Fionda di Legno, Paolo Ruffini ad Albenga: “Città meravigliosa. È un’isola che non c’è e consiglio a tutti di visitarla”
- Postato il 9 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Giornata speciale oggi, 9 maggio, ad Albenga dove è stato consegnato l’iconico premio della Fionda di legno 2026 all’artista Paolo Ruffini, giunto nella città delle torri in anticipo per visitare i caruggi e conoscere gli organizzatori dell’evento, gli inconfondibili “Fieui“.
“Sono lusingato, ringrazio Antonio Ricci di questo premio che è importantissimo, è un David di Donatello per me – ha dichiarato Ruffini ai microfoni di Ivg.it – Molto meglio. Un Oscar, ma meglio di un Oscar, è una fionda. Un Nobel. È un Nobel, questo Nobel che si dà alle persone che si spendono, ma non per la fragilità degli altri, attraverso la propria fragilità si fa qualcosa affinché gli altri ci si possano identificare. Quindi è un premio empatico. Con la fionda non si uccide nessuno, ma si infastidisce. E io che già sono livornese, figuratevi, ho già una base complessa geneticamente. Poi sono cresciuto formando il mio senso di comicità e di satira grazie ad Antonio, quindi sono soltanto fiero e sono onorato di essere un fiondatore. Si dice così?”.
Il riferimento è al suo spettacolo “Din Don Down” e allo straordinario impegno che ormai da tempo Paolo Ruffini dedica al tema dell’inclusione, con un riguardo particolare a soggetti a noi molto cari: anziani, bambini, persone fragili, motivo per il quale è stato deciso di assegnare a lui il premio di questa edizione.
“Educare facendo sorridere non è da tutti. Sdrammatizzare su certi temi non è facile. La chiave l’ho trovata cercando di essere compassionevole verso alcuni disabili. C’è tanta gente che mi fa pena. I disabili alla leggerezza, i disabili alla generosità, i disabili alla satira. C’è gente che non capisce le battute, c’è gente che ti odia soltanto perché fai una battuta sbagliata. Quelle sono le persone disabili che mi fanno pena. Poi ci sono i miei colleghi, sono ragazzi down, persone in carrozzina. Quelle sono persone normalissime che mi fanno star bene. A tutti gli altri disabili quotidiani, disabili sociali, appunto, gente che ruba, che fa brutture, che rende questo mondo una monnezza, possiamo aprirci ad una compassione, ad una pietà. Li abbracciamo fortissimo”, ha sottolineato l’attore noto al grande pubblico per la partecipazione a programmi televisivi popolari come Zelig e Colorado.
Alla domanda su quale impressione gli abbia suscitato la città Ruffini ha risposto che “Albenga è meravigliosa, un centro in cui in realtà non ero mai stato. Ho trovato un centro pazzesco, soprattutto sembra un po’ l’isola che non c’è. Mi sembrava, andando in giro con Antonio Ricci, di avere Peter Pan con i bambini sperduti. Solo che mi sembra un’isola che non c’è dove si cresce. L’unica differenza è questa, per il resto è come se fosse l’isola che non c’è. Ho conosciuto delle persone importantissime, un signore che si chiama Feroce, detto anche azzurro, o Ferox, che è un signore scattantissimo, l’hanno mandato a prendere ‘sta fionda, in un’ora e mezza è tornato… e poi Dino, che è il direttore di un posto, di una caverna con tantissime fionde, che in maniera molto precisa ha scritto le didascalie sotto ogni fotografia. Ha scritto cose tipo bella f##a svedese, ecco, io lo trovo meraviglioso, è un posto idilliaco, e penso che sia una delle postazioni museali più serie che ci sono in Italia, quindi suggerisco a tutti gli amici che hanno voglia di incrociare un po’ la cultura con la socialità di venire ad Albenga e visitare questi carruggi, il Museo della Fionda, uno dei musei più belli che abbia mai visto, perché davvero c’è bisogno di tante fiondate oggi. Vi ho detto che mancava solo Jane Fonda e ci sono tutti?”, ha concluso con il suo talentuoso sarcasmo.