Fabio De Pasquale lascia la magistratura: l’addio anticipato del pm di Milano dopo l’assoluzione sul caso Eni-Nigeria
- Postato il 21 agosto 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Fabio De Pasquale ha lasciato la magistratura. Ad anticipare la notizia è La Stampa, secondo cui l’ex procuratore aggiunto di Milano – uno dei magistrati più noti della Procura meneghina – è uscito dall’ordine giudiziario lo scorso 9 luglio, con oltre un anno di anticipo rispetto al pensionamento obbligatorio, che sarebbe scattato a settembre 2027 al compimento dei settant’anni di età. “Non aveva più senso continuare e non mi ritrovo più in questa magistratura”, è la sintesi del suo pensiero riportata dal quotidiano.
La scelta di De Pasquale arriva a poche settimane dalla decisione della Cassazione che lo ha definitivamente assolto, insieme al collega Sergio Spadaro, dall’accusa di rifiuto d’atti d’ufficio per non aver depositato documenti favorevoli alle difese nel processo sulla presunta maxi tangente Eni in Nigeria (concluso con l’assoluzione definitiva di tutti gli imputati). Sia in primo grado che in Appello i due magistrati erano stati condannati a otto mesi di reclusione; a causa di quella vicenda, De Pasquale non era stato confermato dal Consiglio superiore della magistratura nell’incarico di procuratore aggiunto, tornando al ruolo di sostituto.
Nel corso della sua lunga carriera, iniziata nel 1987, De Pasquale è stato protagonista di molti processi importanti e delicati dal punto di vista politico. Fu lui ad avviare l’indagine sulla frode fiscale nella compravendita dei diritti tv Mediaset, che portò nel 2013 all’unica condanna definitiva di Silvio Berlusconi (quattro anni di recluione). Negli anni Novanta ottenne la condanna per corruzione di Bettino Craxi, anch’essa poi divenuta definitiva, nel processo “Eni-Sai”.
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