Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Flotilla, una barca con 3 italiani a Cipro: “Non ci fanno scendere. In porto solo perché abbiamo tolto bandiere Palestina”

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Flotilla, una barca con 3 italiani a Cipro: “Non ci fanno scendere. In porto solo perché abbiamo tolto bandiere Palestina”

C’è una barca della Flotilla che lunedì, al termine della giornata degli abbordaggi, si è fermata a Cipro, ma da lì l’equipaggio non può scendere a terra. Almeno per ora. “Siamo arrivati qui al porto di Paphos verso mezzanotte di lunedì, eravamo troppo lontani per raggiungere le altre barche della Flotilla, abbiamo avuto vari problemi con le batterie e non solo e una persona che non sta bene. Così, quando siamo rimasti isolati, circondati dai droni, abbiamo concordato con la direzione della Flotilla di deviare sui Cipro”, racconta Daniele Gallina, 28 anni, imbarcato su Vivi/Sabra. È una barca a vela di acciaio e legno di 13 metri, partita il 26 aprile da Augusta (Siracusa), da lì a Creta e poi a Marmaris, in Turchia, ha ospitato anche chi scrive.

“Per il momento ci hanno detto che non possiamo scendere a terra, stiamo chiedendo l’intervento del consolato italiano”, spiega ancora Gallina. A bordo ci sono tre italiani, uno spagnolo residente in Italia, un messicano e un marocchino. “Il console messicano si è già attivato, forse già oggi il nostro compagno potrà partire – riferisce Gallina – Con il Marocco è più complicato, non ha un’ambasciata a Cipro. Se ne occupano le autorità consolari greche e ovviamente non non ci muoviamo finché non potrà farlo anche lui. Gli sta dando una mano anche il consolato messicano”.

“Le autorità portuali cipriote sono invece preoccupate di farci togliere le bandiere palestinesi dalle sartie della barca, altrimenti non ci avrebbero consentito di stare in porto. Il capitano è stato costretto ad arrampicarsi per toglierle”, racconta ancora Gallina, giovane piemontese di Villanova Mondovì (Cuneo), laureato in Relazione internazionali, esperto di mercati cinesi e asiatici. Ilfattoquotidiano.it l’ha già intervistato durante la prima fase della traversata verso Gaza.

Cipro fa parte dell’Unione europea ma non dell’area Schenghen. È molto legata a Israele anche se il governo ha fatto sapere di non essere stato informato dell’operazione militare eseguita lunedì 18 dalla Marina di Tel Aviv nelle acque internazionali a ovest dell’isola. Qui, a 250 se non 300 miglia nautiche dalle coste di Gaza e di Israele, sono iniziate le intercettazioni delle barche della Global Sumud Flotilla che scendevano dalla Turchia: almeno 40 su 52 sono state abbordate e lasciate alla deriva; le persone che erano a bordo – non meno di 300 – sono state trasferite su una sorta di “nave prigione” che dovrebbe portarle al porto israeliano di Ashdod nella mattinata di mercoledì 20. È un po’ come è successo nella notte tra il 29 e il 30 aprile scorso a ovest di Creta, nel primo assalto israeliano alla Flotilla: 22 barche abbordate e oltre 180 attivisti fermati e poi consegnati alla Guardia costiera greca, mentre i due portovoce della Flotilla Saif Abuskeshek e Thiago Avila sono stati portati in Israele e trattenuti con fumosi sospetti di “terrorismo”, fino al rilascio senza alcuna formalizzazione delle accuse.

L'articolo Flotilla, una barca con 3 italiani a Cipro: “Non ci fanno scendere. In porto solo perché abbiamo tolto bandiere Palestina” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti