Ferrovia a monte, Albenga perde in Consiglio di Stato sui terreni della nuova stazione
- Postato il 16 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Il Comune Albenga non può decidere da solo quanto terreno destinare ad una grande opera come la nuova stazione ferroviaria, ma può solo recepire le scelte dello Stato, senza allargarle. È questo, in sintesi, il principio ribadito dal Consiglio di Stato nella sentenza pubblicata ieri, 15 aprile, che chiude – almeno sul piano giudiziario – la lunga vicenda dei terreni Cerruti ad Albenga.
Parliamo del progetto di raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora, e nello specifico dei terreni sui quali sorgerà la nuova stazione di Albenga (nella frazione di Bastia). Se il progetto nazionale prevede un’area precisa per il nuovo scalo ferroviario, il Comune non può estendere quel vincolo a superfici più ampie, bloccando di fatto attività private già esistenti. Ed è proprio questo l’errore contestato al Comune dai giudici.
Dal Tar al Consiglio di Stato: così i giudici hanno bocciato l’appello del Comune ingauno
Nello specifico, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto l’appello del Comune, confermando quanto già stabilito dal Tar Liguria nel 2022: il Piano urbanistico comunale del 2015, almeno per quanto riguarda le aree delle società Cerruti, non era legittimo.
Facciamo un passo indietro. La vicenda parte negli anni ’90, quando viene progettato il raddoppio della linea ferroviaria Andora-Finale, con la previsione di una nuova stazione ad Albenga (nella frazione di Bastia). Su quelle stesse aree, però, insistono da oltre sessant’anni attività produttive legate alla lavorazione di materiali lapidei. Nel tempo nasce un contenzioso complesso, che porta anche a un accordo tra le aziende e Rfi: meno superficie da espropriare e possibilità di continuare a sviluppare gli impianti.
Eppure, nel 2015, il Comune ingauno approva il Puc (Piano Urbanistico Comunale, ndr) confermando il vincolo espropriativo su tutte le aree e inserendole nel distretto destinato alla futura stazione ferroviaria.
Nel 2022 arriva la prima svolta: il Tar Liguria accoglie il ricorso delle società Cerruti (ve ne avevamo parlato in questo articolo) e annulla in parte il Puc. In sostanza, i giudici sostengono che un Comune non può gestire da solo opere strategiche di livello nazionale e deve tenere conto della reale destinazione delle aree. Nel caso specifico, viene evidenziata la chiara vocazione produttiva dei terreni dove sorgerà la nuova stazione e il fatto che i precedenti vincoli espropriativi fossero ormai decaduti. Il risultato? Il vincolo imposto dal Puc viene ritenuto lesivo dei diritti dei proprietari.
Il Comune di Albenga decide quindi di impugnare la sentenza. Ma il Consiglio di Stato, con la decisione di ieri, ha confermato integralmente l’impostazione del Tar. Secondo i giudici, il Comune non si è limitato a recepire le decisioni sovraordinate sul progetto ferroviario, ma ha reiterato un vincolo troppo ampio, impedendo di fatto qualsiasi utilizzo delle aree da parte dei privati.
Secondo la sentenza, la pianificazione urbanistica avrebbe dovuto tenere conto dell’uso produttivo dei terreni e della loro “naturale vocazione”, soprattutto dopo la decadenza dei precedenti vincoli. Non solo. Viene respinta anche la linea difensiva del Comune secondo cui il ricorso delle aziende sarebbe diventato improcedibile nel tempo: l’interesse resta, perché quel piano continua a influenzare le scelte future.
La sentenza, però, non blocca il progetto di raddoppio: la realizzazione della nuova stazione di Albenga e il raddoppio della linea restano in capo agli organi statali e seguiranno il loro iter. Il Consiglio di Stato lo spiega bene: la decisione riguarda l’uso urbanistico delle aree, non l’infrastruttura in sé.
Tradotto: il raddoppio (finanziamenti permettendo) si farà, ma secondo il Consiglio di Stato il Comune non può “congelare” intere zone impedendo ogni attività privata senza un quadro definitivo e coerente.
Il commento del sindaco di Albenga
Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis commenta così l’esito della pronuncia del Consiglio di Stato: “È opportuno evidenziare che il Piano Urbanistico Comunale adottato nel 2015 ha perso la propria operatività; tuttavia, in quanto destinato a costituire il presupposto logico e giuridico della futura pianificazione urbanistica, l’Amministrazione terrà conto delle indicazioni contenute nella sentenza del Consiglio di Stato. Si evidenzia inoltre che, nel frattempo, Rete Ferroviaria Italiana ha sviluppato il progetto di raddoppio ferroviario e ha raggiunto un accordo con Cerruti – spiega il primo cittadino ingauno a IVG -. In ogni caso il Consiglio di Stato ha affermato che il Comune correttamente ha riproposto la progettazione sul raddoppio dell’asse ferroviario attenendosi alle linee guida derivante dall’accordo degli organi competenti a pronunciarsi sulla realizzazione di infrastrutture, senza entrare nel merito delle dimensioni necessarie per la realizzazione della nuova stazione di Albenga e delle caratteristiche dei terreni coinvolti e delle attività ivi esercitate, dovendosi necessariamente conformare alle decisioni sovraordinate rispetto alle proprie, in ultimo la deliberazione della Giunta Regionale n. 1233 del 23.12.2021. Ha infatti precisato che la sentenza non incide sugli atti volti alla realizzazione della stazione ferroviaria essendo riferita solo ai possibili utilizzi delle aree delle società Cerruti. Trattandosi di profili per lo più formali, il Consiglio ha infine compensato tra le parti le spese del giudizio”.