Fergie, la vendetta da milioni di dollari: il libro segreto che potrebbe travolgere i Windsor
- Postato il 25 settembre 2026
- Di Panorama
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Per quarant’anni Sarah Ferguson ha conosciuto la famiglia reale britannica da una posizione che pochissime persone al mondo hanno avuto il privilegio di occupare: abbastanza vicina alla Corona da assistere ai suoi momenti più privati, abbastanza distante dai suoi obblighi istituzionali da potersi permettere libertà che agli altri Windsor non sarebbero mai state concesse. Ha sposato il figlio prediletto di Elisabetta II, attraversato scandali, divorzi, difficoltà economiche e riconciliazioni, continuando a vivere accanto a un uomo dal quale era ufficialmente separata da decenni, fino a quando il caso Jeffrey Epstein non ha trasformato quella singolare convivenza in un problema che nemmeno Buckingham Palace ha più potuto ignorare.
Adesso, dopo aver lasciato Royal Lodge, la residenza di Windsor che condivideva con l’ex marito Andrea Mountbatten-Windsor, e dopo mesi trascorsi lontano dai riflettori, Fergie potrebbe aver trovato un modo per riprendersi la parola, ricostruire la propria immagine pubblica e, contemporaneamente, risolvere almeno una parte dei problemi economici che hanno accompagnato la sua vita dopo il divorzio: raccontare tutto, o quasi, in un libro.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Sun, diverse case editrici americane avrebbero presentato offerte a sette cifre per assicurarsi i diritti di una nuova autobiografia dell’ex duchessa di York, con una possibile intesa ormai vicina e una sinossi già preparata capitolo per capitolo. Non esiste ancora, tuttavia, un annuncio ufficiale del contratto, né è stato confermato quale editore possa aggiudicarsi il progetto. Persone vicine a Ferguson, interpellate dal tabloid, hanno riconosciuto l’esistenza di diverse proposte editoriali, precisando però che non sarebbero ancora iniziate trattative dirette e contestando l’idea che Sarah voglia pubblicare un libro destinato esclusivamente a rivelare gli scandali della famiglia reale.
La distinzione è tutt’altro che secondaria, perché tra il desiderio di raccontare la propria versione dei fatti e quello di mettere in difficoltà un’ex famiglia acquisita esiste una differenza enorme, soprattutto quando quella famiglia è la monarchia britannica e l’ex marito si trova ancora al centro di un’indagine di polizia.
Il libro da milioni di dollari e la guerra tra gli editori americani
Il progetto editoriale, secondo la ricostruzione pubblicata dal Sun il 24 settembre, sarebbe già entrato in una fase avanzata, con una struttura narrativa definita e appunti dettagliati sui principali argomenti che Ferguson intende affrontare. L’interesse degli editori americani si sarebbe tradotto in una competizione riservata per ottenere i diritti del libro, con offerte nell’ordine dei milioni di dollari, sebbene non siano stati resi pubblici né gli importi precisi né i nomi delle case editrici coinvolte.
È difficile immaginare che il mercato editoriale americano possa essere interessato soltanto all’ennesima ricostruzione di un matrimonio reale finito trent’anni fa. Sarah Ferguson ha già raccontato la propria vita in due autobiografie, My Story, pubblicata nel 1996, e Finding Sarah: A Duchess’s Journey to Find Herself, uscita nel 2011, alle quali si aggiungono numerosi libri per bambini e romanzi. Una terza autobiografia avrebbe quindi bisogno di qualcosa che le precedenti non potevano offrire: il racconto degli ultimi anni della famiglia York, del progressivo allontanamento dalla monarchia e delle nuove rivelazioni che hanno riportato al centro dell’attenzione i rapporti tra Andrea e Jeffrey Epstein.
Secondo le indiscrezioni britanniche, Ferguson potrebbe affrontare anche il proprio rapporto con Carlo III, le vicende di Harry e Meghan Markle e il modo in cui la famiglia reale ha gestito gli scandali che hanno coinvolto Andrea. Non esistono però conferme sui contenuti definitivi dell’eventuale autobiografia, né elementi per affermare che Sarah abbia già deciso di pubblicare informazioni riservate sui Windsor.
Per gli editori, il valore commerciale di una simile operazione sarebbe legato proprio alla posizione dell’autrice, che non dovrebbe ricostruire la storia della famiglia reale attraverso fonti esterne o testimonianze di seconda mano, ma potrebbe raccontarla dalla prospettiva di chi ne ha fatto parte per decenni, mantenendo un rapporto personale con Elisabetta II, condividendo la vita con uno dei suoi figli e crescendo due principesse che continuano a occupare un posto all’interno della famiglia Windsor.
La questione, semmai, sarebbe capire quanto Ferguson intenda effettivamente raccontare, perché la promessa di una rivelazione potrebbe essere sufficiente a rendere il libro commercialmente interessante, mentre il contenuto potrebbe rispondere a un obiettivo molto diverso: recuperare la propria reputazione senza compromettere definitivamente i rapporti familiari che le sono rimasti.
L’addio a Royal Lodge e la fine della protezione reale
Per comprendere perché l’ipotesi di un nuovo libro arrivi proprio adesso, bisogna tornare al 30 ottobre 2025, quando Buckingham Palace annunciò formalmente l’avvio del procedimento per privare Andrea dei suoi titoli e delle sue onorificenze, stabilendo che l’ex principe sarebbe stato conosciuto come Andrew Mountbatten-Windsor e che avrebbe dovuto lasciare Royal Lodge, la residenza di Windsor nella quale aveva continuato a vivere anche dopo il progressivo ritiro dagli impegni pubblici.
La decisione ebbe conseguenze anche per Sarah Ferguson, che dopo il divorzio del 1996 aveva continuato a utilizzare il titolo di cortesia di duchessa di York e a condividere la casa con Andrea, mantenendo una posizione del tutto particolare all’interno della famiglia reale. La perdita del titolo dell’ex marito comportò anche la fine dell’utilizzo del titolo di duchessa da parte di Ferguson, mentre le loro figlie Beatrice ed Eugenie conservarono i propri titoli di principessa.
Royal Lodge, del resto, non era soltanto una residenza, ma il luogo nel quale Sarah e Andrea avevano costruito una convivenza sopravvissuta alla fine del matrimonio, agli scandali e alle trasformazioni della monarchia. La separazione dalla proprietà di Windsor ha segnato quindi anche la conclusione di un equilibrio familiare nel quale Ferguson aveva potuto continuare a vivere vicino all’ex marito, pur senza essere una componente attiva della famiglia reale.
Nell’annunciare il trasferimento di Andrea in una sistemazione privata alternativa, Buckingham Palace non indicò una destinazione per Sarah. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, mentre Carlo III avrebbe previsto un sostegno economico privato per il fratello, l’ex duchessa avrebbe dovuto organizzare autonomamente la propria sistemazione abitativa.
Dopo un periodo trascorso lontano dal Regno Unito, tra cui un soggiorno in uno chalet svizzero a Verbier, Ferguson avrebbe deciso di tornare in patria. Alla fine di agosto, il Sun, ripreso dal Guardian, ha riferito che l’ex duchessa aveva individuato una proprietà in affitto con sei camere da letto, all’interno di un complesso residenziale protetto negli Home Counties, la regione che circonda Londra. Il tabloid ha successivamente indicato un canone di circa 10mila sterline al mese, descrivendo il trasferimento come parte di un possibile ritorno alla vita pubblica.
Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, dimostra che Ferguson stia preparando una resa dei conti con Buckingham Palace, ma il quadro restituisce una situazione profondamente diversa rispetto agli anni in cui l’ex duchessa poteva contare sulla stabilità della propria vita a Windsor: oggi Sarah non dispone più della stessa posizione all’interno della monarchia, ha perso una parte significativa delle proprie attività pubbliche e potrebbe trovare proprio nel mercato editoriale una nuova fonte di reddito e visibilità.
Jeffrey Epstein, le email e le domande alle quali Sarah non ha ancora risposto
Il capitolo più delicato dell’eventuale autobiografia, tuttavia, potrebbe riguardare Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato nel 2008 per reati sessuali legati allo sfruttamento di una minorenne e morto in carcere nel 2019, mentre era in attesa di processo per nuove accuse di traffico sessuale.
Il nome di Sarah Ferguson è tornato al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione, nel settembre 2025, di una sua email risalente all’aprile 2011, nella quale l’allora duchessa si scusava con Epstein per aver preso pubblicamente le distanze da lui, descrivendolo come un amico particolarmente generoso e affidabile. Soltanto poche settimane prima, Ferguson aveva dichiarato di non voler più avere rapporti con il finanziere, definendo la propria associazione con lui un grave errore di giudizio.
All’epoca, un portavoce di Sarah spiegò che il messaggio era stato scritto per placare Epstein, che avrebbe minacciato di citarla in giudizio, e sostenne che l’ex duchessa fosse stata profondamente preoccupata dalle possibili conseguenze di quelle minacce. Una spiegazione che Ferguson potrebbe voler riprendere e approfondire nel nuovo libro, soprattutto alla luce degli ulteriori documenti pubblicati dalle autorità americane nei mesi successivi.
Il materiale emerso nel 2026 ha infatti ampliato notevolmente il quadro dei rapporti tra l’ex duchessa e il finanziere, mostrando come la loro frequentazione avesse interessato non soltanto la sfera personale, ma anche quella economica e imprenditoriale.
In particolare, un’indagine di Sky News, basata sui documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia americano, ha ricostruito il coinvolgimento di Epstein nel progetto Mother’s Army, un’iniziativa ideata da Ferguson per sostenere e valorizzare il ruolo delle madri. Secondo un piano aziendale del 2009, il finanziere avrebbe potuto ottenere una partecipazione del 51% nel progetto, mentre per Sarah era previsto uno stipendio di 250mila dollari. Le email esaminate dall’emittente britannica documentano il coinvolgimento di Epstein nella fase di sviluppo dell’iniziativa, senza però dimostrare che la partecipazione societaria ipotizzata sia stata effettivamente formalizzata.
Gli scambi pubblicati hanno inoltre mostrato quanto i problemi finanziari di Ferguson fossero già presenti in quegli anni e come l’ex duchessa si rivolgesse a Epstein per ottenere consigli e aiuto. In un’email dell’ottobre 2009, riportata dal Guardian, Sarah chiedeva al finanziere come reperire urgentemente 20mila sterline per pagare l’affitto, spiegando che il proprietario dell’immobile aveva minacciato di rivolgersi alla stampa.
In un’altra comunicazione, risalente all’agosto dello stesso anno, Ferguson ringraziava Epstein per la sua gentilezza nei confronti delle figlie, Beatrice ed Eugenie, descrivendolo come il fratello che aveva sempre desiderato avere. Secondo la ricostruzione di Sky News, i documenti suggeriscono che le due principesse abbiano incontrato il finanziere negli Stati Uniti dopo la sua scarcerazione. La presenza dei loro nomi nella documentazione non costituisce, naturalmente, un’indicazione di responsabilità o di coinvolgimento in attività illecite.
Sono soprattutto questi elementi a rendere particolarmente significativo l’eventuale nuovo libro di Ferguson: non si tratterebbe più soltanto di raccontare un’amicizia controversa, ma di spiegare come si fosse sviluppata, quali fossero le dinamiche economiche e personali che la sostenevano e che cosa l’ex duchessa sapesse realmente delle attività criminali dell’uomo che frequentava.
La presenza di Sarah Ferguson nei documenti relativi a Epstein non dimostra che abbia commesso reati e, allo stato delle informazioni pubblicamente disponibili, non risultano accuse penali nei suoi confronti per quella relazione. La distinzione tra responsabilità giudiziaria, relazioni personali e valutazione pubblica delle proprie scelte rimane fondamentale, anche nel caso in cui decidesse di affrontare l’argomento nella sua autobiografia.
Andrea Mountbatten-Windsor: il capitolo che potrebbe essere più difficile da scrivere
Se il rapporto con Epstein rappresenta la questione sulla quale Ferguson potrebbe voler chiarire la propria posizione, quello con Andrea è probabilmente il capitolo più complesso dal punto di vista familiare, perché l’uomo al centro delle nuove indagini britanniche è anche l’ex marito con il quale ha condiviso quarant’anni di vita e il padre delle sue due figlie.
Nel febbraio 2026, Andrea Mountbatten-Windsor è stato arrestato dalla polizia britannica con l’accusa ipotizzata di misconduct in public office, una fattispecie che riguarda gravi condotte illecite commesse nell’esercizio di una funzione pubblica, nell’ambito di un’indagine avviata dopo la pubblicazione di nuovi documenti relativi a Epstein. L’ex principe è stato interrogato e rilasciato lo stesso giorno, rimanendo sottoposto a indagine.
L’inchiesta condotta dalla Thames Valley Police riguarda, tra gli altri aspetti, il possibile utilizzo improprio della posizione istituzionale ricoperta da Andrea, che tra il 2001 e il 2011 era stato rappresentante speciale britannico per il commercio internazionale e gli investimenti. Le indagini hanno preso in esame anche le accuse secondo cui avrebbe condiviso informazioni sensibili con Epstein durante quel periodo. Andrea ha sempre negato di aver commesso illeciti.
Nell’aggiornamento ufficiale diffuso il 22 maggio 2026, la polizia ha confermato che le attività investigative proseguivano, anche attraverso la collaborazione con il Dipartimento di Giustizia statunitense e il Crown Prosecution Service britannico. Non era stata annunciata alcuna incriminazione e gli investigatori avevano precisato di non poter confermare o smentire l’identità dei testimoni ascoltati.
Nell’eventuale autobiografia, Ferguson potrebbe quindi trovarsi a raccontare una relazione personale che ha attraversato quattro decenni, senza poter ignorare le vicende giudiziarie nelle quali il suo ex marito è coinvolto. Non è tuttavia possibile sapere se intenda prendere le distanze da Andrea, difenderlo oppure limitarsi alla ricostruzione della propria esperienza, evitando di affrontare questioni ancora oggetto di indagine.
Sarah ha difeso pubblicamente Andrea in diverse occasioni nel corso degli anni, mantenendo con lui un rapporto che non si è interrotto neppure dopo il divorzio. Il passaggio da una difesa dell’ex marito a una ricostruzione indipendente delle proprie vicende costituirebbe quindi una novità significativa, ma al momento rimane soltanto una delle possibili direzioni del progetto editoriale.
Il libro, se verrà effettivamente pubblicato, potrebbe offrire la sua versione di quella relazione senza necessariamente contenere nuove rivelazioni sulle condotte contestate ad Andrea. Attribuirgli fin d’ora la volontà di accusare l’ex marito significherebbe anticipare contenuti che non sono stati confermati.
Dalle attività benefiche al mercato editoriale: perché il nuovo libro potrebbe valere milioni
A rendere ancora più importante l’eventuale accordo editoriale è la situazione professionale di Ferguson, che negli ultimi dodici mesi ha visto ridimensionarsi sensibilmente le attività attraverso le quali aveva continuato a costruire la propria immagine pubblica dopo l’uscita dalla famiglia reale.
Nel settembre 2025, sette organizzazioni benefiche, tra cui il Teenage Cancer Trust, la British Heart Foundation e la Natasha Allergy Research Foundation, hanno interrotto i rapporti con l’ex duchessa dopo la pubblicazione delle sue comunicazioni con Epstein. Nel febbraio 2026, anche Sarah’s Trust, l’organizzazione benefica internazionale fondata da Ferguson, ha annunciato la chiusura a tempo indeterminato.
Le conseguenze hanno interessato anche il settore editoriale, al quale Sarah si era dedicata per decenni. Nel novembre 2025, migliaia di copie del libro per bambini Flora and Fern: Kindness Along the Way sono state ritirate dalla distribuzione e destinate alla distruzione, mentre nel febbraio successivo sei società legate all’ex duchessa risultavano avviate verso la chiusura.
È in questo contesto che un contratto editoriale a sette cifre potrebbe assumere un’importanza particolare, non soltanto per l’anticipo economico, ma anche per le possibilità di rilanciare un’attività professionale indipendente dalla famiglia reale e dalle organizzazioni che hanno scelto di interrompere i rapporti con lei.
Un’autobiografia destinata al mercato internazionale potrebbe inoltre offrire a Ferguson una piattaforma attraverso la quale raccontare direttamente la propria versione dei fatti, senza dover necessariamente affidare la propria immagine a un’intervista televisiva, un formato che richiederebbe di rispondere in tempo reale a domande su vicende personali e giudiziarie particolarmente delicate.
Già nel novembre 2025, del resto, il Sun aveva riferito che Sarah stava valutando proposte economiche a sei cifre per concedere un’intervista televisiva, con emittenti americane interessate a ottenere il suo primo racconto pubblico dopo l’allontanamento dalla famiglia reale. All’epoca si era parlato anche della possibilità di un nuovo incontro con Oprah Winfrey, che aveva già intervistato Ferguson in passato, ma l’ipotesi non si era concretizzata in un’intervista annunciata ufficialmente.
Rispetto a un’intervista televisiva, un libro le permetterebbe di costruire un racconto più articolato, affrontare le questioni controverse attraverso una ricostruzione cronologica e scegliere quali aspetti della propria esperienza mettere al centro dell’attenzione, pur rimanendo esposta alle inevitabili verifiche e contestazioni che potrebbero accompagnare la pubblicazione.
Il precedente di Charles Spencer e la nuova stagione dei memoir reali
Le indiscrezioni sul possibile libro di Ferguson arrivano in un momento particolarmente significativo per la monarchia britannica, pochi giorni dopo la pubblicazione di Swan Song: Diana, My Sister, l’autobiografia di Charles Spencer, fratello della principessa Diana, uscita il 22 settembre 2026.
Nel volume, Spencer ha ripercorso la vita della sorella, il suo rapporto con Carlo e le circostanze che accompagnarono la morte della principessa nell’agosto 1997, avanzando alcune affermazioni particolarmente controverse sul comportamento dell’allora principe di Galles. Tra queste, il racconto di una conversazione nella quale Carlo avrebbe sostenuto che Diana sarebbe stata presto dimenticata, un’affermazione che Buckingham Palace ha contestato mettendo in discussione l’attendibilità dei ricordi di Spencer. Quest’ultimo ha confermato la propria versione dei fatti.
L’uscita del libro ha riaperto il dibattito britannico sul rapporto tra memoria privata e storia pubblica della monarchia, mostrando come anche episodi risalenti a quasi trent’anni fa possano tornare al centro dell’attenzione quando vengono raccontati da persone che vi hanno assistito direttamente.
Ferguson si troverebbe in una posizione diversa rispetto a Spencer, ma con una caratteristica comune: quella di poter raccontare la famiglia reale da una prospettiva personale, attraverso esperienze e relazioni che non appartengono alla versione istituzionale della storia dei Windsor.
Sarah, tuttavia, avrebbe un problema ulteriore da affrontare, perché nel suo caso il passato non è soltanto un insieme di ricordi da ricostruire, ma comprende anche rapporti personali e finanziari sui quali sono emerse nuove informazioni attraverso documenti ufficiali, comunicazioni private e indagini giornalistiche.
Un eventuale memoir dovrebbe quindi confrontarsi con una documentazione che i lettori possono già conoscere, e il suo interesse non dipenderebbe esclusivamente dalla possibilità di rivelare nuovi episodi, ma anche dalla capacità dell’autrice di spiegare quelli che sono diventati di dominio pubblico.
Sarah Ferguson e la sua ultima possibilità di raccontarsi
Per il momento, il nuovo libro rimane un progetto sul quale circolano indiscrezioni, non un contratto editoriale annunciato. Non esiste una data di pubblicazione, non è stato reso noto un titolo e nessuna casa editrice ha confermato ufficialmente di aver acquisito i diritti dell’autobiografia.
Quel che emerge dalle ricostruzioni britanniche è però l’esistenza di un interesse commerciale per la storia di Ferguson, accompagnato dalla possibilità che l’ex duchessa scelga di tornare sulla scena pubblica attraverso un mezzo che conosce bene e che le permetterebbe di ricostruire la propria identità professionale dopo la separazione definitiva dalla vita di corte.
La questione più interessante riguarda, a questo punto, il rapporto tra ciò che gli editori potrebbero aspettarsi dal libro e ciò che Sarah sarebbe realmente disposta a raccontare, perché un’autobiografia costruita per spiegare il proprio passato potrebbe avere conseguenze ben diverse da un racconto destinato a rivelare informazioni riservate sulla famiglia reale.
Dopo aver trascorso quarant’anni accanto ai Windsor, Ferguson potrebbe scegliere di raccontare la propria storia senza trasformarla in quella degli altri, oppure decidere di affrontare anche gli episodi più controversi della sua lunga relazione con Andrea e con Buckingham Palace.
In entrambi i casi, il possibile accordo editoriale segnerebbe un cambiamento importante nella sua vita: per la prima volta dopo l’addio a Royal Lodge, Sarah Ferguson avrebbe l’opportunità di costruire un nuovo capitolo pubblico senza dipendere dalla posizione del suo ex marito all’interno della monarchia.
Rimane da capire se il libro che gli editori americani sarebbero pronti a pagare milioni di dollari sarà soprattutto la storia di una donna che cerca di recuperare il controllo della propria vita oppure il racconto di quarant’anni trascorsi all’interno della famiglia più osservata del mondo. E, soprattutto, se le due storie possano davvero essere raccontate separatamente.