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Ferragosto savonese: hotel e bagni pieni, ma l’Aurelia scorre e le spiagge libere non fanno il pieno

  • Postato il 10 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

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Ferragosto savonese: hotel e bagni pieni, ma l’Aurelia scorre e le spiagge libere non fanno il pieno

Provincia. Farsi belli con il Ferragosto è quasi troppo facile. Anzi, verrebbe da dire: ci mancherebbe pure che non si facesse il “tutto esaurito” nella settimana più “sacra” dell’anno per la provincia di Savona. Gli operatori del settore lo sanno bene: con sette giorni di fuoco non si salva un’intera stagione. Ma quest’anno, a fare notizia, è un paradosso che sta spiazzando chiunque metta piede nel savonese ad agosto.

Da un lato ci sono i numeri ufficiali e le voci degli addetti ai lavori: albergatori e balneari confermano che le prenotazioni per la settimana clou tengono botta, con dati sostanzialmente in linea con lo storico degli ultimi anni. Tutto sotto controllo, parrebbe. Dall’altro lato, però, c’è la prova del nove: quella della strada, dei parcheggi e della battigia. E lì la sensazione è completamente diversa.

Basta fare un giro lungo l’Aurelia in un giorno feriale a ridosso del 15 agosto: il traffico è fluido e le auto scorrono senza i soliti, storici ingorghi estivi. Sulle spiagge c’è gente, certo, ma il posto sotto l’ombrellone si trova senza troppi problemi e anche i tratti di spiaggia libera – quest’anno aumentati in alcune località – sono, per dirla con un gioco di parole, fin troppo “liberi”. Stessa musica nei chioschi e nei ristoranti, dove i tavoli all’aperto girano meno (complici anche le temperature elevate di queste settimane).

Una contraddizione visibile a occhio nudo e confermata anche da chi, ad esempio, la nostra provincia la frequenta da una vita. Come uno storico turista torinese che da oltre vent’anni passa le vacanze ad agosto nello stesso comune della costa e che ci mostra la foto del parcheggio sotto casa, sorprendentemente vuoto: “Fino all’anno scorso, per trovare un buco in questa via a inizio agosto dovevi fare i salti mortali e girare per mezz’ora. Quest’anno trovo posto subito, a qualsiasi ora. Cosa è successo?”, si domanda.

Ed è qui che nasce l’interrogativo: com’è possibile che con gli hotel e i bagni “sold out” la percezione reale sia quella di una Riviera a mezzo servizio? Non avevamo i dati ufficiali in costante crescita nei primi mesi dell’anno? Sì, ma se la settimana prima di Ferragosto la sensazione è quella di un afflusso “mordi e fuggi” buono solo per i weekend, allora qualcosa nel meccanismo si è inceppato o, forse, è semplicemente cambiato. Tra l’inflazione che ha prosciugato le tasche delle famiglie, il caldo record che tiene le persone chiuse in casa nelle ore calde (difficile capire quali siano quelle “più fresche” ultimamente) e le solite infrastrutture problematiche, i conti rischiano di non tornare.

Per capire come sta evolvendo il turismo savonese, siamo andati a parlare direttamente con i protagonisti del settore, tra dati reali, battute provocatorie e denunce su un modello turistico da ripensare da cima a fondo.

LA VISIONE DEI BALNEARI, SCHIAPPAPIETRA (SIB): “NESSUN CROLLO, PRENOTAZIONI IN LINEA CON LO STORICO”

Sulle spiagge e sul calo percepito di questo agosto spiega Enrico Schiappapietra, vicepresidente del SIB (Sindacato Italiano Balneari): “Non abbiamo questa sensazione così importante, abbiamo una sensazione diversa. Quest’anno ha fatto sempre bello e continua a fare bello: non c’è più la concentrazione di bel tempo che registravamo gli anni scorsi. E c’è l’effetto troppo caldo: tante famiglie, soprattutto anziane, tendono ad evitare le ore più calde del giorno. Però le prenotazioni e le presenze sono in linea con lo storico”.

Enrico Schiappapietra

Schiappapietra non nega tuttavia le criticità e i fattori di disorientamento che hanno segnato alcune zone del territorio, come Spotorno: “Il tema spiagge è legato alla recente vicenda delle concessioni, e da questo punto di vista c’è apprensione da parte della clientela. Emblematico è il caso di Spotorno, che è stata nelle cronache per tanto tempo e lo è ancora ora, quindi c’è disorientamento. Ma ci aspettiamo, e i numeri ce lo confermano, il classico tutto esaurito a Ferragosto. È la normalità. Ci sono zone dove c’è più pressione e zone dove ce n’è un po’ meno. Anche nella provincia e nella città di Savona a Ferragosto vanno via in tanti, dà l’impressione di avere un po’ meno gente in città”.

Facciamo notare a Schiappapietra che tuttavia molte spiagge libere sono semi vuote e sicuramente non piene per essere pieno agosto. Schiappapietra risponde con una battuta: “Spiagge libere semi vuote? Magari ci sono troppe spiagge libere…”.

L’ANALISI DEGLI ALBERGATORI, SCRIVANO (UPA): “CALO EVIDENTE SU PRESENZE IN SECONDE CASE E APPARTAMENTI AD USO TURISTICO”

A confermare che la percezione delle strade e dei paesi meno affollati non è un’allucinazione collettiva è Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale Albergatori (UPA), che va dritto al punto: “Negli alberghi non c’est alcun calo evidente, la stagione è buona, ma oggettivamente c’è meno gente che di solito occupa le seconde case o gli appartamenti ad uso turistico”.

Carlo scrivano

Secondo Scrivano, il motivo di questa contrazione è di una semplicità disarmante, legata all’aumento generale del costo della vita che costringe molti italiani a farsi i conti in tasca prima di partire: “Ci sono meno soldi – chiosa il direttore dell’Upa -. Mettici la benzina, le infrastrutture, le autostrade, il costo delle materie prime che è salito… anche mangiare una pizza costa di più, e non certo per colpa degli esercenti, ma perché tutto è diventato più caro. Quando hai un quadro del genere, la gente ha semplicemente meno soldi da spendere. Oppure scendono solo nel fine settimana e stanno molto più attenti alle spese. Si vede a occhio nudo”.

BALZOLA: “CAMBIATO IL MODELLO DI VACANZA, ORA SI PUNTA TUTTO SUI FINE SETTIMANA. POSITIVI I CONTROLLI CONTRO IL DEGRADO”

A tracciare un bilancio provvisorio della stagione turistica e ad analizzare il nuovo andamento dei flussi sul litorale è Carlomaria Balzola, Rappresentante dell’Associazione Locali Storici d’Italia per la Provincia di Savona: “Siamo nella settimana del cambio turistico, quindi una contrazione delle presenze è fisiologica. Rispetto agli anni scorsi è cambiato il modello di vacanza: il turismo si è concentrato sui fine settimana, lasciando i giorni infrasettimanali più tranquilli. I numeri di inizio stagione ci avevano forse illusi, ma il bilancio complessivo resta positivo. Sulle spiagge libere e negli stabilimenti si nota un minore affollamento, ma c’è un risvolto positivo: non si registrano più i fenomeni di degrado e microcriminalità del passato, segno che la prevenzione ha funzionato. Oggi si preferiscono soggiorni più brevi e una mobilità diversa, ma la stagione sta tenendo bene”.

Carlomaria Balzola

LA VOCE FUORI DAL CORO, RAIMONDO (FEDERALBERGHI): “IL MERCATO ITALIANO È IN DIFFICOLTÅ. SERVE CAPIRE COSA VOGLIAMO ESSERE NEL SAVONESE”

Molto più spietata e strutturata è l’analisi di Fabio Raimondo, presidente nazionale dei Giovani Albergatori di Federalberghi.

Raimondo punta il dito sulle trasformazioni reali del mercato di una provincia, quella savonese, che rischia di perdere colpi quando il gioco si fa duro: “Le presenze non sono negative totalmente, ma c’è un problema: il mercato italiano è in difficoltà. E poi ci sono alcuni italiani che non fanno neanche un giorno di ferie. Un segnale negativo, perché il diritto alla vacanza è di tutti, ma bisogna pensare a nuove misure: in Germania, per esempio, ci sono incentivi. I tedeschi sono in crisi ora, anche se vivono la crisi a modo loro. Anche lì ci sono classi sociali che non si possono permettere di andare in vacanza, ma lo Stato interviene”.

Sulla sensazione di una provincia savonese meno affollata in questa stagione, Raimondo conferma: “Il sentore è in parte corretto: c’est un afflusso di gente che comunque non è quello degli anni scorsi. Questo è dovuto sia a una mancanza del mercato italiano, sia a un rallentamento del mercato straniero o comunque di quello di punta”.

Ma allora come si spiegano i dati trionfali sventolati nei mesi scorsi? Secondo il presidente dei Giovani Albergatori bisogna saper leggere tra le righe: “L’aumento delle presenze in Liguria è un dato positivo in bassa stagione, da gennaio a maggio. Ma ci sono tre aspetti: primo, la campagna contro l’abusivismo sta facendo effetto; secondo, c’è una campagna promozionale della Regione e dei comuni; terzo, c’è un reale interesse per la nostra destinazione anche in bassa stagione”. Poi ci sono l’inflazione, il caldo e l’incertezza del settore balneare: “Non è un calo che notiamo solo a luglio, la percezione c’era già su giugno. Con un’estate molto calda si lavora di meno nei ristoranti e nei chioschi: la gente a pranzo va a casa a rinfrescarsi. Oggi magari abbiamo 2 persone che mangiano dove prima ne avevamo 20”.

fabio raimondo

Raimondo non risparmia stoccate su trasporti e politica, partendo dalle infrastrutture fino alla differenza tra presenze e incassi reali: “Non possiamo continuare a vivere delle crisi degli altri. Si parla di una riduzione della pista di atterraggio dell’aeroporto di Genova: togliere 350 metri vuol dire precludere l’arrivo dei voli internazionali, e poi abbiamo i problemi autostradali. Poi, come in altri settori, parlare di presenze e non di fatturati e fuorviante: le imprese alberghiere non vivono di presenze ma di quanto quelle presenze portano fatturato e valore. Inoltre, politicamente la nostra provincia non è tutelata a livello turistico: non abbiamo un rappresentante politico forte della nostra provincia e non vediamo la politica attiva sul mercato turistico savonese. Qualsiasi politico si è dimenticato della nostra destinazione”.

Quale ricetta serve, dunque, per uscire dall’empasse del turismo mordi e fuggi? “Non dobbiamo guardare solo a questa parte dell’anno, i conti si fanno a fine stagione. Ma dobbiamo sederci a un tavolo per capire la nostra destinazione. Oggi io non so cosa sia la provincia di Savona: è una provincia da seconde case? È turistica? È outdoor? È balneare? Gli alberghi non possono focalizzarsi su un solo settore senza avere una visione ampia. Forse è il momento che la provincia di Savona, con la nuova presidenza della DMO (Destination Management Organization, ndr), si sieda a un tavolo per capire cosa vogliamo fare. Gli unici dati positivi arrivano da dove si investe bene. Un esempio? Pietra Ligure è un esempio importante, dove si fanno investimenti corretti”.

Autore
Il Vostro Giornale

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