Fenomeno Motta, chi è il gioiellino (scuola Juve) della Lazio: quattro rigori parati come Duckadam nel 1986
- Postato il 23 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Un giovane portiere classe 2005 sta vivendo una stagione straordinaria con la Lazio dopo l'arrivo da gennaio dalla Reggiana. La sua ascesa rappresenta un'opportunità colta dalla società biancoceleste, che lo ha inserito come titolare in seguito all'infortunio di Provedel. Il talento, individuato dalla Juventus durante la sua formazione, ha dimostrato di possedere qualità eccezionali tra i pali, collezionando prestazioni memorabili e parate decisive che lo equiparano ai grandi portieri della storia.
A volte serve semplicemente saper attendere e scrutare con curiosità i bivi imprevedibili del destino aspettando l’attimo esatto in cui la tua vita cambierà per sempre. Esattamente quello che è successo a Edoardo Motta a partire dal 27 gennaio 2026 in seguito al suo trasferimento dalla Reggiana alla Lazio per 1,2 milioni. A marzo, il ragazzo è diventato titolare a causa dell’infortunio di Provedel divenendo poi l’eroe di una serata da sogno durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta.
Dopo una prestazione iniziale con qualche sbavatura, Motta è salito in cattedra. Prima ha neutralizzato il lampo di Scamacca nel finale dei tempi regolamentari, poi ha neutralizzato quattro rigori su cinque nella lotteria dei penalty trascinando la Lazio in finale. Parliamo dello stesso portiere che aveva già respinto un calcio di rigore in campionato a Orsolini nella sfida contro il Bologna. La magica serata di ieri entra nella storia, trovando una coincidenza con la leggendaria impresa firmata da Duckadam.
Motta, storia e carriera
Nato a Biella il 13 gennaio 2005, cresce nelle giovanili della Juventus dove milita per cinque stagioni. Inizia poi a farsi le ossa con vari prestiti come Alessandria e Monza, prima dell’approdo alla Reggiana culminato con il definitivo riscatto da parte del club emiliano. I granata lo hanno inserito in prima squadra nel 2024-25, poi lo ha lanciato titolare al posto di Bardi quest’anno, centrando 20 presenze in cadetteria nella prima parte di stagione. Poi, a gennaio, la svolta. La dirigenza della Lazio fiuta il talento e decide di affondare il colpo portandolo nella capitale dopo aver incassato circa 20 milioni dalla cessione di Mandas al Bournemouth.
E qui entra in gioco il destino, con l’infortunio di Provedel che spalanca a Motta le porte della titolarità. Il debutto è indimenticabile, con l’importante vittoria contro il Sassuolo. Una settimana più tardi, trionfo e clean sheet contro il Milan, mentre alla terza presenza si esalta neutralizzando un il penalty a Orsolini. Poi, la prova superlativa con i quattro rigori su cinque parati nella semifinale di Coppa Italia. Sviluppi di un percorso che gli conferiscono meritatamente la posizione di uno dei più promettenti portieri del calcio italiano.
Paradosso Juve: Motta rimpianto bianconero
Tutto questo rischia inevitabilmente di trasformarsi in un grande rimpianto per la Juventus. La Vecchia Signora aveva individuato le potenzialità di Motta nel lontano 2016: all’epoca il ragazzo aveva appena 11 anni e militava nel vivaio della Soccer Spartera. Lo stesso club bianconero che, paradossalmente, quest’anno ha attraversato una stagione complicata proprio per quanto riguarda l’affidabilità dei propri portieri e ora è in procinto di ingaggiare l’esperto Alisson per garantire certezze assolute tra i pali. Con il proverbiale senno di poi, guardando la maturazione di Motta, la società torinese potrebbe nutrire oggi inevitabili rammarichi.
Il leggendario Duckadam
L’impresa compiuta da Motta nella semifinale contro l’Atalanta entra di diritto nella storia trovando un’incredibile coincidenza con la leggendaria notte vissuta da Duckadam. L’epoca e la competizione erano diverse, ma l’eroismo sportivo resta lo stesso. Durante la finale di Coppa dei Campioni del 1986, Helmut Duckadam scolpisce il proprio nome nel mito calcistico. Mentre il Barcellona andava a caccia del successo continentale, la Steaua Bucarest trascinanò i giganti spagnoli ai calci di rigore. Duckadam salì in cattedra, neutralizzando ogni singolo tiro dal dischetto con un clamoroso quattro su quattro. Una prestazione che consegnò l’ambita coppa ai romeni permettendo all’estremo difensore di conquistare lo status di leggenda eterna grazie a un record incredibile, straordinariamente emulato da Motta.