Finale Roland Garros, McEnroe fa il funerale a Cobolli: ora ha un motivo in più per battere Zverev. Ma Flavio ha già vinto
- Postato il 6 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Flavio Cobolli ha una motivazione in più per battere Zverev, raccogliere l’eredità di Panatta e prendersi il Roland Garros. A fornirgliela è la leggenda del tennis John McEnroe, che non ha dubbi sull’esito della finale dello Slam parigino in programma domenica 7 giugno, alle 15:00, sul Philippe Chatrier.
- Finale Roland Garros, la previsione di McEnroe
- Le parole su Arnaldi e la scelta di Cobolli
- Cobolli-Zverev: il messaggio di Sascha
- Cobolli: comunque vada, è un punto di svolta
Finale Roland Garros, la previsione di McEnroe
McEnroe non è nuovo a uscite sopra le righe. Dopo aver definito “Pinocchio” Sinner in seguito al malore accusato contro Cerundolo che gli è costato l’eliminazione dal Roland Garros, ora si sbilancia sulla finale tra Zverev e Cobolli. L’esito è quasi scontato, secondo l’americano. A TNT Sports ha infatti dichiarato che l’italiano ha solo il “30% di possibilità” contro Sascha, che – va ricordato – non ha mai vinto uno Slam in carriera. Pur sottolineando che il romano è “un talento straordinario”, resta nettamente sfavorito: “Ha una chance su tre di spuntarla”, rincara McEnroe.
Le parole su Arnaldi e la scelta di Cobolli
Cobolli è approdato in finale grazie al forfait in semifinale di Arnaldi, fermato da un virus. Niente derby azzurro e conferenza stampa congiunta, con il 24enne romano che ha voluto essere vicino al connazionale in un momento delicato. McEnroe non ha affatto approvato la decisione di Flavio: “Se si è ritirato a causa di un virus, avrebbe dovuto stargli lontano per evitare il possibile contagio. Proprio non capisco”.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DZPZX99jOgI" max_width="540px"/]Cobolli-Zverev: il messaggio di Sascha
L’azzurro arriva “riposato” all’ultimo atto del Roland Garros, mentre il nativo di Amburgo ha eliminato il ceco Mensik in quattro set (7-5, 6-2, 3-6, 6-3) al termine di un match durato tre ore. Zverev, intenzionato a sfatare la maledizione Slam e riportare il titolo in Germania sulla terra rossa parigina dopo il trionfo di Henner Henkel datato addirittura 1937, manda comunque un messaggio all’amico e avversario di domani: “È vero, ha riposato di più. Ma io non ho giocato partite estremamente lunghe. Mi sento bene, avrei potuto giocare anche subito dopo la semifinale”. Insomma, la sfida è lanciata.
Cobolli: comunque vada, è un punto di svolta
Il romano è il terzo italiano nell’Era Open a raggiungere l’ultimo atto del Roland Garros dopo Panatta, campione nel 1976, e Sinner. A cinquant’anni di distanza dal successo di Adriano, Cobolli ha il destino nelle sue mani, nella sua racchetta. Ma, al di là dell’esito della finale sul Philippe Chatrier, ha già vinto. Sì, perché per la prima volta in carriera entrerà nella top-10. In caso di sconfitta passerà dal 14° al 10° posto con 3.540 punti, mentre in caso di vittoria su Zverev salirebbe fino al quinto posto con 4.240 punti. A Parigi, comunque vada, Cobolli ha già cambiato la propria carriera.