Ferrari, Komatsu respinge le accuse: "Bearman e Camara non sono imposti" ma la Haas sembra la Racing Bulls
- Postato il 18 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Il collegamento è stato immediato. La Haas sta alla Ferrari come la Racing Bulls sta alla Red Bull. E non poteva essere altrimenti dopo che la scuderia americana ha ufficializzato l’ingaggio di Rafael Camara per il 2027 affiancandolo ad Oliver Bearman, entrambi provenienti dalla Driver Academy di Maranello. Eppure il team principal Ayao Komatsu ha respinto l’ipotesi che la sua sia diventata una “squadra B della Ferrari“.
- Dal motore ai piloti, Haas da sempre Ferrarina
- Komatsu respinge le accuse di Haas "squadra B Ferrari"
- Haas per Ferrari è come la Racing Bulls per Red Bull
Dal motore ai piloti, Haas da sempre Ferrarina
L’annuncio di Rafael Camara alla Haas per il 2027 in coppia dove farà coppia con Oliver Bearman ha accentuato la presenza di Maranello all’interno del team americano. Che di fatti c’è sempre stata, sin dal 2016 anno di iscrizione al Mondiale di F1 da parte di Gene Haas. Non a caso la Haas è stata definita “Ferrarina” non solo perchè spinta dal motore di Maranello ma anche perchè spesso le monoposto sono state ispirate ai modelli della rossa con cui c’è un’evidente sinergia.
La collaborazione tra Haas e Ferrari a livello di piloti si è intensificata negli ultimi anni da quando l’ex Sauber ha perso la denominazione Alfa Romeo (per poi cambiare proprietario e diventare oggi Audi) dove avevano tra l’altro esordito in F1 Leclerc e Giovinazzi e dove aveva chiuso la sua carriera Kimi Raikkonen l’ultimo iridato di Maranello. Se si eccettua Mick Schumacher tra il 2020 e il 2021, negli ultimi due/tre anni in Haas è arrivato il solo Ollie Bearman ed ora la Ferrari ha “piazzato” anche il promettente Rafa Camara.
Komatsu respinge le accuse di Haas “squadra B Ferrari”
Intervistato da Sky Sport UK, il team principal Ayao Komatsu, ha respinto l’ipotesi che la Haas sia diventata una squadra B della Ferrari: “In nessun momento la Ferrari ci ha fatto pressioni, dicendo ‘oh, Ayao, puoi prendere Ollie perché è un pilota FDA, ha bisogno di un posto da pilota, oppure puoi prendere Rafa perché vincerà in F2 e ha davvero bisogno di essere in Formula 1?'”
“Niente di tutto ciò – ha rimarcato Komatsu – scegliamo i piloti completamente da soli, io e il signor Gene Haas. Quindi, sì, sono piloti FDA, le loro carriere sono state supportate dalla Ferrari, ma sono piloti del team Haas F1 e non abbiamo alcun obbligo o pressione per prendere nessuno dalla Ferrari”.
Haas per Ferrari è come la Racing Bulls per Red Bull
Ovviamente fa bene Komatsu a rivendicare l’indipendenza della Haas. Però è difficile non pensare che avere due piloti della Ferrari Driver Academy dentro le monoposto del team americano sia un importante fattore strategico per Maranello. La sensazione che la Haas possa essere, pur senza nessuna denominazione ufficiale, una sorta di team satellite della rossa è palese. Non siamo a livelli della Racing Bulls che ha un legame a 360° con la Red Bull ma quasi.
Lo stesso Bearman dopo quel magico e improvviso esordio a Jeddah nel 2024 al posto di Sainz ha sostituito Magnussen in un paio di gare con la Haas salvo poi prenderne il posto l’anno successivo. Ed ora Camara. Proprio come capita ai piloti del programma junior della Red Bull che da Vettel e Verstappen in poi passano prima per Racing Bulls (Toro Rosso in passato) con segno di intercambiabilità come successo da sempre per i vari swap di sedili, da Kvyat ad Albon, da Gasly a Ricciardo fino a Tsunoda e Lawson negli ultimi due anni. E chissà, con i chiari di luna di Hamilton in Ferrari non è escluso che se Bearman facesse bene o addirittura Camara esplodesse fin da subito, le porte di Maranello potrebbero spalancarsi per uno di loro, Leclerc insegna.