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Fuga di gas, il drammatico racconto della Dirigente del liceo “Berto” Licia Bevilacqua

  • Postato il 7 ottobre 2026
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Fuga di gas, il drammatico racconto della Dirigente del liceo “Berto” Licia Bevilacqua

Il Quotidiano del Sud
Fuga di gas, il drammatico racconto della Dirigente del liceo “Berto” Licia Bevilacqua

La dirigente del Liceo “Berto” di Vibo racconta i concitati e drammatici momenti a seguito della fuga di gas di ieri che ha portato all’evacuazione in tutta fretta degli oltre 1200 persone, tra studenti e personale, dell’istituto. In corso un vertice al Comune per individuare soluzioni per garantire la sicurezza di tutta la popolazione scolastica


VIBO VALENTIA – Un forte boato improvviso, la terra che trema nel seminterrato, il fortissimo odore di metano che penetra nei corridoi e la corsa frenetica per mettere in salvo oltre 1200  studenti. Sono stati momenti di autentico terrore quelli vissuti al Liceo Scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia a causa dell’improvviso tranciamento di una condotta principale del gas durante i lavori di scavo e trivellazione nella strada antistante l’istituto.

A ripercorrere attimo per attimo le fasi concitate dell’emergenza è la stessa Dirigente Scolastica, Licia Bevilacqua, che ha affidato il suo drammatico ma lucido racconto al Quotidiano del Sud, facendo il punto sia sulla dinamica dell’incidente sia sulle misure urgenti da adottare per garantire la ripresa delle lezioni in totale sicurezza. “Se abbiamo avuto paura? Tanta, anche perché ancora non si capiva quale potesse essere l’evoluzione della situazione”.

“PRIMA UN FRAGOROSO BOATO E POI IL FORTE ODORE DI GAS”

“La mattinata scolastica – racconta – stava procedendo regolarmente quando i macchinari dell’impresa d’appalto, impegnati nell’apertura della sede stradale proprio davanti all’edificio del “Berto”, hanno accidentalmente perforato una condotta portante del metano ad alta pressione, direttamente collegata alla centrale termica e alla caldaia del liceo”.

L’impatto della trivella con la tubazione ha generato una lacerazione di notevoli dimensioni, provocando un sordo contraccolpo e una violenta fuoriuscita di gas a soffione: “L’onda d’urto e la pressione del getto – aggiunge la Bevilacqua – sono state così intense da investire gli stessi operai al lavoro sulla strada, i quali si sono visti costretti ad abbandonare precipitosamente il cantiere per mettersi al riparo.

Dall’interno delle aule, in un primo momento, il fragore è stato scambiato per il normale rumore dei macchinari pesanti in funzione, tuttavia, nel seminterrato dell’istituto – la zona più vicina al punto di rottura e alla condotta della caldaia – il contraccolpo si è avvertito con un’eco amplificata e inquietante, seguita a ruota da una propagazione fulminea e penetrante dell’odore di gas.

LA PAURA DI ESPLOSIONI: «SPENTO TUTTO PER EVITARE DEFLIAGRAZIONI»

Nello spazio di pochi secondi, la percezione del pericolo è diventata nettamente consapevole. Mentre tra i ragazzi delle classi situate al piano terra con le finestre rivolte sul cantiere si diffondeva l’allarme per l’impressionante puzza di metano, la Dirigente Scolastica Licia Bevilacqua ha attivato immediatamente le prime e fondamentali contromisure per scongiurare catastrofi: “ Per prevenire qualsiasi potenziale innesco o scintilla che potesse far deflagrare la nube di gas accumulata intorno all’edificio ho disposto il distacco immediato dell’infrastruttura elettrica dell’intero plesso: luci spente in tutte le aule e nei corridoi per impedire scintille da contatto; campanelli elettrici disattivati e impianti acustici fermati e divieto assoluto di toccare prese o apparecchiature elettroniche”.

In quegli istanti d’ansia, la conferma ufficiale della gravità della situazione è giunta via telefono da un funzionario dell’Amministrazione Provinciale, che ha sollecitato la Dirigente a procedere all’evacuazione immediata. Senza esitare e conscia del pericolo imminente, la Bevilacqua si è attivata senza perdere un solo istante: “Mi sono anche affacciata alle finestre interne ed esterne dell’istituto, urlando a gran voce per superare il frastuono esterno e guidare l’uscita in massa di studenti, docenti e personale Ata. I ragazzi, colti di sorpresa, hanno abbandonato sui banchi zaini, libri, giacche e tutti gli oggetti personali abbandonando i locali in tutta fretta. Sono stati attimi interminabili, densi di paura perché si temeva una esplosione”.

L’EVACUAZIONE DA INCUBO: 1.200 PERSONE TRA CANTIERI E VIE DI FUGA BLOCCATE

La gestione dell’esodo si è scontrata con una pesante criticità strutturale: l’inaccessibilità dei percorsi d’emergenza. Le tradizionali vie di fuga esterne del Liceo “Berto” risultavano infatti parzialmente ostruite e occupate dalle transenne, dagli scavi e dalle masserizie dei cantieri stradali aperti nell’area circonvicina. In un clima di forte tensione, si è dovuta improvvisare un’uscita di fortuna per canalizzare un vero e proprio “fiume umano” composto da oltre 1.200 studenti. La massa degli scolari si è riversata all’esterno incanalandosi tra le autovetture in sosta e i tratti stradali parzialmente interdetti.

La Dirigente ha rimarcato la “pericolosità dell’inadeguatezza delle aree d’attesa esterne individuate dai piani comunali, come la zona del Tribunale nuovo o i parcheggi dei vicini esercizi commerciali come l’MD”, evidenziando come “l’intenso traffico veicolare e le auto dei ragazzi che cercavano di allontanarsi abbiano paralizzato la viabilità, creando un imbuto operativo nel quale un’eventuale autoambulanza o mezzo di soccorso dei Vigili del Fuoco avrebbe incontrato insormontabili ostacoli”.

IL RIFIUTO DELLE POLEMICHE POLITICHE: «LA SICUREZZA DEI RAGAZZI NON HA COLORE»

Nelle ore successive all’evento, mentre la fuga di gas è stata arginata e monitorata dai tecnici e dai Vigili del Fuoco fino al tardo pomeriggio, si sono sollevate le prime schermaglie e polemiche politiche sulla gestione dei cantieri cittadini.

Su questo punto, la preside Licia Bevilacqua ha voluto prendere una posizione fermissima e nettamente neutrale, rispedendo al mittente qualsiasi tentativo di strumentalizzazione: «Non faccio dietrologia e non faccio politica. Prendo nettamente le distanze da qualunque critica o speculazione di partito. La scuola e l’incolumità degli studenti non hanno alcun colore politico. Bisogna lavorare tutti, maggioranza e opposizione e amministrazione comunale per trovare soluzioni condivise e fare sinergia. Chi opera può sbagliare; l’importante è riconoscere i problemi e correggerli insieme per il bene supremo dei nostri ragazzi».

IL VERTICE AL COMUNE DI VIBO

Per affrontare l’emergenza e consentire la prosecuzione dei lavori pubblici senza mettere a repentaglio la vita della comunità scolastica, la Dirigente Bevilacqua, che aveva già sollevato in un precedente incontro le criticità della situazione, si è fatta promotrice di un vertice tecnico urgente con il Comune di Vibo Valentia in programma in questi minuti al Comune con i rappresentanti di istituto, la responsabile del plesso, Carmen Corrado, l’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Monteleone, la dirigente del medesimo settore, Lorena Callisti e il comandante della polizia locale, Michele Bruzzese.

SPOSTARE L’ORARIO DI LAVORO O CHIUDERE TEMPORANEAMENTE LA SCUOLA

Nel corso dell’incontro la Bevilacqua ha avanzato due proposte operative concrete per pianificare la riapertura del Liceo Berto. In primis la rimodulazione e slittamento degli orari di cantiere: “Traslare i turni di lavoro delle ditte esecutrici nella fascia pomeridiana e serale (dalle 14:00/14:30 alle 22:00), anziché nelle ore mattutine. In questo modo, l’impiego di macchinari e trivellatrici lungo la sede stradale avverrebbe a aule completamente vuote, annullando ogni rischio per gli studenti in caso di nuovi imprevisti”; in secondo luogo la dirigente ha ventilato la sospensione temporanea delle attività didattiche in presenza per una o due settimane, concedendo all’impresa la chiusura totale ed esclusiva della carreggiata per completare gli scavi in tempi record e in piena sicurezza, prima del rientro definitivo degli alunni. Tuttavia, per come si apprende dal comune i lavori su via degli artigiani sono destinati a durare circa 3 mesi.

Il vertice è tuttora in corso e vi daremo conto degli esiti.

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Fuga di gas, il drammatico racconto della Dirigente del liceo “Berto” Licia Bevilacqua

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