Fattura da 75mila euro dopo la tragedia di Crans-Montana: scoppia il caso tra Svizzera e Italia
- Postato il 20 aprile 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Una fattura sanitaria da 75mila euro ha riacceso la polemica attorno al tragico incendio avvenuto nella discoteca di Crans-Montana la notte di Capodanno. Il conto riguarda il ricovero in terapia intensiva per quindici ore di Manfredi Marcucci, un ragazzo romano di 16 anni rimasto gravemente ferito insieme ad altri 18 connazionali. Dopo il primo intervento, il giovane era stato successivamente trasferito all’ospedale Niguarda di Milano per proseguire le cure.
Il documento, inviato nei giorni scorsi ai familiari, specifica che si tratta di una comunicazione informativa e che non deve essere effettuato alcun pagamento. Tuttavia, la cifra e la modalità della comunicazione hanno suscitato forte indignazione, soprattutto considerando la gravità del contesto e il dolore ancora vivo nelle famiglie coinvolte. Manfredi era inoltre amico di Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane della tragedia, anch’egli originario di Roma.
Il nodo dei rimborsi e la diplomazia tra Stati
Secondo quanto previsto dagli accordi successivi all’incidente, le spese sanitarie dovrebbero essere interamente coperte dal Canton Vallese, competente per il territorio di Crans-Montana. Tuttavia, il caso ha aperto un possibile fronte amministrativo e diplomatico legato ai rimborsi tra sistemi sanitari.
L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha annunciato un incontro fissato per il 24 aprile con i vertici del Canton Vallese per chiarire la situazione e verificare che le famiglie non siano coinvolte economicamente in alcun modo. Resta infatti aperta anche l’ipotesi di una richiesta di rimborso al Servizio sanitario nazionale italiano da parte della Svizzera, eventualità che l’Italia intende scongiurare.
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