“Forse è meglio che inizi a giocare a pickleball. Oggi tutto è meglio del tennis”: la frustrazione di Medvedev
- Postato il 26 agosto 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
“Forse è meglio che inizi una carriera nel pickleball. Non è troppo tardi. Potrei giocare con Jack Sock, in doppio. In questo momento qualsiasi sport sulla faccia della terra è meglio del tennis. Anche il curling“. Daniil Medvedev ci è ricascato. Durante la partita persa contro Martin Damm Jr a Winston-Salem, il russo – in uno cambio campo sul 3-2 del secondo set (con l’avversario già sopra di un break) – ha lasciato esplodere tutta la propria frustrazione, arrivando a mettere in discussione davanti al giudice di sedia la sua stessa voglia di continuare a giocare a tennis.
L’episodio è l’ultimo capitolo di una crisi che si sta trascinando da mesi e che, alla vigilia degli US Open, assume contorni sempre più preoccupanti. Medvedev aveva chiesto all’ultimo momento una wild card per Winston-Salem, torneo ATP 250 che poteva rappresentare l’occasione ideale per ritrovare ritmo e fiducia prima dell’appuntamento di New York. Il risultato, invece, è stato un’altra battuta d’arresto: 7-5 6-3 contro Damm Jr e una nuova eliminazione prematura.
Il problema, ormai, sembra andare oltre i risultati. Il russo appare in difficoltà soprattutto quando la partita entra nella fase più delicata, incapace di trovare quelle risorse mentali che negli ultimi tempi gli avevano permesso di trasformare le situazioni complicate in un terreno a lui favorevole. Prima di Cincinnati era stato lo stesso Medvedev ad ammettere di non sentirsi mentalmente pronto a sostenere l’intensità e le richieste del circuito ATP. A Winston-Salem, quelle parole sono sembrate trovare un’ulteriore conferma.
E pensare che pochi mesi fa il quadro sembrava completamente diverso. Tra la fine del 2025 e la primavera del 2026, Medvedev aveva dato segnali incoraggianti, mostrando nuovamente a tratti quel tennis aggressivo e imprevedibile che aveva caratterizzato la sua ascesa ai vertici. Il servizio sembrava essere tornato un’arma affidabile e, soprattutto, il russo aveva dimostrato di poter reggere il confronto con i migliori. Nella fase compresa tra Indian Wells e Roma era stato uno dei giocatori più competitivi contro Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Aveva battuto lo spagnolo e aveva dato vita a sfide di alto livello contro l’italiano sia nel deserto californiano sia sulla terra rossa del Foro Italico. Di quella versione di Medvedev, oggi, sembra essere rimasto ben poco.
Quella contro Damm Jr è la terza sconfitta nelle ultime quattro partite disputate dal russo in questo segmento della stagione. E soprattutto è arrivata dopo un altro passo falso che aveva alimentato ulteriori dubbi sul suo stato di forma. A complicare il quadro c’è anche la necessità di trovare nuove soluzioni tattiche. Il tennis moderno è diventato sempre più potente e fisico, mentre lo stile di Medvedev, così particolare e costruito su geometrie e tempi di gioco non convenzionali, ha bisogno di continui aggiustamenti per restare efficace. Quando a questo si aggiungono i dubbi sul piano mentale, la difficoltà diventa ancora maggiore.
L'articolo “Forse è meglio che inizi a giocare a pickleball. Oggi tutto è meglio del tennis”: la frustrazione di Medvedev proviene da Il Fatto Quotidiano.