Stellantis, nel 2025 a Melfi crollo delle produzioni del 47,2%
- Postato il 8 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Stellantis, nel 2025 a Melfi crollo delle produzioni del 47,2%

Calo peggiore di tutti i siti Stellantis, nello stabilimento di Melfi crollo delle produzioni: mai così poche auto prodotte nel 2025; il Report di Fim Cisl
Nel 2025 le produzioni dello stabilimento di Melfi si sono ridotte del 47,2%, fermandosi a quota 32.760 unità, una produzione di fatto quasi dimezzata rispetto al 2024, quando si era invece attestata a 62.080 unità: «è il dato più basso della storia dello stabilimento», ha detto Gerardo Evangelista, segretario regionale della Fim lucana. Nessun altro sito ha questo calo percentuale. È uno dei dati tratteggiati nel Report della Fim Cisl, presentato ieri. La produzione della Nuova Jeep Compass, «ha già determinato una ripresa dei volumi nella parte finale del quarto trimestre e che rappresenterà il principale contributo produttivo nel 2026», scrive Fim Cisl.
Nel corso del 2025, la produzione dei tre modelli che oggi oggi sono fuori produzione (cioè Jeep Compass vecchia generazione, Jeep Renegade e Fiat 500X) è stata complessivamente di 28.125 unità, circa la metà dei volumi del 2024. I nuovi modelli, DS8 e Nuova Jeep Compass, sono stati invece prodotti in tutto in 4.635 unità. In particolare, la DS8, attualmente realizzata esclusivamente in versione full electric, ha raggiunto le 1.706 unità prodotte.
«Nel 2025 – si legge ancora nel rapporto di Fim Cisl – si sono registrati 98 giorni di fermo collettivo, gestiti tramite Contratto di Solidarietà, per un totale di 264 turni persi. Negli altri giorni lavorativi, l’utilizzo medio del Contratto di solidarietà è stato pari al 41%, coinvolgendo circa 2.773 lavoratori al giorno».
PERDITA DI VOLUMI: RICADUTE OCCUPAZIONALI
La perdita di volumi, inoltre, ha già avuto importanti ricadute occupazionali: «dal 2021 circa 2.510 lavoratori sono usciti su base volontaria incentivata», spiega Fim Cisl, «portando il numero degli occupati a 4.530 unità. Attualmente risultano circa 280 lavoratori in prestito presso altri stabilimenti del Gruppo». Lo stabilimento lucano, nel frattempo, è nel pieno della transizione verso i nuovi modelli basati sulla piattaforma STLA Medium. «A seguito delle nostre pressioni sindacali- fa sapere Fim Cisl – il piano iniziale è stato rivisto, prevedendo l’introduzione di versioni ibride per tutti i modelli, con la sola esclusione della DS8, motivata da vincoli temporali. Nel primo semestre 2026 avremo l’avvio della produzione della DS7, in entrambe le versioni e successivamente nel secondo semestre 2026 il lancio della Lancia Gamma, anch’essa nelle versioni elettrica e ibrida».
E poi: «Riteniamo necessario predisporre anche la DS8 con una motorizzazione ibrida e prevedere, nel nuovo piano industriale, ulteriori assegnazioni produttive, al fine di valorizzare pienamente le capacità dello stabilimento di Melfi. È inoltre indispensabile- si legge ancora nel rapporto – fornire risposte concrete all’indotto melfitano, oggi in forte sofferenza. Oltre a garantire un corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali e a dare priorità alle aziende locali nelle forniture, è necessario che tutti i livelli istituzionali agiscano in modo coordinato per tutelare l’occupazione, sostenere le imprese nella transizione e attivare gli strumenti previsti dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa, così da attrarre nuovi investimenti e offrire prospettive di sviluppo all’intero territorio». Il segretario regionale di Fim Basilicata, Gerardo Evangelista parla di «elementi chiari e preoccupanti per lo stabilimento di Melfi».
IL 2026 SARA’ UN ANNO DIFFICILE
Per Evangelista «il 2026 sarà ancora un anno difficile e, proprio per questo, dovrà essere l’anno delle scelte e delle azioni concrete, mentre il 2027 rappresenterà l’anno della verità per il futuro industriale del sito». Quello di Melfi è uno stabilimento che «dispone di elevate professionalità e di una capacità produttiva flessibile», continua Evangelista, e che «è uno dei più avanzati del gruppo sotto il profilo tecnologico e produttivo», dove «è necessario un impegno concreto sul fronte energetico, puntando su progetti già avviati sulle fonti rinnovabili, a partire da fotovoltaico e biogas». E poi: «In questo quadro, le aspettative sono legate all’insieme delle produzioni attualmente assegnate a Melfi e ai nuovi modelli che entreranno in produzione nel corso dell’anno, espressione di un asset industriale strategico che colloca lo stabilimento lucano come laboratorio delle auto elettriche e ibride.
Resta però centrale il tema dei volumi produttivi: per garantire la piena saturazione degli impianti e dell’occupazione è necessario raggiungere livelli adeguati. In questo contesto si collocano diverse ipotesi, ad oggi non confermate, tra cui l’eventuale assegnazione a Melfi di un ulteriore marchio del gruppo Stellantis, che, attraverso una più ampia articolazione delle motorizzazioni, potrebbe contribuire a rafforzare i volumi produttivi e a intercettare nuove quote di mercato», conclude Evangelista. E infine: «Molto dipenderà dalle scelte strategiche che l’ad Antonio Filosa metterà in campo nei prossimi mesi, in particolare con la presentazione entro giugno del nuovo piano industriale del gruppo, ma sarà decisivo anche il ruolo del Governo nazionale e della Regione».
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Stellantis, nel 2025 a Melfi crollo delle produzioni del 47,2%