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Franco Fasano e il mondo stravolto della canzone italiana: “Comandano follower e algoritmi, oggi Dalla non avrebbe avuto successo”

  • Postato il 9 agosto 2026
  • Pensiamoci
  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

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Franco Fasano e il mondo stravolto della canzone italiana: “Comandano follower e algoritmi, oggi Dalla non avrebbe avuto successo”

Alassio. Il panorama musicale italiano cambia in continuazione. Cambiano gli interpreti, il modo di ascoltarli, la platea del pubblico, a iniziare dai più giovani.

E’ interessante fotografare questo fenomeno affidandoci a Franco Fasano, cantautore e compositore nato ad Albenga e residente ad Alassio, con alle spalle una storia di successi che ne dipingono la genialità. Per raccontarlo tutto ci vorrebbe un’enciclopedia, per cui ricordiamo “solo” i brani composti per Fausto Leali (Io amo, Mi manchi), la vittoria al Festival di Sanremo nel 1989 come autore, con Ti lascerò, portata in gara da Anna Oxa e dallo stesso Fausto Leali. Ancora, le sigle dei cartoni animati per Cristina D’Avena, brani per lo Zecchino d’Oro.

Fasano è sempre in attività, come osservatore, ma anche e soprattutto come artista con le sue esibizioni, voce e pianoforte. Ha pure scritto un libro, il cui titolo non poteva che essere “Io amo”.

Fasano, come si valuta un cantante oggi?
“ E’ cambiato tutto, a cominciare dal linguaggio, ma non la sete dei ragazzi di emozionarsi, credere nei sogni e nell’amore, e questo ci salva. Per il resto contano il numero dei follower, gli algoritmi, tutto e’ centrifugato, e’ digitale, e’ cambiato il codice”.

Gli artisti sono “spremuti”, la figlia di Mango è pure stata male, Annalisa fa una canzone dietro l’altra e si somigliano tutte un po’. Certo, dietro questo ci sono ovvie ragioni commerciali, ma non pensa si sia esagerato?

“Grazie per questa domanda, perché ha inquadrato problemi reali. Ai nostri giorni Lucio Dalla non sarebbe mai diventato Dalla, non ne avrebbe avuto il tempo. Lui raggiunse il successo, alla RCA, dopo ben sette LP. La casa discografica seguiva il cantante con il direttore artistico, ti portavi il disco a casa per ascoltarlo. Oggi sono tutti figli dei talent e delle aziende collegate, di quei meccanismi di cui abbiamo appena parlato, comandano le piattaforme di streaming digitale”.

Quali sono i nomi che la colpiscono o che comunque meritano attenzione?

“Ce ne sono molti: Olly, Sal Da Vinci che è un po’ sottovalutato ma appartiene a una corrente neomelodica meridionale da non trascurare, Marco Masini, che però per andare a Sanremo ha dovuto farlo in coppia con Fedez nonostante tutti i suoi grandi successi siano stati firmati da Giancarlo Bigazzi. Ancora: Tananai, Achille Lauro, che è cambiato molto però senza tradire il suo stile”.

Gaia con Bossa Nostra unisce uno stile particolare a un testo accattivante. Che ne pensa?

“Vero. Per ora diciamo che è il perfetto tormentone estivo, siamo ad agosto, tutto quadra”.

Lei tornerà a proporsi per Sanremo?
“Come interprete, voce e pianoforte, sarei un elefante fuori posto. Come autore potrebbe succedere, a patto di trovare il cantante giusto, ma non è facile. Ho tre cassetti pieni di brani che, vi assicuro, valgono quelli che conoscete”.

E per il resto che cosa dobbiamo aspettarci da Franco Fasano?
“Proseguo la mia attività come per il musical Topo Gigio, che non è per bambini, seguendo comunque la strada tracciata da Maria Perego. Tengo molto al mio libro ‘Io amo’, 33 capitoli in cui racconto come sono nate le mie canzoni. Il 5 settembre sarò all’evento ’Tutti nel jukebox’ in piazza Santa Maria ad Andora”.

Una buona occasione per ascoltarlo ancora una volta.

Autore
Il Vostro Giornale