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Finanziamento da 2,4 milioni revocato, il Comune di Vibo ammette l’errore

  • Postato il 9 settembre 2026
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Finanziamento da 2,4 milioni revocato, il Comune di Vibo ammette l’errore

Il Quotidiano del Sud
Finanziamento da 2,4 milioni revocato, il Comune di Vibo ammette l’errore

Clima teso stamani in IV Commissione Consiliare del Comune di Vibo Valentia, sulla vicenda del finanziamento per riqualificare le periferia della città sfumato per un errore materiale nella documentazione presentata alla Regione. L’ente ammette l’errore ma annuncia chiede l’accesso agli atti. E l’opposizione attacca: “Figuraccia”.


VIBO VALENTIA – Un finanziamento da 2,5 milioni di euro già “in tasca” per riqualificare le frazioni di Vibo, sfumato a causa di un banale errore materiale su un file allegato e travolto dal ricorso al TAR del Comune di Catanzaro. È un clima tesissimo quello che ha caratterizzato stamani, 9 settembre 2026, la IV Commissione Consiliare del Comune di Vibo Valentia, convocata d’urgenza dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Antonio Schiavello, per fare luce sul decreto di revoca in autotutela notificato dalla Regione Calabria il 3 settembre scorso. Al centro del dibattito, le ricostruzioni dell’amministrazione comunale e il duro affondo dell’opposizione di centrodestra sul peso politico della città e sulle responsabilità della scelta dei tecnici esterni.

LA RICOSTRUZIONE DELL’ASSESSORE SCRUGLI: «ERRORE MATERIALE»

L’assessore ai Servizi Sociali, Lorenza Scrugli, ha ripercorso minuziosamente l’excursus di un lavoro durato oltre un anno. Visto l’impegno straordinario richiesto dal bando regionale, il Comune aveva individuato tramite avviso pubblico un professionista esterno di elevata qualificazione. Il progetto – forte di un’ampia rete di partner tra Università, Asp, Centro per l’Impiego e scuole – era stato presentato a giugno 2025, posizionandosi al terzo posto nella graduatoria provvisoria di Natale 2025 e confermato tra gli 11 enti vincitori nella graduatoria definitiva del 29 maggio 2026.

LA RICOSTRUZIONE SULLA PERDITA DEL FINANZIAMENTO

Dopo la firma della convenzione con la Cittadella e l’invio della richiesta di avvio attività con l’anticipazione del 20% delle somme, arriva la doccia fredda: «Il 27 luglio è giunta dalla Regione la comunicazione di avvio del procedimento di revoca in autotutela, nata a seguito di un ricorso di Catanzaro che lamentava una disparità di trattamento per un documento mancante. L’errore? Il file era nominato “dichiarazione Rup”, ma all’interno conteneva la dichiarazione ambientale del progettista anziché l’attestazione di conformità urbanistica dell’immobile. Un mero scambio di documenti all’interno della pratica», ha commentato l’assessore.

L’assessore Lorenza Scrugli

Nonostante le controdeduzioni inviate a tempo di record dall’Avvocatura civica entro 4 giorni, la Regione ha emesso il decreto di annullamento. La componente ella Giunta ha comunque promesso battaglia: «Defenderò questo progetto con le unghie e con i denti per i nostri cittadini e per le frazioni: non è il momento delle polemiche, dobbiamo tentare tutte le vie legali possibili».

LA DIRIGENTE MONTESANTI: «CHIESTO L’ACCESSO AGLI ATTI»

Sui cavilli tecnici e sulla rigidità della Regione è intervenuta la dirigente del settore, la dottoressa Carla Montesanti, spiegando la motivazione formale alla base del rifiuto dell’ente regionale: «La Regione ha ritenuto nel decreto che quella specifica dichiarazione urbanistica fosse prescritta a pena di inammissibilità e per questo ha deciso di non attivare lo strumento del soccorso istruttorio». La dirigente ha tuttavia annunciato che il Comune ha formalizzato un’istanza di accesso agli atti amministrativi alla Cittadella: «Se riscontreremo una palese disparità di trattamento rispetto ad altri Comuni, documenteremo tutto nell’imminente ricorso giudiziario».

L’ASSESSORE TALARITO: «CONDOTTA DI CATANZA INCOMPRENSIBILE»

In difesa dell’operato della Giunta è intervenuto anche l’assessore al contenzioso Marco Talarico, evidenziando il lavoro ininterrotto svolto dagli uffici comunali e dall’Avvocatura anche nei giorni festivi di mezza estate: «Il 13 e 14 agosto eravamo riuniti per esaminare la documentazione dopo aver redatto, entro fine luglio, le memorie difensive. Va rilevato che la condotta della Regione ha generato in noi un legittimo affidamento, arrivato dopo mesi di conferme e dall’invito formale alla firma della convenzione». Talarico ha poi censurato l’iniziativa legale del capoluogo di regione: «Il ricorso di Catanzaro non ha portato alcun beneficio al loro ente, ma ha avuto il solo risultato di danneggiare Vibo Valentia e cancellare un finanziamento già concesso».

L’AFFONDO DELLA MINORANZA: SCHIAVELLO (FDI): «ZERO PESO POLITICO E FIGURACCIA D’IMMAGINE»

Di segno diametralmente opposto la lettura del consigliere di Fratelli d’Italia, Antonio Schiavello, che ha espresso profondo amareggio per la perdita di risorse vitali per la comunità, respingendo i tentativi di scaricare le colpe all’esterno: «L’errore del progettista è palese, evidente e grosso come una casa. Ma la scelta di affidare l’incarico a quel professionista si è determinata tramite Delibera di Giunta, quindi la responsabilità principale è politica e non burocratica».

Antonio Schiavello (FdI)

Schiavello ha poi affondato il colpo sulle dinamiche politiche locali e regionali: «Questa vicenda dimostra che nella geografia politica regionale Vibo Valentia conta assolutamente nulla. Un’amministrazione capoluogo guidata dal centrosinistra, definita “amica”, fa ricorso e silura Vibo senza che vi sia stato alcun dialogo o peso politico per fermare questa deriva».

CALABRIA (CV): “DIFENDETE L’INDIFENDIBILE”

A intervenire anche il consigliere di opposizione del gruppo Cuore Vibonese, Giuseppe Calabria, ha infine criticato la gestione comunicativa dell’amministrazione: «Fare conferenze stampa per difendere l’indifendibile o attaccare la Regione è fuori luogo. L’unica conferenza stampa da fare era quella di chiedere scusa alla città e alle frazioni per aver perso 2,5 milioni di euro già incassati».

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