Famiglia nel bosco, il nuovo legale è Simone Pillon
- Postato il 13 maggio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Famiglia nel bosco, il nuovo legale è Simone Pillon
Il tribunale per i minorenni dell’Aquila respinge il ricorso presentato dagli avvocati della famiglia del bosco, contro l’ordinanza del 6 marzo scorso che ha disposto l’allontanamento della mamma dalla struttura protetta dove i tre figli sono ospitati da oltre sei mesi. Chiamati ad esprimersi dalla corte d’Appello che aveva ritenuto il reclamo “improcedibile”, i giudici hanno rigettato l’istanza su tutti i punti, confermando dunque l’allontanamento della donna dalla casa famiglia. Lo stesso Tribunale, nell’ordinanza del 6 marzo, aveva chiesto che anche i bimbi venissero trasferiti in un’altra struttura, salvo poi fare un passo indietro alcune settimane dopo, modificando la decisione e confermando la permanenza dei minori nella casa famiglia, seppur senza la mamma. Ma l’altra notizia di giornata riguarda gli avvocati della coppia anglo-australiana di Palmoli:rinunciano al mandato. Basta, stop, questo-caso -non -fa -per -noi. «Manca una visione comune», spiegheranno (stringati) durante il pomeriggio, un pomeriggio frenetico di metà maggio, dopo 174 giorni di battaglia e coi dì più duri ancora a venire, i legali Marco Femminella e Danila Solinas: poche parole che hanno un sottotesto ben preciso, ma che (soprattutto) arrivano nel momento forse meno consono. «Ce lo aspettavamo, però non con queste tempistiche», commenta, infatti, la psicologa Martina Aiello che è una dei due consulenti di parte di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, confermando in un colpo solo che sì, evidentemente qualche “attrito” era nell’aria (anche se non c’entra un piffero la «mancanza di collaborazione» lamentata dalla comunità protetta di Vasto nei confronti di mom Cate) e non era neppure nascosto, ma che no, a dirla tutta, il periodo scelto non è dei migliori.
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Punto e a capo, tuttavia, perché Cate and Nat un’alternativa l’hanno già ingaggiata ed è quella di un nome di punta che farà discutere: lo ammette direttamente lui stesso, il faldone del casolare Amalia, ora, è nelle mani dell’avvocato Simone Pillon. L’ex senatore della Lega (il Carroccio da sempre si è mostrato sensibile su questa faccenda, recentemente a Palmoli ha portato la sua solidarietà anche il segretario Matteo Salvini), l’uomo dei Family Day, l’ideatore di un ddl (contestato pure più di questa epopea finita addirittura nell’agone politico) sull’affido condiviso che, nonostante i suoi sforzi, non è mai riuscito a passare, è l’ultima speranza di Utopia Rose, Galorian e Bluebell di riabbracciare mamma e papà senza aver attorno stuole di assistenti sociali o educatori. «Stiamo lavorando alle note delle perizia redatta da Ceccoli», continua Aiello, «abbiamo lavorato molto bene con loro (gli avvocati dimissionari, ndr), ma continueremo a essere impegnati negli aspetti tecnici. Soprattutto continuiamo a collaborare coi genitori». La notizia buona è che lei e Tonino Cantelmi mantengono il filo rosso di questa storia e non mollano la presa; la notizia cattiva è che, nel procedimento per riavere i figli con loro, Nathan e Catherine sono già passati da un cambio del primo minuto, quello dell’avvocato Giovanni Angelucci che, poche settimane dopo l’inizio dell’ambaradan del bosco, si è rifiutato di rappresentarli a causa di alcune «ingerenze esterne» che a suo dire avrebbero «incrinato la fiducia posta alla base del rapporto professionale che lega avvocato e cliente».
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È la storia che si ripete, probabilmente: fatto sta che, a uno sguardo d’insieme, ha ragione Aiello. Visti i prossimi appuntamenti, vista l’urgenza di risolvere una situazione apparentemente irrisolvibile, si poteva fare un ragionamento differente. Pace, è andata così: ed è andata che sul tavolo dei giudici minorili abruzzesi ci sono già le perizie delle educatrici della casa famiglia di Vasto, le relazioni della asl di Lanciano-Vasto-Chieti e gli appunti dei consulenti di parte; è andata che formalmente manca ancora il parere definitivo dell’esperta tecnica d’ufficio Simona Ceccoli (anche è già arrivata la sua perizia personologica che pesa su tutto il resto come un macigno: quella che decreta l’«incapacità genitoriale» di Nate Cate). Tocca a Pillon ora, ossia a un avvocato che non si può certo definire una figura neutrale: da anni è uno dei volti più riconoscibili del fronte cattolico-conservatore sugli aspetti della genitorialità, si intende di diritto di famiglia alla perfezione e ha il vantaggio (o lo svantaggio, lo si vedrà col tempo) di conoscere entrambe le sponde che sono intervenute in questo intricatissimo procedimeno non ancora concluso, quella giuridica e quella politica. «Devo studiare le carte prima di poter parlare», spiega. Nel frattempo per i three kids di Palmoli la vita è quella dell’ultimo mezzo anno: nella struttura di Vasto, con le visite dei genitori supervisionate e contingentate, con la mamma di fatto “scacciata” dalla struttura e il babbo che prende in comodato d’uso una casa con tutti i comfort sperando nell’impossibile. Ieri sulla rinuncia dell’incarico da parte dei due legali è intervenuto anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia: «Completeremo la contro -perizia» per contrastare l’elaborato depositato a fine aprile da Ceccoli.
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