“Fortunata di Dio”: presentata l’opera su Natuzza Evolo, in scena al Rendano di Cosenza
- Postato il 11 gennaio 2026
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“Fortunata di Dio”: presentata l’opera su Natuzza Evolo, in scena al Rendano di Cosenza

“Fortunata di Dio”: presentata l’opera su Natuzza Evolo, in scena al Teatro Rendano di Cosenza il 23 e 24 maggio.
COSENZA – C’è un silenzio particolare che accompagna i grandi annunci. È lo stesso silenzio che ieri mattina (10 gennaio) ha avvolto il Palazzo del Governo di Cosenza, sede della Provincia, durante la conferenza stampa di presentazione di “Fortunata di Dio”, l’opera teatrale dedicata alla vita di Natuzza Evolo, che debutterà in prima assoluta il 23 e 24 maggio 2026 al Teatro Rendano di Cosenza. Un progetto ambizioso, carico di emozione e responsabilità, che nasce dal cuore della Calabria per parlare al mondo intero.
All’incontro hanno preso parte: Andrea Ortis, regista e attore tra i più visionari del panorama teatrale italiano; Ruggero Pegna, produttore e autore della sceneggiatura insieme allo stesso Ortis; il maestro Francesco Perri, compositore delle musiche originali, e l’attrice Annalisa Insardà, chiamata a incarnare sul palco la figura intensa e luminosa di “mamma Natuzza”. L’opera si avvale, tra gli altri, della consulenza di Gianmario Pagano e della collaborazione di Pino Nano, storico giornalista della Rai. A firmare il light e visual design è Virginio Levrio. L’intero ricavato dell’opera teatrale sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati.
Prodotta da Show Net srl, “Fortunata di Dio” intreccia teatro di narrazione, musica dal vivo e un impianto visivo contemporaneo, dando vita a un racconto che promette di essere essenziale e travolgente, lontano da ogni sensazionalismo. Perché la potenza di Natuzza Evolo – nata a Paravati il 23 agosto 1924 e scomparsa il 1° novembre 2009 – risiede proprio nella sua semplicità. Dal 2019, dopo il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, è riconosciuta Serva di Dio, ma da decenni è “madre” per migliaia di persone.
La parola “mamma” scandirà il respiro dell’intera rappresentazione, come un filo invisibile che avvolge palco e pubblico. In Natuzza, questa parola va oltre la sola maternità spirituale: prende forma nella vita quotidiana, madre di cinque figli, mani che nutrono, cuore che veglia e custodisce. Pur attraversata ogni giorno dal dolore e dalla speranza di centinaia di persone, non ha mai rinunciato al suo ruolo di madre. In lei la maternità non si divide: si dilata. Accoglie il mondo senza smettere di essere casa per i suoi figli. “Mamma” è la parola che raccoglie e unisce tutto, il nome di un amore che non si spezza, ma si moltiplica.
“Fortunata di Dio”: l’opera teatrale dedicata alla vita di Natuzza Evolo
Visibilmente emozionato, Ruggero Pegna ha raccontato l’anima del progetto: «Questa produzione nasce da un senso profondo di devozione, rispetto e riconoscenza. Celebro i miei quarant’anni di attività nel mondo degli eventi con un’opera originale e importante. Un’idea nata insieme al maestro Francesco Perri».
Pegna ha sottolineato il timore reverenziale che accompagna l’intero lavoro, il legame con la Fondazione Cuore Immacolato di Maria – Rifugio delle Anime di Paravati, guidata dal rettore Padre Michele Cordiano, e il desiderio di restituire una Natuzza autentica, lontana da ogni retorica e vicina al cuore delle persone: «La Calabria ha avuto un dono straordinario. Natuzza ha mostrato al mondo una Calabria bella, capace di alleviare il dolore e dare speranza. Questo amore vogliamo che arrivi intatto al pubblico». «È un evento che mi carica di un grande senso di responsabilità – ha proseguito Pegna – perché portiamo in scena una “mamma”, come molti definiscono Natuzza Evolo. Una donna amata, conosciuta, incontrata da migliaia di persone. Una nostra contemporanea. Il teatro vive di sintesi, di spazio scenico, e non sarà facile restituire al pubblico una figura così grande».
La scelta dell’interprete è stata tutt’altro che casuale: «Per il ruolo di Natuzza ho pensato ad Annalisa Insardà. L’ho incontrata di persona per la prima volta proprio in occasione di questa conferenza. In passato, ci siamo scambiati qualche battuta solo telefonicamente. Così ha accettato subito la mia proposta. È una bravissima attrice e, nei tratti e nello sguardo, ricorda molto Natuzza, che io ho avuto il privilegio di incontrare più volte. Porto con me un amore speciale verso mamma Natuzza».
Natuzza Evolo, una figura che appartiene alla fede e all’identità collettiva
Chiamata a interpretare una figura che appartiene alla fede e all’identità collettiva, un personaggio profondamente caro al popolo calabrese e non solo, Annalisa Insardà si misura con Natuzza Evolo con consapevolezza: «Natuzza è un po’ di tutti. Prima ancora che religiosa, è spirituale. Interpretarla è un onore immenso e un privilegio. Restituirla a chi l’ha conosciuta e farla conoscere a chi, come me, non ha avuto questa gioia, è una sfida enorme». Una sfida che passa dalla capacità di tenere insieme il mistico e il quotidiano: «Lei viveva questa dicotomia con naturalezza».
La colonna sonora di “Fortunata di Dio”
La musica accompagnerà e amplificherà l’esperienza emotiva dello spettatore. In “Fortunata di Dio”, anche i silenzi prenderanno vita. Dopo il successo dell’opera dedicata a San Francesco di Paola, premiata al Winter Film Awards di New York per la Migliore colonna sonora, il maestro Francesco Perri torna a raccontare la spiritualità calabrese: «Costruire la colonna sonora di “Fortunata di Dio” significa creare un impianto musicale profondamente legato a Natuzza Evolo. È uno studio attento non solo sulla sua personalità, ma anche sul mondo in cui ha vissuto: Paravati, il territorio vibonese e, in senso più ampio, la Calabria». Il maestro Francesco Perri ha confessato che: «L’operazione nasce circa dieci anni fa. Dopo l’opera dedicata a San Francesco di Paola, sentivo l’esigenza di lavorare su una figura femminile di straordinaria forza. Dal punto di vista religioso, Natuzza può essere considerata quasi un alter ego di San Francesco di Paola».
Al di là della dimensione spirituale, Natuzza viene letta come personaggio storico e umano: «Non si è mai mossa da Paravati, eppure è riuscita a parlare al mondo intero. È questo che la rende universale». Sul palco sarà lo stesso Perri a suonare dal vivo, rendendo la musica parte integrante della narrazione.
La storia di Natuzza Evolo e il volto autentico della Calabria
Per Andrea Ortis, regista di capolavori come “La Divina Commedia Opera Musical”, “Van Gogh Café”, “Frida” e “Il Vajont di tutti”, l’approccio è stato chiaro fin dall’inizio: rispetto e verità. Affronta la figura di Natuzza Evolo con un’idea radicale: raccontare una donna semplice senza tradirne la potenza, restituire il sacro senza effetti speciali, lasciare che sia l’umanità a farsi miracolo. «Siamo in piena lavorazione – ha spiegato Ortis – e voglio ringraziare i “papà” di questa iniziativa, Ruggero Pegna e Francesco Perri. Ruggero mi ha proposto il progetto e io, da nordico infiltrato in Calabria, ho accettato con entusiasmo. Da dieci anni porto le mie opere in questa terra, incontrando scuole e pubblico, ma avvicinarmi alla vita di Natuzza è stata una sfida unica».
L’obiettivo? Mettere in luce non solo la sua storia, ma anche il volto autentico della Calabria: «Abbiamo pensato Natuzza come l’esempio di un popolo intero. Spesso, in Italia, riduciamo le regioni ai soli prodotti tipici. La Calabria viene ricordata per la ’nduja, dimenticando che i veri prodotti di una terra sono le persone: quelli che non marciscono, che non si deteriorano. Natuzza è uno di questi». Il lavoro creativo procede su due binari paralleli: lo studio rigoroso e il coinvolgimento umano.
Dal punto di vista scenico, “Fortunata di Dio” sarà teatro di narrazione allo stato puro. Un unico atto di un’ora e mezza, otto interpreti, oltre alla protagonista. Ortis sarà narratore e guiderà il pubblico lungo la linea biografica di Natuzza. Flashback scandiranno i passaggi fondamentali della vita della mistica di Paravati, accompagnati dalla “musica dell’anima” composta da Perri.
“Fortunata di Dio” in scena al Rendano di Cosenza il 23 e 24 maggio
Le date del 23 e 24 maggio al Teatro Rendano di Cosenza non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza: «L’unico motore di questo viaggio è l’amore: amore per Natuzza, per la Calabria, per l’arte, per la gente. L’obiettivo di questo progetto, e dello sforzo produttivo della Show Net srl, è immaginare un tour nei teatri italiani affinché possa essere conosciuto fuori, non solo dai fedeli ma anche da chi non crede o da chi crede in altre religioni». Probabilmente, è proprio questo il senso più profondo di “Fortunata di Dio”: non spiegare il miracolo, ma lasciarlo accadere davanti agli occhi del pubblico.
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“Fortunata di Dio”: presentata l’opera su Natuzza Evolo, in scena al Rendano di Cosenza