Fidanzatini di Policoro, nuovo no alla riapertura del caso
- Postato il 9 gennaio 2026
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Fidanzatini di Policoro, nuovo no alla riapertura del caso

Fidanzatini di Policoro, la Procura di Matera respinge la seconda istanza sul caso Orioli-Andreotta. La madre di Luca Orioli non si arrende: «La verità non va archiviata». Interviene la Garante regionale
LA procura di Matera ha rigettato la seconda istanza di riapertura delle indagini presentata nei mesi scorsi sul caso giudiziario dei “fidanzatini di Policoro”, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, trovati morti la sera del 23 marzo 1988 nella casa della ragazza.
FIDANZATINI DI POLICORO, RIGETTATA ISTANZA RIAPERTURA CASO
A renderlo noto, ieri, giovedì 8 gennaio 2026, è stato l’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale della madre di Orioli, Olimpia Margherita Fuina, che aveva presentato anche quest’ultima istanza di riapertura del caso per approfondire l’ipotesi di un duplice omicidio in luogo dell’incidente domestico, accreditato dalle precedenti indagini. Un’istanza fondata sull’evoluzione della scienza forense, che «dispone di tecnologie che nel passato non esistevano e che consentono di ottenere risultati allora impossibili, specie su indumenti e reperti conservati».
LE MOTIVAZIONI DEL RIGETTO
«Nel provvedimento di rigetto, la Procura continua – ha aggiunto Fiumefreddo – a definire “granitica” la conclusione della accidentalità della morte per inalazione di CO2, arrivando a sostenere che i dubbi sulla scena del ritrovamento e sulla possibile manipolazione degli indumenti “non scalfiscono” quella verità».
Nei mesi scorsi il legale e la sua assistita avevano annunciato anche un ricorso alla procura generale presso la Corte d’appello di Potenza per chiedere l’avocazione delle indagini denunciando «tre decenni di silenzi istituzionali, perizie manipolate, testimonianze mai escusse, intercettazioni ignorate e incongruenze investigative mai risolte» dai pm materani.
FIDANZATINI DI POLICORO, LETTERA APERTA DELLA MADRE DI LUCA ALLA MADRE DI MARIROSA
Sempre ieri, giovedì 8 gennaio 2026, su Facebook Fuina ha pubblicato una lettera aperta alla madre di Marirosa Andreotta, Nina Giannotti, chiedendole di unirsi a lei nella «ricerca della verità».
Sulla decisione della procura della città dei Sassi, poi, è intervenuta anche la Garante regionale delle vittime di reato, Tiziana Silletti, parlando di una decisione che «non può essere considerata pienamente risolutiva rispetto ai dubbi che da tempo accompagnano questa tragedia».
L’INTERVENTO DEL GARANTE REGIONALE
«Quando una vicenda così grave resta segnata da interrogativi irrisolti, il tempo trascorso non attenua il diritto alla verità delle vittime e dei loro familiari, ma ne rafforza la portata e il valore democratico». Ha proseguito Silletti. «La decisione della magistratura di non riaprire le indagini, in assenza di nuovi elementi, ribadisce il principio di certezza del diritto e il rispetto delle conclusioni già raggiunte. Resta tuttavia pienamente comprensibile il dolore delle famiglie di tutte le vittime dei cosiddetti “casi irrisolti”(…) Questa storia, si colloca in una stagione storica e in un contesto territoriale – quello del policorese e del Metapontino tra gli anni Ottanta e Novanta – attraversati da numerosi fatti di cronaca drammatici, episodi oscuri e vicende mai definitivamente chiarite (…) La giustizia non dovrebbe temere il riesame, specie alla luce dei progressi della scienza forense e delle tecniche investigative oggi disponibili, che all’epoca dei fatti non potevano essere impiegate».
FIDANZATINI DI POLICORO, UNA FERITA ANCORA APERTA
«Una chiusura che lasci irrisolti dubbi profondi rischia di tradursi, ancora una volta, in una ferita aperta non solo per i familiari delle vittime, ma per l’intera comunità». Ha aggiunto ancora la garante, sottolineando che «lo Stato ha il dovere non solo di decidere, ma di dimostrare di aver esplorato ogni possibilità di accertamento, affinché nessuna ombra continui a gravare su una vicenda che ha segnato la storia di un intero territorio».
«La verità non è mai un favore concesso». Ha concluso Silletti. «È un diritto che non va archiviato.
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Fidanzatini di Policoro, nuovo no alla riapertura del caso