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Fury-Joshua, scherzi e risate per la sfida dell'11 dicembre. Battaglia sull'orario, chi combatterà "in casa"

  • Postato il 1 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Fury-Joshua, scherzi e risate per la sfida dell'11 dicembre. Battaglia sull'orario, chi combatterà "in casa"

Dieci anni e passa di attesa non possono esaurirsi nello spazio di una manciata di minuti, ma quello tra Tyson Fury e Anthony Joshua promette di diventare davvero il match dell’anno. Qualche anno fa lo sarebbe stato di sicuro del decennio (se non del secolo), ma questa è un’altra storia. Perché il tempo alla fine ha deciso che il derby britannico per eccellenza dell’universo dei pesi massimi dovesse tenersi (quasi) fuori tempo massimo, ma a nessuno la cosa sembra dispiacere. E nemmeno il clima che ha contraddistinto la presentazione del match che di disputerà sabato 11 dicembre al Principality Stadium di Cardiff. Anche se forse sarebbe meglio dire domenica 12.

Netflix spinge per favorire il pubblico americano

Perché uno dei nodi del contendere riguarda proprio la collocazione oraria del match, che gli organizzatori avrebbero voluto disputare negli Stati Uniti, anche sulla forte spinta di Netflix (che lo trasmetterà in esclusiva) che guarda con particolare attenzione e interesse al mercato statunitense. Così al momento l’unica cosa “buona” che è venuta in mente ai promoter è di fissare l’inizio dell’incontro alle 2 di notte di Cardiff (le 3 in Italia), quando sulla costa Est degli USA saranno le 21.

Una decisione che però ha finito per generare malcontento in Gran Bretagna: i pub vorrebbero passare a loro volta all’incasso, ma per farlo servirebbe un orario più europeo (magari le 23, al massimo mezzanotte), come da abitudine quando di mezzo ci vanno sfide di questo genere. Insomma, un dettaglio che non mancherà di far discutere e del quale si dovrà comunque tenere conto in vista di un match che a quanto pare nessuno vuole perdersi. Anche perché Fury-Joshua sarebbe dovuto andare in scena molto prima del 2026, magari una decina d’anni prima quando entrambi erano imbattuti e all’apice delle rispettive carriere.

Altro che astio: Tyson e Anthony sembrano due amiconi

Paradossalmente, l’età avanzata ha finito per addolcire entrambi i pugili. Che nella conferenza stampa di presentazione dell’evento hanno sorriso, scherzato, addirittura fino a mostrarsi concilianti l’uno davanti all’altro. Altro che sguardi infuocati e pieni di rabbia: a un certo punto Joshua s’è persino divertito a fare il solletico sulla pancia del rivale, che ha risposto facendo capire di gradire la cosa.

Il Gipsy King prima aveva provato (a fatica) a essere un po’ più minaccioso, almeno a parole. “Sarà una battaglia, anzi, sarà una vera e propria aggressione, perché partirò fortissimo, non gli darò il tempo nemmeno di pensare. Lo colpirò al volo e non si rialzerà dal tappeto”, ha sentenziato.

“Quello che dice Tyson non ha alcun senso. Voglio dimostrare a lui e a tutto il mondo quando sia sbagliata l’idea che io possa perdere questo match. Sono disposto a incassare ogni sorta di pugno, a patto che alla fine l’arbitro alzerà il mio braccio. E dentro di me sento che quella sarà la cartolina finale della serata”.

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Un match atteso, ma che arriva con 10 anni di ritardo

Fury e Joshua sul palco dell’evento creato per pubblicizzare l’incontro sono sembrati veramente rilassati, di sicuro ben felici di poter tornare sotto le luci dei riflettori. Fury aveva annunciato il ritiro ormai quasi due anni fa, dopo il secondo incontro della serie con Usyk, che l’aveva visto cedere come nel primo. Ma col tempo ha capito evidentemente che la vita in casa non fa per lui, forse perché ha dei figli un po’ vivaci che lo hanno spinto di nuovo a tornare in palestra.

Joshua è di un anno più giovane (37 anni contro 38), ma da qualche anno a questa parte è un po’ andato in calando di prestazioni, con la sconfitta subita due anni fa contro Dubois che ne ha ridimensionato le mire di ritorno sul trono dei massimi (anche l’ultimo match disputato contro Prenga ha seminato più dubbi che certezze). Viene peraltro da un anno difficile, segnato da un incidente in auto in Nigeria dove hanno perso la vita due persone del suo staff (e per loro ha chiesto un minuto di silenzio prima di cominciare la conferenza stampa, con Fury a sua volta commosso).

I due però, dopo essersi “annusati” per anni senza mai trovarsi, adesso dispensano reciproca stima. “Anthony è un due volte campione del mondo e oro olimpico: se tutti i pugili avessero fatto un decimo della sua carriera dovrebbero considerarsi molto fortunati”, ha detto Fury.

La battaglia dell’ego: chi è che combatte “in casa”?

La prossima battaglia, oltre che sull’orario, sarà anche sul pugile che verrà messo per primo sul cartellone dell’evento, oltre che verrà presentato per primo sul ring. “Vedo che hanno messo me, significa che sono io il favorito e loro lo sanno bene”, ha sentenziato Fury. Con Joshua che ha risposto per le rime: “In realtà è il mio promoter che ha voluto che combattessimo a Cardiff, per essere d’ispirazione per tanti nostri connazionali. Quindi diciamo che sono io il padrone di casa, e quella sera verrò a riscuotere l’affitto”.

Di sicuro, di soldi il match ne genererà un casino, e l’accoglienza per i due beniamini britannici sarà totale. Perché un’attesa lunga più di dieci anni è essa stessa il piacere. Forse più di quello che sul ring potranno far vedere due campioni indiscussi, ma con i pugni non più pesanti come un tempo.

Autore
Virgilio.it

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