Fiat, Olivier François: “Serve un’erede della Panda sotto i 15 mila euro”
- Postato il 15 gennaio 2026
- Fatti A Motore
- Di Il Fatto Quotidiano
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Negli ultimi cinque anni, come noto, i prezzi di listino delle vetture sono aumentati dal 20% a oltre il 40%. Colpa della crisi delle materie prime (microchip), dell’aumento dei costi di produzione e manodopera, dell’inclusione di dotazioni di serie più costose (elettronica, sicurezza) e dell’introduzione dell’elettrificazione. Ma è anche colpa dell’ingordigia dei costruttori, che inseguono margini di profitto sempre più alti.
In buona sostanza, le automobili realmente economiche, una volta definite “utilitarie”, non esistono più, rimpiazzate da modelli più grandi, talvolta con carrozzeria da suv compatto, ideali per far quadrare i bilanci della aziende ma non quelli dei consumatori, che sempre più spesso preferiscono rivolgersi al mercato dell’usato o prolungare il più possibile la vita della loro auto.
Un trend di cui sono consapevoli molti costruttori generalisti, fra cui quelli del Bel Paese. “Le Fiat sono diventate troppo care e serve un’erede della Panda sotto i 15 mila euro” ha spiegato Olivier François, numero uno del marchio torinese, alla testata francese Auto Infos. Il che fa sperare che i prossimi modelli in arrivo abbiano prezzi più accessibili. “Rimpiazzeremo la Panda con un modello più piccolo e semplice, secondo lo spirito della Panda originale del 1980. Avrà un’offerta multienergia”, ha specificato il manager transalpino. Si parla, quindi, di una vettura sotto i 4 metri di lunghezza, che sarà offerta con motorizzazioni elettrificate e non. E che, soprattutto per via del prezzo, potrebbe confermare la Panda – la versione attuale è in produzione dal 2012 e nel frattempo è diventata “Pandina” – come best seller indiscussa del mercato italiano.
A dire il vero, la tendenza a un riposizionamento verso il basso di alcuni prodotti Fiat è già in atto, complici anche gli scarsi numeri di vendita di alcuni modelli: è il caso della 500 elettrica, che da qualche mese è stata affiancata dalla più economica edizione ibrida (proposta a 19.900 euro, contro i 23.900 euro dell’elettrica con batteria da 23,4 kWh). Va letto in questo senso pure il lancio della versione con motore benzina non elettrificato e cambio manuale della Grande Panda – esordio a febbraio e prezzi da 16.900 euro – e il prossimo debutto della 600 con motore 1.2 da 101 CV senza ibridazione e con trasmissione manuale.
Alla base della maggiore competitività anche le economie di scala con gli altri marchi del gruppo Stellantis: sinergie che passeranno dalla prossima introduzione della piattaforma “STLA Small”, che “è una priorità assoluta ed è uno strumento chiave per i segmenti A e B”, ha spiegato, al Salone di Bruxelles, Emanuele Cappellano, numero uno di Stellantis in Europa: “La missione dell’auto popolare fa parte del DNA di marchi come Fiat e Citroën e resterà centrale. Tuttavia, i costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l’accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite. La risposta vera è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni”. Secondo il manager, “puntare su una sola tecnologia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee. L’UE deve decidere se considerare l’industria auto un asset strategico”.
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