Figc, Malagò è ineleggibile? Il ministro Abodi chiede un parere a Coni e Anac, ma con due settimane di ritardo
- Postato il 5 giugno 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il ministro Andrea Abodi chiede ufficialmente un parere all’Anac e al Collegio di Garanzia del Coni sull’eleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza della FederCalcio. Ma lo fa con due settimane di ritardo, e a questo punto il via libera o la bocciatura, da cui dipende il futuro del pallone italiano, arriverà proprio a ridosso del voto.
La questione ormai è nota. Su Malagò, grande favorito alla successione di Gravina perché appoggiato da Serie A, B, Calciatori e Allenatori, pende la spada di Damocle del cosiddetto “pantouflage”: potrebbe non essere eleggibile in quanto, da presidente del Coni (carica ricoperta fino a giugno 2025), ha esercitato poteri di vigilanza sulle Federazioni sportive, come la Figc. E non è ancora trascorso il periodo di “raffreddamento” di tre anni previsto dalla legge. Il diretto interessato ha sempre liquidato il tutto con una scrollata di spalle ma è evidente che il tema esista, quanto meno in linea di principio; quindi, soltanto gli organi potranno sciogliere i dubbi, in un senso o nell’altro.
A ciò era rivolta l’interrogazione parlamentare del senatore leghista Roberto Marti, che sollecitava il ministro a “promuovere un chiarimento preventivo presso le autorità competenti”. Un atto dal chiaro significato politico, perché conferma l’ostilità di questa maggioranza e questo governo alla scalata di Malagò, ma che se non altro doveva servire a sgombrare il campo dagli equivoci.
Dopo l’interrogazione, Abodi ha effettivamente innescato le due autorità competenti, che sono l’Anac (per quanto riguarda il Dlgs 165/2001) e il Collegio di Garanzia del Coni, sul piano sportivo. Questo sarà anche il contenuto della risposta all’interrogazione, per il momento per forza di cose interlocutoria. Ma la notizia è la tempistica. A quanto risulta al Fatto, la Pec del Ministero con cui viene richiesto il parere ai due organi è arrivata soltanto nella serata di giovedì 4 giugno. L’interrogazione era stata depositata il 20 maggio. Da allora sono passate oltre due settimane: ormai si pensava che il pronunciamento decisivo fosse imminente, e invece è stato appena innescato. Si dovrà attendere ancora, esattamente fino al 15 giugno, data fissata dal ministro per consegnare il parere. Peccato che allora mancheranno appena sette giorni al voto.
Inutile dire che questo ritardo inspiegabile con cui è stata inoltrata la richiesta rischia di creare grossi problemi. Dal Ministero filtra che sarebbe dovuto a ragioni tecniche, ma la Pec è stata ricevuta con stupore e grande fastidio, sia all’Anac che al Coni. Considerando che ci sono due weekend di mezzo, di fatto agli esperti vengono concessi appena 6 giorni di tempo per studiare una questione estremamente complessa dal punto di vista tecnico. E prendersi una responsabilità pesantissima: bocciare Malagò a una settimana dal voto significherebbe terremotare il pallone italiano.
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