FIA avverte Mercedes: gli esami sulla power unit non sono finiti

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Formula 1
  • Di Virgilio.it
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La giornata inaugurale dei test in Bahrain si è aperta con una controversia tecnica destinata, con ogni probabilità, a dominare il dibattito politico dei mesi a venire. Il fulcro della questione risiede nel rapporto di compressione dell’unità motrice Mercedes 2026, finito sotto lo scrutinio dei competitor già da diverse settimane. La problematica, emersa durante i consessi tra i motoristi e la FIA, è rapidamente trascesa in una forma di pressione coordinata. Sullo sfondo, si profila l’eventualità di un intervento normativo in extremis prima del semaforo verde mondiale.

La certezza Mercedes contro le esitazioni della FIA

Toto Wolff ostenta una notevole serenità, dichiarandosi scevro da timori reverenziali. Il manager austriaco ha affrontato la delicata tematica del rapporto di compressione Mercedes a testa alta, conscio della criticità del momento. L’Amministratore delegato e Team Principal della scuderia di Brackley ha ribadito con fermezza la posizione della squadra, enfatizzando la correttezza procedurale seguita durante l’intera fase di sviluppo. L’iter metodologico appare, in tal senso, inequivocabile: ogni scuderia è tenuta a fornire aggiornamenti costanti alla FIA in merito all’evoluzione dei propulsori.

Di conseguenza, la Federazione Internazionale era pienamente edotta delle scelte ingegneristiche del costruttore tedesco, il quale aveva ricevuto rassicurazioni formali circa la conformità alle norme tecniche vigenti. Tale scenario di stabilità sembra però essere mutato repentinamente negli ultimi giorni. Il vantaggio competitivo della Mercedes è stimato in circa 15 cavalli, un surplus di potenza che risulterebbe determinante se confermato in pista. Tuttavia, Wolff rigetta fermamente le speculazioni del paddock, ridimensionando tale beneficio a una forbice più contenuta, tra i 2 e i 3 cavalli.

La controversia ha assunto proporzioni macroscopiche per effetto delle istanze sollevate dagli altri costruttori. Alcuni competitor hanno esercitato forti pressioni sull’organo regolatore, nonostante Mercedes riponesse piena fiducia nelle deliberazioni del comitato consultivo delle Power Unit. Tali dinamiche descrivono un clima politico incandescente, dove le alleanze strategiche sono mutate nel volgere di poche settimane: persino Red Bull, inizialmente non ostile alla posizione di Brackley, ha infine fatto fronte comune con Audi, Honda e Ferrari.

La posizione di Tombazis è chiara

In questo contesto si inserisce la presa di posizione di Nikolas Tombazis. Il punto di vista dell’ingegnere ellenico, Direttore Tecnico delle monoposto FIA, ha contribuito in modo sostanziale ad alimentare la disputa. Tombazis ha preannunciato l’adozione di provvedimenti, lasciando presagire un possibile intervento sul quadro regolamentare nelle prossime settimane: un’ipotesi che, sino a pochi giorni fa, appariva del tutto inverosimile.

Tutto ciò occorre nonostante la Power Unit Mercedes sia stata concepita attraverso un confronto simbiotico con la FIA, la quale aveva finora espresso pareri favorevoli. Un’eventuale variazione normativa in corso d’opera produrrebbe ripercussioni sistemiche, estendendosi oltre il team ufficiale per colpire anche le scuderie clienti. Wolff ha categoricamente escluso il ricorso ad azioni legali, preferendo appellarsi al rispetto delle istituzioni sportive:

“Non esiste alcuno scenario in cui adiremo le vie legali, ha asserito, sottolineando come la certezza del diritto sia un pilastro fondamentale della Formula 1. L’estro ingegneristico deve essere preservato, così come le scuderie devono ossequiare la governance dello sport in un imprescindibile rapporto di reciprocità. Ma quale scenario si profilerebbe qualora l’organo di governo decidesse di emendare i regolamenti a stagione imminente?

L’efficacia delle pressioni esterne sulla FIA

Rimane irrisolto il nodo ingegneristico: intervenire su un’unità motrice già deliberata comporta conseguenze di rilievo, dati i tempi tecnici estremamente dilatati necessari per lo sviluppo. Se la FIA dovesse bandire una soluzione precedentemente approvata, l’impatto sulle prestazioni sarebbe significativo. Negli ultimi mesi, il dissenso espresso da Ferrari e dagli altri costruttori si è intensificato, filtrando attraverso incontri riservati in uno sport dove, per natura, il segreto è effimero.

Wolff si dichiara basito dall’evoluzione degli eventi. Regna una profonda incertezza, poiché le ultime conclusioni della FIA evidenziano criticità che fino alla scorsa settimana non sussistevano. Tale scenario rischierebbe di creare un precedente pericoloso, con esiti tecnici imprevedibili. Se gli equilibri mutano così repentinamente, l’effetto detonante nel paddock potrebbe essere di vasta portata. In un ecosistema dove vige la regola del “farsi trarre in inganno o ingannare”, l’entusiasmo eccessivo circa le performance dei motorizzati Mercedes sembra aver indotto la FIA a decisioni drastiche, forse per timore di una supremazia imbarazzante lamentata dai concorrenti.

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Virgilio.it

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