Ferrari, Aduo panacea di tutti i mali ma potrebbe non bastare: Mercedes corre ai ripari e si gode Antonelli
- Postato il 14 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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C’è la sosta, un’altra sosta lunga. Una F1 che non corre o se corre lo fa tipo “start and stop”. Due mesi con solamente il Gran Premio di Miami di mezzo. C’è un altro fine settimana con motori spenti all’orizzonte prima di ripartire, per l’ennesima volta, dal Canada e poi tutta la campagna europee. Finalmente. Un po’ la parola che si abbina alla Ferrari.
In attesa, finalmente di una vittoria, di una macchina competitiva al 100% o di quell’ADUO tango agognato per colmare il gap dalla Mercedes che pure non dorme per garantire al leader del campionato Kimi Antonelli un futuro più roseo, a tinte argentate, di certo non rosso.
- Ferrari nel limbo, bene ma non benissimo
- La speranza si chiama ADUO
- La Mercedes non sta a guardare
- Antonelli, il riposo del guerriero (vincente)
Ferrari nel limbo, bene ma non benissimo
La Ferrari ha lasciato Miami con più domande che risposte. Importante il pacchetto di aggiornamenti portati da Maranello. E se è vero che Leclerc è andato forte sul giro secco così come nella Sprint e in gara, alla fine della fiera il Cavallino Rampante ha raccolto le briciole. Il problema si sa non è tanto aerodinamico ma riguarda la potenza. La power unit della rossa è inferiore a quella Mercedes, di conseguenza anche a quella McLaren e gli ingegneri stanno già lavorando contro il tempo per invertire la rotta.
La Mercedes W17 rimane il punto di riferimento grazie alle sue prestazioni eccezionali, mentre anche la McLaren dopo qualche problema nelle prime gare è uscita alla grande con Norris protagonista in Floria e ora anche Verstappen pare aver tirato fuori il meglio dalla Red Bull. Vasseur ha descritto Miami come un “reset” per la stagione, ma la sensazione è che il potenziale della vettura sia ancora inespresso.
La speranza si chiama ADUO
La speranza della Ferrari ha un nome tecnico: ADUO (Opportunità di Sviluppo e Miglioramento Aggiuntive). Questo sussidio della FIA consente ai costruttori di apportare miglioramenti se il divario di potenza supera il 2% rispetto all’unità di riferimento. Secondo gli analisti, la SF-26 presenta un deficit compreso tra 21 e 30 cavalli.
Dopo il Gran Premio del Canada, la Federazione deciderà quali costruttori potranno dotare le proprie vetture di motori open. Gli ingegneri di Maranello guidati da Enrico Gualtieri hanno già pronto il progetto: una nuova camera di combustione per ottenere prestazioni migliori agli alti regimi e modifiche al turbocompressore, in particolare all’angolo delle palette per ottimizzare l’efficienza del motore.
L’obiettivo è chiaro: dimezzare tale differenza. Maranello è già focalizzata sul Gran Premio del Belgio (19 luglio). È lì che dovrebbe fare il suo debutto l’Unità 3, ora con gli aggiornamenti del programma ADUO integrati
La Mercedes non sta a guardare
Hanno dominato le prime tre tappe, poi alla ripresa a Miami hanno vinto, ancora con uno splendido Antonelli, ma non stravinto con la McLaren di Norris nei tubi di scarico. Occhio però a pensare che le quote della Mercedes siano in ribasso. La scuderia di Brackley non aveva praticamente nessun componente nuovo in Florida.
In Canada, la prossima settimana, arriverà il primo importante pacchetto di aggiornamenti per la W17. Secondo quanto riportato da ‘Motorsport.com’ l’obiettivo di Toto Wolff è guadagnare 3 decimi dal punto di vista aerodinamico con un’ala anteriore e il nuovo schema di flusso che definisce anche il design delle coperture in carbonio delle sospensioni anteriori e anche del fondo oltre che ridurre il peso in eccesso.
Antonelli, il riposo del guerriero (vincente)
Un po’ di silenzio social, uno stato di calma apparente come cantava Paola Turci. Kimi Antonelli si sta godendo al massimo e al completo questa sosta. Ha vinto sì il prestigioso premio Bandini che ritirerà il prossimo 30 maggio a Brisighella. Per il resto il campioncino italiano, leader del campionato con 3 vittorie consecutive all’attivo e in striscia ancora aperta sta ricaricando le batterie.
Il Canada dove l’anno scorso conquistò il suo primo podio in F1, sarà l’occasione di continuare a scrivere la storia, con una potenziale quarta vittoria consecutiva a soli 19 anni. Un traguardo mai raggiunto prima da un pilota di quell’età in tutta la storia della Formula 1. Dovrà guardarsi dagli avversari, agguerriti come al solito, a cominciare da quel George Russell, suo compagno di team, che dopo la prima vittoria in Australia sta masticando amaro la polvere che gli sta facendo mangiare il nostro Kimi. E in Gran Bretagna e non solo, la pressione è tutta sull’inglese: “se non vince a Montreal, George avrà un problema” dicono in molti. Potrebbe essere così.