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Franchi tiratori sulle preferenze, La Russa spera nel Senato: “C’è la possibilità di correggere, lì non ci sono voti segreti”

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

Tensioni nella coalizione di governo dopo il voto alla Camera su un emendamento che ha rivelato fratture nella maggioranza. Il presidente del Senato La Russa manifesta fiducia nella premier Meloni e ipotizza una possibile correzione in sede senatoria, dove l'assenza di voto segreto facilita il controllo sui parlamentari. Il sistema bicamerale italiano offre così una seconda opportunità per risolvere i contrasti interni.

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Franchi tiratori sulle preferenze, La Russa spera nel Senato: “C’è la possibilità di correggere, lì non ci sono voti segreti”

“Credo che la presidente del Consiglio abbia la situazione assolutamente sotto controllo“. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, commenta il voto alla Camera sull’emendamento che ha registrato una spaccatura nella maggioranza ma spera in una “correzione” al Senato.

“La cosa che posso ricordare è che siamo in un sistema bicamerale: qualunque siano le ragioni che hanno portato a questo voto, il Senato ha la possibilità di correggere o cambiare il risultato della Camera – spiega – Se si è trattato di un infortunio dovuto ad assenze o ad altro, è facile recuperare al Senato. Se invece le ragioni fossero diverse, allora ha ragione la Meloni e si apre un momento di riflessione seria”.

Sui possibili franchi tiratori, La Russa osserva: “In questi casi è scontato che possano esserci. Proprio per questo la Meloni aveva chiesto di rinunciare al voto segreto, in modo che ciascuno ci mettesse la propria faccia. C’è chi non ha presentato emendamenti e chi li ha presentati nascondendosi dietro il voto segreto. Il regolamento è stato rispettato e sul voto della Camera non c’è nulla da dire”.

Il presidente del Senato sottolinea poi che l’eventuale riflessione politica “spetta al Governo”, avvertendo che a Palazzo Madama “sul punto il voto segreto non è consentito” e che quindi sarà possibile intervenire sul testo.

Alla domanda sulla tenuta della maggioranza dopo il voto, La Russa minimizza: “Non era un voto di fiducia né il voto finale su una legge. Ci sono decine di casi di emendamenti della maggioranza che hanno avuto percorsi simili”.

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Il Fatto Quotidiano

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