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Fine vita, Costa (Fi): “Serve una legge, no al caos normativo”. Boccia (Pd): “Votino con noi per mandare il testo in Aula”

  • Postato il 11 maggio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Fine vita, Costa (Fi): “Serve una legge, no al caos normativo”. Boccia (Pd): “Votino con noi per mandare il testo in Aula”

“Noi riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. La strada maestra per arrivare a una legge nazionale è il voto degli emendamenti in commissione e poi l’esame in Aula”. In un’intervista a Repubblica, il capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa risponde così alla domanda se gli azzurri, martedì in conferenza dei capigruppo al Senato, voteranno la richiesta del Pd di portare in Aula il disegno di legge sul suicidio assistito, fermo nelle commissioni Giustizia e Affari sociali dopo l’approvazione del testo base lo scorso luglio. Da quel momento l’iter è stato bloccato dal veto della presidenza del Consiglio, ma il testo non piace nemmeno alle opposizioni, che lamentano l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’attribuzione a un comitato di nomina governativa del compito di valutare la sussistenza dei requisiti indicati dalla Consulta. Nelle ultime settimane, nell’ambito del nuovo corso imposto da Marina Berlusconi, Forza Italia sta insistendo per riportare il tema alll’ordine del giorno: “Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa pur di arrivare a un risultato”, dice Costa. “In tanti ritengono che non sia necessaria alcuna legge e altri che frenano perché ritengono la norma insufficiente. Ma non possiamo permettere che una materia così delicata sia in balia del caos normativo. Non decidere significa accettarlo”, afferma, in riferimento alle leggi regionali approvate da Toscana e Sardegna (la prima è stata giudicata legittima dalla Consulta).

All’intervista di Costa replica il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia, sfidando gli azzurri a votare con le opposizoni per sbloccare il disegno di legge. “È responsabilità della politica rispondere alla sentenza della Corte costituzionale che ha chiesto al Parlamento di legiferare”, afferma in una nota. “Alla Camera fu approvato nella scorsa legislatura, all’unanimità, il testo Bazoli. In questa legislatura al Senato la maggioranza non ha più voluto votare quel testo. In commissione la discussione si è arenata intorno ad un testo, secondo noi peggiorativo del testo Bazoli, che esclude il Servizio sanitario nazionale. Per noi questa resta una questione dirimente. Non è più possibile però lasciare senza risposte la sofferenza di tanti cittadini che chiedono risposte allo Stato. Se veramente anche Fi, come afferma Enrico Costa oggi in una intervista, vuole arrivare a una legge, voti con le opposizioni domani nella conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, la calendarizzazione per l’Aula del provvedimento sul fine vita. Solo così sarà possibile un confronto alla luce del sole davanti al Paese”, incalza il capogruppo. “Ogni forza politica si assumerà così la propria responsabilità. Quello che non è più accettabile, a un anno dalla fine della legislatura, è che si continui a rimandare il varo di una legge chiesta a gran voce anche da una parte del mondo cattolico che comprende, a differenza della destra, la necessità di riconoscere dignità a scelte tanto dolorose”, conclude.

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Il Fatto Quotidiano

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