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Fusioni tra comuni, stop all’iter lampo per l’abrogazione della legge

  • Postato il 1 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Fusioni tra comuni, stop all’iter lampo per l’abrogazione della legge

Il Quotidiano del Sud
Fusioni tra comuni, stop all’iter lampo per l’abrogazione della legge

Fusioni tra comuni, stop all’iter lampo per l’abrogazione della legge. La proposta di abrogare la norma sulle fusioni seguirà l’iter nelle commissioni. Il pressing dei consiglieri d’opposizione Bruno e Ranuccio: «Sventato il blitz sulla legge 15».


Non si andrà verso un’approvazione lampo della proposta di legge regionale che vuole abrogare la normativa calabrese sulle fusioni tra i Comuni. Il centrodestra – come raccontato nei giorni scorsi sull’Altravoce-Il Quotidiano – puntava a liquidare rapidamente una pratica presentata sostanzialmente come un intervento di manutenzione normativa («è una legge superata nel quadro nazionale e prevede finanziamenti che da anni non vengono più stanziati»), ma la reazione dei Comuni che da fusioni sono nati in anni recenti ha contribuito a concedere almeno un po’ di dibattito. Il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi è stato il primo.

LA DIFFIDA DEL SINDACO STASI E LA PRESSIONE DELL’OPPOSIZIONE

«Il 9 luglio ho inviato una diffida alla Regione, per il riconoscimento dei contributi che la legge 15 del 2006 prevedeva per i Comuni nati dopo fusione. Venti giorni dopo (il 27 luglio, ndr) il centrodestra ha depositato una proposta per abrogare la legge 15. Non voglio pensare che sia la risposta alla mia istanza, sarebbe da istituzioni canaglia. Non può essere», dice in un reel sulle sue pagine social. E si augura che arrivi un confronto. Quel confronto ora arriverà, dopo il pressing dei consiglieri di opposizione Enzo Bruno (Tridico Presidente) e Giuseppe Ranuccio (Pd). Il primo tentativo lo hanno fatto il 30 luglio, all’indomani dell’intervento di Stasi sui social.

Bruno e Ranuccio scrivono al presidente della commissione Affari istituzionali e chiedono che la seduta del 3 agosto, che all’ordine del giorno recava un’informativa sulla stessa istanza fatta da Stasi il 9 luglio per sollecitare i contributi, preveda anche l’audizione dello stesso sindaco. La risposta è la “sconvocazione” della seduta. E così ieri Bruno e Ranuccio sono tornati all’attacco.

ABROGAZIONE DELLA LEGGE PER LA FUSIONI TRA COMUNI: LO STOP AL BLITZ IN AULA E L’ITER IN COMMISSIONE

 «Il tentativo di portare direttamente in aula la proposta di abrogazione della legge regionale 15 del 2006 è stato, almeno per il momento, superato grazie alla ferma iniziativa dell’opposizione. Abbiamo contestato con forza l’ennesima forzatura procedurale – spiega Bruno – Una materia così delicata non poteva essere affrontata con un blitz in aula, senza un reale approfondimento e senza ascoltare i territori direttamente interessati. Oggi possiamo dire di aver ottenuto un primo risultato: la discussione torna nella sua sede naturale e si apre finalmente un percorso istituzionale che consentirà di affrontare il merito della questione». La commissione Affari istituzionali è stata convocata per il prossimo 7 agosto, per iniziare l’esame della proposta di legge che abroga la legge 15. A settembre sarà audito in commissione Stasi e solo dopo la proposta arriverà in aula.

IL NODO DEI CONTRIBUTI MAI EROGATI DAL 2018

«La legge regionale 15 del 2006 – ricorda Enzo Bruno – è la norma con cui la Calabria ha incentivato negli anni i processi di fusione e associazione tra Comuni, prevedendo contributi straordinari a favore degli enti nati da queste aggregazioni e disciplinando la gestione associata delle funzioni comunali. Oggi è proprio l’applicazione di quei contributi a essere al centro del confronto, dopo la richiesta avanzata dal sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, di vedersi riconoscere le risorse previste dalla legge e che, secondo il Comune, non vengono più erogate dal 2018. Prima di discutere dell’eventuale abrogazione della norma era doveroso affrontare questo nodo.

La Regione – prosegue – non finanzia questa legge da anni e il Programma regionale di riordino territoriale previsto dalla stessa normativa non è mai stato adottato. Proprio per questo ritengo sia necessario aprire una discussione vera, prima in Commissione e poi in Consiglio regionale, per verificare le ragioni della mancata applicazione della legge, analizzare gli effetti del mancato finanziamento e valutare se esistano le condizioni per aggiornarla, migliorarla o, eventualmente, superarla. Solo dopo questo confronto si potranno assumere decisioni consapevoli e individuare le soluzioni più appropriate».

Il Quotidiano del Sud.
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