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Fatti di Bologna, anche a Genova un presidio per chiedere “Verità e giustizia per Fakir”

  • Postato il 22 luglio 2026
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  • Di Genova24
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Fatti di Bologna, anche a Genova un presidio per chiedere “Verità e giustizia per Fakir”

Genova. Un presidio per chiedere “Verità e giustizia per Fakir Abderrahim”. Lo organizza il sindacato Si Cobas per domani, giovedì 23 luglio a partire dalle 18, in piazza Caricamento a Genova.

Dopo i fatti di Bologna, dove l’uomo, marocchino di 42 anni, è morto durante un’operazione di polizia, bloccato perché segnalato come in stato di alterazione, nella città emiliana sono scoppiate forti proteste con anche scontri di piazza.

Per il decesso avvenuto domenica 19 luglio nel quartiere Pilastro indaga la procura di Bologna, per fare luce sull’operato sia degli agenti – per cui sarà però applicata la norma scudo – sia degli operatori del 118 presenti.

Il presidio dei Si Cobas a Genova si terrà sotto la statua di Raffaele Rubattino: “Scendiamo in piazza anche a Genova per chiedere verità e giustizia per Fakir, non possiamo più rimanere in silenzio di fronte a ronde, aggressioni razziste e omicidi di stato”, si legge in una nota.

“Conosciamo il gioco dei padroni in tempo di crisi: fomentare la guerra tra poveri, indicare gli stranieri come i nemici, dividere la classe lavoratrice, promuovere leggi contro il diritto di manifestare e di scioperare, per poi dormire sonni tranquilli mentre continuano a sfruttarci e ad affamarci – continua la nota – Casa, salario, sanità, permesso di soggiorno, istruzione, zero infortuni sul lavoro: questa è la sicurezza che vogliamo”.

A Bologna intanto l’avvocato che assiste la famiglia di Abderrahim Fakir, ha fermamente criticato il fatto che le indagini siano state affidate alla stessa polizia di Stato: proprio a Genova in questi giorni è stato firmato un protocollo da tutti i procuratori del distretto di Corte d’appello mette alcuni punti fermi di indirizzo sulla base delle indicazioni della Cedu, la Convenzione europea per i diritti dell’uomo.

Si tratta del primo protocollo del genere in Italia, e non a caso è stato sollecitato, nel suo ruolo di procuratore generale, dall’ex pm Enrico Zucca che indagò i vertici della polizia per la ‘macelleria messicana’ della scuola Diaz e i falsi che ne seguirono.

Autore
Genova24

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