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Fine Vita, l’associazione Luca Coscioni al Consiglio regionale: “Ascoltate chi soffre, non le direttive di partito”

  • Postato il 28 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Fine Vita, l’associazione Luca Coscioni al Consiglio regionale: “Ascoltate chi soffre, non le direttive di partito”

Liguria. L’associazione Luca Coscioni sarà in Consiglio regionale con Jennifer Tocci, Marco Cappato, Giulia Crivellini e altri militanti per seguire la discussione della proposta di legge sul fine vita “Liberi subito”. Il testo era stato depositato per la prima volta nel febbraio 2024 da un gruppo trasversale di consiglieri e consigliere, ma le dimissioni del presidente Giovanni Toti e le successive elezioni ne avevano reso necessario un nuovo deposito nella successiva legislatura.

Dopo le audizioni in II Commissione (Salute e Sicurezza Sociale), che hanno visto il pieno coinvolgimento dell’associazione, l’iter si era arenato. Tuttavia, grazie all’attivazione dell’articolo 32 da parte del consigliere Gianni Pastorino, primo firmatario della proposta, il provvedimento vede finalmente l’approdo in aula.

Nel 2026 in Liguria si sono verificati i primi due casi di suicidio medicalmente assistito: prima Silvano V., 56 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva, poi Stefano, nome di fantasia, 66 anni, completamente paralizzato a seguito di un trauma cervicale. In entrambi i casi il percorso è avvenuto all’interno del Servizio sanitario regionale, con farmaco e strumentazione forniti dal Servizio sanitario nazionale, ma solo dopo lunghi tempi di attesa e diffide legali alle aziende sanitarie.

“Confidiamo che – dopo le regioni Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e da ultimo Veneto – anche l’Assemblea legislativa ligure sappia cogliere questa opportunità, approvando al più presto un testo volto ad assicurare alle persone che ne hanno diritto procedure certe e tempi senza ingiustificati ritardi per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita – commentano Jennifer Tocci e Marco Cappato – La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo: procedure certe e tempestive per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie”.

“L’aula ha quindi l’occasione di schierarsi al fianco di tutti quei cittadini che chiedono di poter esercitare concretamente e senza ostacoli un diritto, mettendo al centro la libertà di scelta sulla propria vita e sul proprio corpo. Ci auguriamo che si possa dare precedenza all’ascolto delle persone che soffrono prima che alle direttive dei partiti nazionali”.

Autore
Il Vostro Giornale

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