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Flotilla attaccata da Israele al largo di Creta, alle 18 presidio del Calp ai varchi portuali

  • Postato il 30 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Flotilla attaccata da Israele al largo di Creta, alle 18 presidio del Calp ai varchi portuali

Genova. Nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, le forze militari israeliane hanno intercettato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al largo di Creta, in acque internazionali, a oltre 1.000 chilometri dalla costa di Gaza.

Le barche sono state avvicinate da motovedette militari con armi spianate: agli attivisti è stato ordinato di inginocchiarsi sul ponte, le comunicazioni sono state disturbate elettronicamente e le navi sono state danneggiate.

Oggi pomeriggio, a Genova, sarà messa in atto una mobilitazione contro quello che si configura come una violazione del diritto internazionale alla libertà di navigazione, sancito da una precisa convenzione delle Nazioni Unite: nessuno Stato può interferire con navi civili battenti bandiera straniera in alto mare.

A organizzare un presidio di protesta e solidarietà con concentramento alle 18 a varco Albertazzi, all’ingresso del porto commerciale, è il Calp, collettivo autonomo dei lavoratori portuali, ma tra le prime adesioni c’è anche quella dell’associazione Music For Peace.

Sono i due soggetti che la scorsa estate hanno dato vita alla maxi raccolta di generi di prima necessità per Gaza che simbolicamente sono stati imbarcati sulla prima Flotilla e che hanno portato in piazza, nel capoluogo ligure, 50mila persone.

“Ciò che è avvenuto questa notte a 1.000 chilometri da Gaza, in acque greche, non è un’operazione di sicurezza: è un atto di pirateria militare, un’estensione dell’egemonia israeliana che non conosce confini né limiti di diritto internazionale – dicono gli organizzatori – il sequestro di civili nel mezzo del Mediterraneo, davanti agli occhi del mondo intero, è l’affermazione che Israele possa agire con totale impunità, ben oltre i propri confini e senza alcuna conseguenza”.

Ma Music For Peace sottolinea anche che, da sette mesi, le 240 tonnellate di aiuti umanitari sono ancora ferme. “Da sette mesi, il governo italiano ha dichiarato ‘in tre ore e con un paio di telefonate gli aiuti arrivano’, ma la realtà racconta un’altra storia. I container di aiuti sono stati rifiutati per ben tre volte dalle autorità israeliane e sono tuttora bloccate in Giordania.

A Gaza, intanto, si muore – ricordano da Mfp – circa 2 milioni di abitanti della Striscia di Gaza vivono ancora tra le macerie, con carenze devastanti di cibo e medicine. Nonostante un cessate il fuoco formalmente in vigore, gli attacchi israeliani hanno ucciso oltre 790 persone. Scendere oggi in piazza significa restituire dignità a ogni essere umano vittima di questo genocidio che si perpetra ora, in questo momento, mentre scriviamo. Non possiamo restare a guardare”.

Anche il Pd aderisce al presidio: “Si tratta di un episodio grave e inaccettabile, che colpisce un’iniziativa umanitaria e pacifica, aggravando una situazione già drammatica. Non possiamo restare in silenzio di fronte a quanto accaduto. A questo si aggiunge una condizione altrettanto intollerabile: le 240 tonnellate di aiuti alimentari destinate alla popolazione di Gaza, raccolte grazie alla solidarietà della nostra città, sono ferme da oltre sette mesi. Un blocco che nega sostegno a chi si trova in una crisi umanitaria senza precedenti”.

Autore
Genova24

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