Fontana del Prolungamento, il progetto di restyling riaccende i ricordi dei savonesi. Ecco la sua storia
- Postato il 23 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Come annunciato qualche giorno fa, a metà luglio partiranno i lavori che daranno un nuovo volto ai giardini del Prolungamento. Lavori di riqualificazione che modificheranno il parco tanto amato dai savonesi.
Ci saranno alcuni interventi di recupero e altri di rinnovamento. Uno di questi riguarderà la storica fontana a vasca circolare, che sta tanto a cuore a diverse generazioni di savonesi e che ormai da tanti anni è in stato di abbandono. Appena però si è sparsa la notizia, tramite giornali e social, della possibilità di rinnovare la fontana del Prolungamento trasformandola da vasca a una serie di zampilli dal pavimento, alcuni savonesi hanno iniziato a storcere il naso, e i ricordi sono affiorati.
Sono diversi gli anziani che, molto spesso, si siedono sulle panchine intorno alla fontana per qualche chiacchera con amici o per prendere qualche ora di fresco, durante i mesi estivi. E sono le stesse persone che guardando la fontana oggi, si lasciano andare ai ricordi.
“Ci venivo a giocare con i miei fratelli. Questo luogo rappresenta la mia infanzia, peccato sia stato abbandonato“. “Ho tanti ricordi, con la mia famiglia la domenica venivamo smesso qua“, “Ci giocavo tanto da bambino, facevo andare le barchette sull’acqua. Mi divertivo molto insieme ai miei cugini“. Sono solo alcuni dei ricordi dei savonesi che hanno amato, e amano (tutt’ora) la fontana del Prolungamento.
Ma anche “Peccato che i bambini di oggi non abbiano la possibilità di giocarci“, “Ah se potessi tornare a 60 anni fa anche solo per un giorno, per poter giocare di nuovo con la mia barchetta“, “Vederla così abbandonata è un pugno al cuore ogni volta“.
Il nuovo restyling, che comprenderà anche via Dante, vedrà dunque dare una nuova veste alla fontana. Come annunciato dal sindaco di Savona, Marco Russo, i progettisti hanno ipotizzato una nuova soluzione: uno spiazzo in cui entrare nell’area della fontana mediante l’apertura di alcuni varchi nel muretto perimetrale, con l’acqua che uscirebbe a zampilli dal pavimento (un po’ come accade in piazza Diaz, davanti al teatro). Dopo le prime reazioni sui social, però, il primo cittadino ha precisato che “siccome la fontana è un luogo iconico della città, la sua progettazione definitiva arriverà dopo che avremo raccolto il parere dei savonesi“.
Russo ha inoltre assicurato che prenderanno parte alla discussione anche i bambini dell’asilo e delle scuole elementari. Il primo cittadino ha affermato che sentirà i pareri dei più piccoli per capire come pensano di poter fruire di questo nuovo spazio di gioco.
Se tanti savonesi, come detto, hanno memoria della fontana fin da bambini, non così tanti conoscono la sua storia: eccola.
La storia del Prolungamento e della fontana
Fino al 1878 l’area compresa tra la Fortezza, via Giacchero e il mare era tutta occupata dal lato di ponente dea fossato del Priamar (a quota circa 2 metri sul livello del mare) e dal terrapieno degradante degli spalti, che dal muro di controscarpa del fossato (con la sua sommità circa a 10 metri sul livello del mare) scendeva inclinato sul lato verso via Giacchero e l’attuale corso Colombo. Nel 1878 fu tutto livellato (a quota circa 5 metri e mezzo sul livello del mare) e vi furono sistemate le aiuole dei giardini pubblici e il Prolungamento del corso Principe Amedeo (attuale corso Italia).
Fu livellato fino a dove arriva, attualmente, il viale alberato, ma escluso l’attuale piazzale Eroe dei due Mondi, che fu invece realizzato nel 1902 con ulteriore livellamento di fossato e spalti e parziale riempimento a mare.
Sul finire dell’Ottocento inizia dunque a prendere definitiva consistenza la continuazione del corso Principe Amedeo dalla parte verso il mare che assunse il nome comune di Prolungamento, in quanto prolungamento a mare del corso stesso (nelle carte del 1880 è indicato come “Passeggiata a mare”).
Sistemato a giardini intorno al 1900, nello stesso tempo si formò anche il vasto piazzale con la costruzione di un muraglione lungo il mare ed il passeggio, che prese il nome di Trento e Trieste, a fianco della Fortezza.
Al centro del piazzale venne costruita una vasca circolare con una bella figura muliebre, nel mezzo, raffigurante la pioggia (detta anche statua della Primavera), deturpata intorno al 1920 e sostituita con basse decorazioni a stucco.
L’ampio giardino risultò attraversato dalla linea ferroviaria che dalla stazione Letimbro raggiunse lo scalo marittimo sottopassando in galleria la fortezza sul Priamar. La vasca circolare doveva poi lasciare il posto ad un monumento, quello dedicato a Giuseppe Garibaldi della cui realizzazione se ne discusse per quasi mezzo secolo.
Bisogna attendere la fine della prima grande guerra e con il bronzo dei cannoni catturati al nemico, Leonardo Bistolfi poté realizzare la sua pregevole opera e l’11 novembre 1928 la grande scultura, rappresentante l’Eroe dei Due Mondi a cavallo, venne inaugurata (unica statua in Italia che rivolge lo sguardo alla città natale di Garibaldi, Nizza).
Dopo vennero costruiti la vasca (nella posizione dove è attualmente), che chiudeva la prospettiva verso mare del Prolungamento (viale Alighieri) e lo Stabilimento Bagni-Teatro Wanda. La vasca aveva trovato la sua collocazione attuale per completare a livello scenografico il piazzale Eroe dei Due Mondi così come lo osserviamo oggi.