Fiorentina, l'acquisto di Gonçalves certifica il sospetto: Paratici ha lavorato per Grosso o per il suo ego? Il mercato bulimico parla da sé
- Postato il 2 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Pedro Gonçalves, prelevato dallo Sporting, è l’ultimo colpo della maxi-campagna acquisti della Fiorentina, arrivata a spendere una cifra da record in questo mercato estivo: a trattative concluse sorge il dubbio che il d.s. Fabio Paratici abbia lavorato più per il suo ego che per aiutare davvero il nuovo tecnico Fabio Grosso.
- Fiorentina, anche il corteggiatissimo Gonçalves
- Fiorentina, Paratici e un mercato da record
- Il mercato e le difficoltà di Grosso
- Fiorentina: la rivoluzione la strada giusta?
- Il mercato e l’ego di Paratici
Fiorentina, anche il corteggiatissimo Gonçalves
Anche Pedro Gonçalves. Nell’ultimo giorno del mercato estivo, Fabio Paratici ha assicurato alla Fiorentina anche il 28enne trequartista dello Sporting di Lisbona, un giocatore di qualità, corteggiatissimo negli ultimi mesi: su Gonçalves, nel corso dell’estate, si erano mossi Como, Milan, Hull City, Al-Ittihad e Al-Ahli, mentre nel corso della stagione scorsa anche Manchester United, Aston Villa e Bayer Leverkusen si erano seriamente interessati al portoghese.
Fiorentina, Paratici e un mercato da record
Gonçalves è il 13° acquisto del bulimico mercato della Fiorentina, l’ex Sporting arriva per 2,5 milioni di euro per il prestito, più altri 22,5 per l’obbligo di riscatto che scatterà a fine stagione: la seconda cifra, dunque, non verrà contabilizzata nella campagna acquisti 2026/27. Ciò, però, non ha impedito alla Fiorentina di toccare un nuovo record: la Viola ha infatti investito 150 milioni di euro nel mercato in ingresso, una somma fuori scala rispetto alle abitudini del club da quando appartiene alla famiglia Commisso.
Finora, infatti, la spesa più alta si era registrata nell’estate 2025, 93 milioni di euro: allora, però, la Fiorentina ne aveva però ricavati 64 dalle cessioni, per un passivo di -29. Stavolta, invece, il passivo è di ben -122 milioni. Senza dimenticare che la formula dell’obbligo di riscatto, applicata da Paratici anche ai prestiti di Alieu Njie dal Torino e Radu Dragusin dal Tottenham, aggiungerà alle spese dai 52 ai 56 milioni (in base ai bonus) da pagare al termine della stagione.
Il mercato e le difficoltà di Grosso
Il mercato pirotecnico di Paratici mirava a rifondare una squadra reduce da due annate difficili e a riportare entusiasmo a Firenze: una missione riuscita… fino all’inizio del campionato. Le due pesantissime sconfitte contro Roma e Frosinone, infatti, hanno evidenziato l’enorme difficoltà che si trova ad affrontare il nuovo allenatore Fabio Grosso, chiamato a trasformare in una vera squadra un gruppo eterogeneo di calciatori – tutti stranieri – piovuti a Firenze da esperienze e campionati differenti, con ambizioni e obiettivi diversi.
Calciatori che hanno sicuramente un elevato valore tecnico e ampi margini di crescita, ma che si trovano catapultati in una piazza esigente, reduce un’annata di sofferenza e in mano ad un allenatore a sua volta inesperto in questo genere di situazioni.
Fiorentina: la rivoluzione la strada giusta?
C’era davvero bisogno di rivoluzionare la Fiorentina, prima di affidarla a Grosso? La domanda, dopo le prime due sconfitte in campionato, appare legittima. Soprattutto se si tengono presenti alcuni dati della passata stagione. Perché la Viola ha sì chiuso il campionato 2025/26 al 15° posto, salvandosi solo nelle ultime giornate. Ma dopo la terrificante partenza con Stefano Pioli, sotto la gestione di Paolo Vanoli era comunque riuscita a trasformarsi in una squadra vera, passando da una media 0,4 punti a partita a quella di 1,36 e migliorando sia i dati dell’attacco (dal 17° al 12° posto in serie A) e della difesa (dal 20° al 12° posto). Possibile che non ci fosse nulla o nessuno da salvare, di quella Fiorentina?
Il mercato e l’ego di Paratici
C’è dunque da chiedersi se Paratici abbia portato avanti il maxi-mercato per una reale necessità del club o per dare lustro al suo ego. Quando a gennaio è arrivato dietro la scrivania della Viola, il d.s. era reduce dal periodo più complicato della sua carriera, segnato dall’addio alla Juventus nel maggio 2021 e dalla successiva squalifica per il caso plusvalenze, comminata nel gennaio 2023 e causa del suo addio prematuro al Tottenham, avvenuto a marzo dello stesso anno.
Nella scorsa finestra invernale il d.s. si è mostrato motivatissimo, contribuendo alla svolta della stagione viola con operazioni di mercato fondamentali per aiutare Vanoli come quelle Brescianini e Solomon. La sensazione è che in questo mercato estivo Paratici si sia lasciato trascinare dalla tentazione di strafare per dimostrare di essere ancora un d.s. di alto profilo, tra i migliori in Europa. Una tentazione che non si rivelerà dannosa per la Fiorentina soltanto se il club e lo stesso Paratici avranno la forza di difendere il lavoro di Grosso e di dialogare con una piazza che, dopo aver sognato col mercato, spera di vedere una Viola finalmente vincente.