chiare, specie se si tratta di seconde nozze. Abiti troppo sensuali, a sirena con lunghi strascichi, gonne immensamente gonfie e gioielli appariscenti, pizzi e merletti ovunque, non sono indicati per eleganza e sobrietà.
Tuttavia, agli sposi è consentita una certa eccentricità. Del resto è il loro giorno di festa e ne sono i protagonisti. Se ne hanno voglia, nulla impedisce loro di ballare a piedi scalzi sul tavolo della torta dopo il taglio, anche se il galateo non lo prevede. Così come indossare ciò che li rende felici.
Gli auguri agli sposi a casa, una tradizione del Sud Italia
Questa abitudine, diffusa in Meridione, prevede che chi lo desidera vada a casa della sposa e dello sposo prima della celebrazione per fare gli auguri. In questo caso la famiglia offre dolcetti, confetti, acque aromatiche rinfrescanti su tavole addobbate con tovaglie ricamate bianche. E ovviamente fiori. Non sarebbe ammesso alcol. La puntualità alla cerimonia, nonostante questo momento conviviale, deve essere assolutamente rispettata: arrivare in ritardo alla cerimonia è considerato una mancanza di rispetto grave. E anche al banchetto, al quale si viene accolti dai rispettivi genitori in attesa che arrivino gli sposi. Magari gustando un aperitivo a base di bibite e bollicine made in Italy. E le leccornie del buffet freddo e caldo.
Regole per il banchetto
Le indicazioni dei migliori wedding planner suggeriscono di cominciare con un aperitivo breve, poi il vero e proprio pranzo, con una mezz’ora per ogni portata considerando anche un momento di ringraziamento agli invitati, in genere da parte del padre della sposa. Le portate non dovrebbero essere più di tre con al massimo un antipasto, due primi e un secondo. Di solito la disposizione degli invitati segue il grado di parentela: più si è stretti famigliari più si sta vicini agli sposi. I genitori, a meno che non siano separati, si siedono uno accanto all’altra. Anche testimoni, fratelli, cugini, amici, andrebbero sempre messi tutti nello stesso tavolo. E se ci sono bambini piccoli? L’indicazione sarebbe quella di lasciarli a casa per due motivi: si annoiano e si stressano, a meno che non ci siano un’area giochi sotto controllo nella location.
Il taglio della torta è il momento più atteso, fra musica e balli. Ci si sposta dal tavolo e si attende con gioia per brindisi e appaluso. Rappresenta una grande condivisione con lo scatto delle foto: assolutamente vietato andare via prima ma aspettare il momento del congedo, quando disposte su un tavolo vicino all’uscita ci saranno le bomboniere donate dalla sposa.
Poi tutti liberi. Gli sposi in viaggio di nozze si rilasseranno da uno stress, quello del matrimonio, paragonato solo al trasloco. Ma si spera che al loro ritorno non si ritrovino a scartare regali indesiderati da riciclo. Ultimo sforzo: ringraziare tutti quelli che hanno partecipato, sia presenti che assenti, anche chi ha messo solo dieci euro nella lista nozze.
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