Famiglia nel bosco, per il Tribunale “la mamma non può tornare a vivere con i figli”. Simone Pillon nuovo legale
- Postato il 13 maggio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della ‘famiglia del bosco’, contro l’ordinanza del 6 marzo scorso che ha disposto l’allontanamento della mamma Catherine Birmingham dalla struttura protetta dove i tre figli sono ospitati ormai da oltre sei mesi. I giudici, chiamati ad esprimersi dalla corte d’Appello che aveva ritenuto il reclamo “improcedibile”, hanno rigettato l’istanza su tutti i punti, confermando dunque l’allontanamento della donna dalla casa famiglia. Lo stesso Tribunale, nell’ordinanza del 6 marzo, aveva chiesto che anche i bimbi venissero trasferiti in un’altra struttura, salvo poi fare un passo indietro alcune settimane dopo, modificando la decisione e confermando la permanenza dei minori nella casa famiglia seppur senza la mamma.
I legali Femminella e Solinas lasciano, al loro posto arriva Pillon
E mentre il Tribunale respinge il ricorso contro l’allontanamento di Catherine Birmingham è avvenuto, in queste ore, un cambio nella difesa legale nella famiglia nel bosco. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno infatti rinunciato al mandato di difensori. “Non c’era una visione comune”, ha detto in particolare l’avvocata Solinas, confermando la decisione di lasciare l’incarico assunto a novembre. Il nuovo rappresentante legale della coppia è ora Simone Pillon, che ha confermato di avere ricevuto il mandato: “Come prima cosa leggeremo tutte le carte”, ha dichiarato.

Pillon, ex senatore della Lega e tra gli organizzatori e sostenitori del Family Day, è esperto di diritto di famiglia. Il perito di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei precedenti legali, proseguirà intanto il lavoro sulla perizia psicologica della coppia per contrastare l’elaborato depositato a fine aprile dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnico d’ufficio del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. La perizia è finalizzata ad accertare l’idoneità genitoriale dei coniugi.
Femminella e Solinas erano subentrati lo scorso 26 novembre all’avvocato Giovanni Angelucci, che seguiva inizialmente la coppia. All’epoca i due legali avevano precisato che non vi era stata “alcuna rinuncia, ma revoca” del precedente difensore da parte dei loro assistiti. “È innegabile – avevano spiegato in una nota – che la vicenda è stata ammantata di criticità legate a una puntuale interpretazione di segmenti processuali che, se correttamente individuati e chiariti, avrebbero potuto condurre, sin da subito, a un approdo diverso”. Secondo i due legali, proprio per questo i loro assistiti “si sono determinati a revocare il precedente difensore”.
Angelucci, dal canto suo, aveva motivato la cessazione del mandato con l’atteggiamento oppositivo della coppia rispetto alla linea difensiva concordata. “Ritengo doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo – aveva scritto – non potendo in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che io avevo indicato e concordato già da tempo con i miei assistiti”. Alla base della decisione, secondo quanto riferito all’epoca, vi sarebbero stati anche i rifiuti dei coniugi rispetto a soluzioni abitative alternative e a un progetto di ristrutturazione dell’immobile in cui vivevano.
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