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FnV a Orvieto tra AfD e profezia Alemanno. Vannacci: alleanze? A ridosso elezioni

  • Postato il 20 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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FnV a Orvieto tra AfD e profezia Alemanno. Vannacci: alleanze? A ridosso elezioni

Il Quotidiano del Sud
FnV a Orvieto tra AfD e profezia Alemanno. Vannacci: alleanze? A ridosso elezioni

Roma, 20 set. (askanews) – L’ex generale rilancia sul “patriarcato mediterraneo”, quello di “Ulisse ed Enea”, che serve a proteggere la famiglia (ma, avverte, “preparate i defibrillatori per i giornalisti”) e insiste sul no al concetto stesso – e al reato – di femminicidio, ma quel che pesa di più, forse, della tre giorni di Futuro nazionale a Orvieto è nel luccicare degli occhi dei militanti e dei dirigenti davanti alla profezia: entro dieci anni Roberto Vannacci sarà presidente del Consiglio. Autore del vaticinio è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, uscito a giugno dal carcere di Rebibbia, dove ha trascorso un anno e mezzo – “da innocente”, rivendica – per traffico d’influenze, e ora di nuovo sulla scena politica da “semplice militante”. Con Vannacci, perchè in Futuro nazionale è confluito il suo movimento, Indipendenza.

Dunque, Alemanno guarda al futuro, promettendo “lealtà e fedeltà” al progetto di Vannacci, senza dimenticare il passato (“Meloni che oggi fa tanto la pura non fece nulla – attacca – quando noi contrastavamo la deriva di An con la destra sociale”)anzi, proprio in virtù di quello, la destra, cioè “la destra sociale” o “vitale” come la definiscono i futuristi, può andare a Palazzo Chigi facendo tesoro degli sbagli passati. Ovvero, basta rincorrere il centro, bisogna, invece, “mettere insieme identità con valori sociali”. Insomma, per dirla con Lorenzo Gasperini, professore di filosofia e responsabile programma di FnV, “noi non vogliamo morire come Gianfranco Fini”.

Questa destra ha il suo programma e i suoi miti – il parlamentare europeo di AfD Marc Jongen, ospite della kermesse, cita Julius Evola, lo scrittore vicino alle correnti più radicali del fascismo, e la cosa piace parecchio ai futuristi, tanto che per questo viene ringraziato in diversi interventi – ma, ricorda il coordinatore nazionale del partito Massimiliano Simoni, che fa un elogio del “buonsenso”, “noi non siamo il partito delle celtiche e non siamo nemmeno il partito dell’ascia bipenne ma della Croce”. Vannacci, da parte sua, cita “il camerata San Paolo” e sfida “gli undici preti insoddisfatti” rispetto a questa citazione oggetto di revisionismo a “scrivermi perchè risponderemo anche a loro”.

FnV, giunto a 156mila iscritti, “non vuole amministrare il declino ma governare bene”, “non ci siamo messi a fare i conti come hanno fatto gli altri” ma, incalza Vannacci, il partito “non si pone limiti” di crescita e di vittoria davanti alle Politiche.
Le alleanze? Quelle, spiega l’ex generale, rispondendo anche all’ennesima chiusura del centrodestra, attraverso le parole odierne del presidente del Senato Ignazio La Russa, si decidono “a ridosso” delle elezioni.

La strada, quindi, è lunga ma “l’unico voto utile è quello verso Futuro nazionale che vuole il bene dell’Italia” e che “non negozia sui suoi valori”, sulle “linee rosse”.

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