Femminicidio Bifano, il marito si professa innocente
- Postato il 20 agosto 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Femminicidio Bifano, il marito si professa innocente
Nessun crollo, nessuna confessione, Pietro Scintu, marito della vittima Carmela Bifano continua a dirsi innocente in attesa dell’interrogatorio di garanzia
Resta avvolto in una fitta trama di ombre, interrogativi insoluti e risposte mancate il giallo di contrada Torre Voluta. A differenza delle indiscrezioni filtrate nelle ore più concitate dell’inchiesta, nessun crollo confessionale si è verificato all’interno del Commissariato di Polizia. Pietro Scintu, l’ottantenne originario della Sardegna raggiunto da un provvedimento di fermo per l’omicidio della moglie Carmela Bifano, continua a professarsi totalmente estraneo al delitto, respingendo con fermezza ogni addebito e mantenendo la linea della propria innocenza.
Il primo vero snodo procedurale della vicenda si consumerà nella giornata di domani, venerdì 21 agosto, tra le mura del carcere di Castrovillari. L’anziano comparirà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di garanzia: un appuntamento cruciale in cui il magistrato sarà chiamato a valutare la tenuta del quadro indiziario tratteggiato dalla Procura e a pronunciarsi sulla convalida della misura cautelare. Sarà il primo banco di prova formale in cui la linea difensiva e l’impianto d’accusa si confronteranno sulle evidenze finora raccolte.
FEMMINICIDIO BIFANO, I NODI AL CENTRO DELL’INCHIESTA
Al centro del fascicolo d’inchiesta restano nodi investigativi complessi e dettagli scientifici d’importanza primaria. Tra tutti, spiccano gli accertamenti sull’abbigliamento indossato dall’uomo al momento del ritrovamento del corpo e, in particolare, l’enigma legato a una maglietta sequestrata nell’immediatezza dei fatti. Un indumento finito sotto la lente degli specialisti della Scientifica, impegnati a verificare la presenza di eventuali tracce ematiche o biologiche. L’esito degli esami servirà a stabilire se l’ottantenne si sia davvero limitato a un disperato e fugace tentativo di soccorso verso la coniuge — come da lui sostenuto fin dal primo istante — o se quell’abito porti invece i segni inconfondibili di una colluttazione e di un’aggressione ravvicinata.
Sullo sfondo della tragedia continua a mancare un movente chiaro e definito. La ricostruzione provvisoria delineata dalle forze dell’ordine ipotizza una furiosa aggressione esplosa tra gli alberi dell’agrumeto di contrada Torre Voluta, area urbana Corigliano, dove la 73enne ex commercialista è stata raggiunta da ripetuti e devastanti colpi di pietra al volto e al capo. Tuttavia, la sequenza esatta dei fatti e le ragioni di un’eventuale esplosione di violenza all’interno della coppia restano un puzzle ancora del tutto da ricomporre. L’ uomo era noto per un carattere irascibile.
Mentre i familiari della donna attendono che la giustizia faccia piena luce su ogni singola ombra, l’udienza di domani e i successivi riscontri dell’esame autoptico rappresenteranno i due pilastri fondamentali per determinare se la versione dell’indagato potrà reggere o se la ricostruzione della Procura troverà definitiva conferma.
Il Quotidiano del Sud.
Femminicidio Bifano, il marito si professa innocente