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Ferrari, nuovo motore a Monza: la SF-26 cerca i 10 cavalli che cambiano il Mondiale

  • Postato il 31 agosto 2026
  • Formula 1
  • Di Virgilio.it
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Ferrari, nuovo motore a Monza: la SF-26 cerca i 10 cavalli che cambiano il Mondiale

Ferrari affronta il Gran Premio di Monza con il l’obiettivo di ridurre il deficit prestazionale della SF-26 nei confronti della power unit Mercedes. Lo fa concentrando gli sforzi sull’efficienza del sistema ibrido. Grazie alla nuova specifica del propulsore, il team di Maranello punta a contenere il divario sotto la soglia dei 10 cavalli, ottimizzando al contempo l’estrazione del potenziale aerodinamico.

Il deficit della Ferrari sulla power unit Mercedes

La Rossa si presenta a Monza con le idee chiare: realizzare un salto di qualità e capire se la SF-26 potrà contendere il titolo alla Mercedes. È questo il target non dichiarato della storica scuderia italiana. La Federazione Internazionale ha ufficializzato lo studio relativo alla seconda deroga dell’ADUO, ma è solo grazie alla prima che la Rossa può nuovamente modificare la power unit.

Sappiamo bene quanto, nel regolamento 2026, sia importante il propulsore, che purtroppo per il team di Maranello ha una percentuale di incidenza altissima sulla prestazione, nettamente superiore rispetto a ogni altra componente della monoposto. Una vettura che, peraltro, si è rivelata estremamente valida sotto il profilo meccanico, telaistico e aerodinamico.

Il gruppo di lavoro diretto da Loic Serra ha svolto un lavoro eccellente, deliberando una vettura in grado di eccellere sotto vari aspetti. Ci riferiamo alle velocità di percorrenza, dove la SF-26 esprime un altissimo livello di carico, alla trazione, sia longitudinale che trasversale, e alla capacità di esprimersi nei tratti lenti e guidati dei circuiti.

A mancare, tuttavia, è la spinta della power unit, dove l’equilibrio tra harvesting e deployment risulta cruciale per mettere in pista un’auto competitiva. Come sappiamo, la FIA ha scelto di prendere in esame esclusivamente i valori del propulsore a combustione interna per deliberare le concessioni ADUO; solo per questa ragione, la Red Bull si trova in cima alla lista.

Tuttavia, il motore Mercedes è globalmente più performante: benché sul fronte endotermico sia leggermente inferiore, per quanto concerne il comparto ibrido, l’elemento che fa davvero la differenza nel 2026, si conferma decisamente superiore. La Rossa monterà la nuova power unit proprio a Monza, nel Gran Premio di casa, dove spera di compiere un importante step competitivo.

Ferrari: la cautela necessaria

Trattandosi di una concessione che rientra nella fascia del 2-4%, il Cavallino Rampante non poteva riprogettare da zero il motore. Ci sono senza dubbio modifiche di rilievo, come gli interventi alla turbina, ma per rifare il propulsore e compiere un salto radicale in grado di azzerare il gap sulla Mercedes, sarebbero stati necessari ben altri margini di manovra.

Attualmente, il deficit del motore italiano rispetto all’unità Mercedes si attesta sui 20/25 cavalli. Un limite che può tranquillamente tradursi in una perdita di due decimi al giro. L’obiettivo realistico è quello di scendere a un divario non superiore ai 10 cavalli: una distanza che il team potrebbe colmare, sulle piste più favorevoli, sfruttando gli altri tratti distintivi della SF-26.

Monza è un tracciato di motore, dove l’incidenza di tale componente è massimizzata. In un certo senso, sebbene sia logico introdurre la nuova specifica proprio in occasione del GP di casa, Monza potrebbe non essere il palcoscenico più indicatoper valutare i reali rapporti di forza, considerando che il vantaggio nella gestione dell’energia, al Tempio della Velocità, avrà un peso determinante.

Il piano della Rossa per alzare il rendimento della SF-26

Proprio per le ragioni appena menzionate, la Rossa non parte con l’idea di poter gareggiare per la vittoria a Monza. Parallelamente, la scuderia continua a sviluppare la vettura dal punto di vista aerodinamico, consapevole che quest’arma sarà decisiva nei prossimi Gran Premi per definire il ruolo della SF-26 all’interno della griglia.

Proprio a Zandvoort, la squadra di Maranello ha presentato l’ultima modifica al fondo, il cui target era chiaro: oltre a incrementare la spinta verticale prodotta, era necessario stabilizzare il carico in ogni condizione di marcia, “pulendo” la gestione della massa fluida. Gli aggiornamenti sono stati giudicati positivi, ma a quanto appreso nono sono sbloccati del tutto: c’è del potenziale inespresso, insomma.

In questa settimana di pausa, la Ferrari ha analizzato tutti i dati raccolti, nel tentativo di affinare i recenti update e ottimizzarne il rendimento in pista. A questo lavoro, che ha coinvolto diverse componenti, si somma la spinta della nuova release motoristica, mirata ad accelerare la ricarica delle batterie e di riflesso garantire un quantitativo maggiore di energia spendibile.

Fare previsioni è parecchio complicato all’interno di questo scenario, anche tenendo presente che il resto delle scuderie continua a potenziare le proprie performance. L’importanza di questo step evolutivo per il team italiano sarà decisiva per mantenere vive le speranze di rimonta, evitando di doversi trovare ancora una volta a classificare l’ennesima stagione come un’occasione persa.

Autore
Virgilio.it

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