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Flotilla, Israele intercetta le barche in acque internazionali: caos in piena notte

  • Postato il 30 aprile 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Flotilla, Israele intercetta le barche in acque internazionali: caos in piena notte
Flotilla, Israele intercetta le barche in acque internazionali: caos in piena notte

Blitz in piena notte della marina militare di Israele, che ha intercettato in acque internazionali le barche della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Sarebbero una cinquantina su 60 le imbarcazione bloccate e sequestrate, con oltre 400 attivisti proPal in arresto. Lo stesso copione, sia pure in un diverso scenario geografico, di quanto accaduto pochi mesi fa al largo delle coste palestinesi.

Questa volta infatti le barche, spiegano dalla Flotilla, non erano "nemmeno arrivate all'altezza di Creta, quindi direi in Europa sostanzialmente. E' stata un'operazione durata di fatto tutta la notte, è surreale e vergognoso che possa accadere una cosa di questo tipo, che barche civili con a bordo aiuti umanitari possano essere di fatto sequestrate in questa maniera".

A fare il punto della missione con Rainews24 è Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla Sumud Global. "Gli attivisti raccontano che prima sono arrivate due navi militari - continua Delia -, che si sono presentate come navi della Marina israeliana e hanno chiesto loro di fermarsi e di tornare indietro. Dopo aver chiesto a tutti di mettersi a prua e in ginocchio alcuni militari sono saliti a bordo con le armi d'assalto, come si vede anche da alcuni video, dopo di che da quelle barche non abbiamo avuto più comunicazioni".

"La Farnesina si è immediatamente attivata - conferma la portavoce - noi siamo in contatto costante e diretto con loro, chiaramente ci aspettiamo delle dichiarazioni non solo del nostro governo, ma anche dell'Unione europea, perché quello che è accaduto, ripeto, è sconcertante, stiamo parlando di interferenze molto molto gravi nei confronti di civili, a bordo di barche umanitarie e in acque internazionali. Che cos'altro dovrebbe accadere per cominciare a mettere in campo degli strumenti, come ad esempio delle sanzioni, nei confronti di un governo come quello israeliano che sta commettendo atti di questo tipo in una sostanziale impunita'?". 

Gli attivisti parlano di vera e propria "pirateria". Ad Al Jazeera l'addetto stampa della Flotilla, Gur Tsabar, ha sollecitato "un intervento immediato" da parte dei governi di tutto il mondo per "garantire la sicurezza della Flotilla e per assicurare che il corridoio umanitario verso Gaza possa essere aperto." "Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di miglia da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi", ha denunciato Tsabar, sottolineando che "Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un sequestro in alto mare".

"Ogni governo ha l'obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio in questo momento è totale complicità - ha aggiunto l'addetto stampa - è necessario un intervento immediato per garantire la sicurezza della flottiglia e per assicurare che il corridoio umanitario verso Gaza possa essere aperto".

La Global Sumud Flotilla ha riferito di diverse imbarcazioni "in avaria e danneggiate" dopo l'intervento delle forze israeliane che hanno "distrutto i motori e i sistemi di navigazione" prima di ritirarsi, "abbandonando intenzionalmente centinaia di civili" mentre è in arrivo una tempesta. "Con un violento raid in acque internazionali, le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e sistematicamente neutralizzato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla - si legge sull'account X - dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su imbarcazioni in avaria e danneggiate, proprio mentre è in arrivo una violenta tempesta. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, limitando così la loro possibilità di coordinarsi o di chiedere aiuto". 

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Autore
Libero Quotidiano

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