Francia, Zidane è già l’anti-Deschamps: nuovo ruolo per Diouf, il retroscena Maignan-Butez e Mbappé non cambia disco
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Sono bastate poche ore a Zinedine Zidane per cambiare il mondo Francia. Già si parla del nuovo ct come dell’anti-Deschamps, perché la svolta, rispetto ai 14 anni trascorsi con il precedente selezionatore, è stata netta. A partire dalle convocazioni, fino ad arrivare a tanti altri dettagli che stanno facendo la differenza. Poi sarà il campo a dare un primo verdetto sull’operazione di Zizou, con l’Italia che gioca un ruolo cruciale: le due squadre si affronteranno il 2 ottobre allo Stade de France in una sfida di Nations League.
- Zidane cambia la Francia: niente passerella e comunicazione più diretta
- Dalla rosa ai ruoli: Zidane rompe con il passato e punta su Diouf
- Il primo allenamento di Zidane: l’ex Juventus in prima fila
- Butez e Maignan, un rapporto nato a Lille e ritrovato in Italia
- Mbappé non cambia disco sul Pallone d’Oro
Zidane cambia la Francia: niente passerella e comunicazione più diretta
Il passaggio di consegne tra le due leggende della Juventus ha già portato a una profonda discontinuità, smentendo chi pensava che sarebbe cambiato poco o nulla. L’arrivo dei giocatori a Clairefontaine, ad esempio, è diventato più sobrio: niente passerella davanti a fotografi e giornalisti, con le immagini girate direttamente dalla Federazione e poi distribuite ai media. Anche la conferenza stampa di Zidane ha segnato una differenza evidente rispetto al predecessore. Secondo Jean-Louis Tourre di RMC, il nuovo ct ha risposto alle domande con chiarezza, evitando battute, nomi storpiati o dichiarazioni che lasciassero spazio a interpretazioni.
Una comunicazione più diretta, dunque, che il presidente della Federcalcio francese, Philippe Diallo, ha inserito nel quadro di una vera svolta nella gestione dei Bleus. Il primo incontro con la squadra ha seguito questa linea: Zidane ha mostrato ai giocatori delle slide per presentare lo staff, raccontando il percorso professionale di ogni collaboratore. Un approccio che il difensore del Chelsea Maxence Lacroix ha definito l’inizio di una “nuova era”.
Dalla rosa ai ruoli: Zidane rompe con il passato e punta su Diouf
La discontinuità emerge anche dalle prime scelte tecniche. Zidane ha convocato 23 giocatori, con 20 elementi di movimento, spiegando di non voler lasciare nessuno in tribuna. Per fare un confronto: Mancini ha chiamato 34 giocatori, Klopp addirittura 44. Sei sono i volti nuovi, compreso il portiere del Como Jean Butez, arrivato successivamente, mentre dalla lista sono rimasti fuori alcuni protagonisti dell’era Deschamps come Lucas e Theo Hernandez, Kanté e Marcus Thuram.
Ma è soprattutto il caso dell’interista Andy Diouf a fotografare la direzione scelta dal nuovo ct: Zidane ha spiegato di volerlo vedere anche come terzino sinistro. Una scelta che, secondo Tourre, dimostra come il nuovo allenatore abbia già idee precise. Lo stesso giornalista, però, invita alla prudenza: anche per Mbappé si è parlato di un possibile ritorno sulla fascia sinistra e il capitano ha discusso con Zidane del proprio posizionamento. Sarà il campo a dire quanto queste idee potranno funzionare. La Francia esordirà in Nations League con la trasferta in Turchia del 25 settembre e quella in Belgio del 28, prima della sfida casalinga contro l’Italia del 2 ottobre e del successivo confronto interno con i Diavoli Rossi del 5 ottobre.
Il primo allenamento di Zidane: l’ex Juventus in prima fila
Anche sul campo Zizou ha introdotto diverse novità. Nel primo allenamento a Clairefontaine, il nuovo ct non si è limitato a osservare il lavoro degli assistenti: ha partecipato direttamente alla preparazione della seduta, posizionando alcuni coni e collaborando con David Bettoni, Hamidou Msaidie e Fabien Barthez.
Un altro dettaglio riguarda il campo Michel Platini, utilizzato raramente da Deschamps e scelto invece da Zidane per la prima sessione. Prima dell’allenamento, l’ex fuoriclasse ha riunito la squadra senza lunghi discorsi, lasciando spazio alla presentazione del nuovo staff, a sorrisi, consigli e anche qualche prodezza in campo per cementare il rapporto con i calciatori.
Butez e Maignan, un rapporto nato a Lille e ritrovato in Italia
Jean Butez e Mike Maignan si conoscono da anni, molto prima di ritrovarsi insieme nel nuovo corso della Francia di Zidane. I due hanno condiviso il percorso al Lille, quando il portiere del Milan era già pronto per il salto tra i professionisti e l’attuale estremo difensore del Como, 31 anni, cercava ancora la sua strada.
Oggi il loro rapporto è diventato anche personale: i due vivono non lontano l’uno dall’altro nella zona di Como e si incontrano occasionalmente all’uscita della scuola dei figli. “Ci incrociamo a scuola dei bambini”, ha raccontato Butez. “È davvero piacevole chiacchierare con lui, non solo di calcio. È una persona fantastica fuori dal campo e un portiere eccezionale in campo”.
Mbappé non cambia disco sul Pallone d’Oro
Mbappé torna sul Pallone d’Oro e in un’intervista alla radio francese RFI ha confessato: “Ho disputato un’ottima stagione, un’ottima stagione a livello individuale. So che questo è il criterio più importante per il Pallone d’Oro. Sono stato il capocannoniere nelle competizioni più importanti e penso che possa essere la stagione giusta per me: ho buone sensazioni”. L’ex PSG ha segnato 42 gol la scorsa stagione con il Real Madrid, 15 dei quali in Champions League. “Non è un’ossessione, ma per un atleta non vincere è sempre una delusione. Vedremo cosa succederà”.