Fa benzina ma la pompa eroga gasolio, conto da 8.500 euro
- Postato il 10 agosto 2026
- Curiosità
- Di Virgilio.it
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Generazione sintesi AI in corso…
Sborsare 8.500 euro per un pieno di carburante non è qualcosa che capita tutti i giorni e fortunatamente, oseremmo dire. Il conto spropositato sarebbe arrivato a uno degli automobilisti coinvolti in una disavventura avvenuta in Francia e no, stavolta nessuno ha afferrato la pistola sbagliata. Benzina e gasolio erano stati invertiti nelle cisterne della stazione di servizio, per cui i clienti hanno rifornito le proprie vetture convinti di aver scelto correttamente. Soltanto dopo essere ripartiti qualcosa ha iniziato ad andare storto: i problemi accusati dalle auto hanno fatto emergere lo scambio e, insieme a esso, una serie di costosi danni.
Il pieno sbagliato può costare migliaia di euro
Il bello, si fa per dire, è che lasciare il motore spento avrebbe probabilmente risparmiato parecchi guai. Facile a sapersi, molto meno quando hai appena fatto rifornimento con la pistola giusta e non hai nessuna ragione per dubitare del contenuto della cisterna. Una volta girata la chiave, il carburante comincia invece il suo viaggio e dal serbatoio raggiunge parti delicate. Sui diesel moderni possono finire nel mirino la pompa ad alta pressione e gli iniettori, componenti niente affatto economici, e a quel punto svuotare il serbatoio è un po’ come mettere un cerotto su una ferita da guerra: la distrazione commessa altrove presenta il conto.
E certi scambi fanno danni peggio della grandine, giusto per stare su un tema di queste ultime settimane. La benzina dentro un diesel è generalmente la combinazione più temuta, perché riduce la lubrificazione garantita normalmente dal gasolio, ed è facile comprenderne gli strascichi sui componenti costruiti per lavorare con tolleranze minime e pressioni elevate. Nel caso opposto, con il diesel versato in un’auto a benzina, il motore può invece iniziare a funzionare male, perdere colpi o spegnersi. Nessuna delle due possibilità fa venire voglia di proseguire il viaggio, ma nel primo caso il rischio di lasciare parecchi soldi in officina diventa particolarmente concreto.
Stavolta gli automobilisti non hanno sbagliato nulla
Quando nel serbatoio finisce il carburante sbagliato, la quasi totalità delle volte non occorre farsi in quattro nella ricerca del colpevole: è sufficiente guardarsi dritto allo specchio, ma qui manca persino questa (magra) consolazione. Gli automobilisti francesi avevano fatto il loro dovere fino in fondo e nessuna indicazione, dal colore della pistola all’etichetta, li aveva messi in guardia sul pericolo corso. Loro malgrado, nelle cisterne si nascondeva la beffa, ed è forse questo l’elemento più assurdo dell’intera vicenda: anche il conducente più attento sarebbe ripartito a cuor leggero, salvo poi scoprire, a distanza di qualche chilometro, che il pieno appena pagato valeva molto più del previsto.
Del resto, nessuno si mette a interrogare una pompa prima di fare rifornimento. Il nome del carburante è quello giusto, il prezzo compare sul display e non serve altro per infilare la pistola nel bocchettone senza troppi pensieri. Episodi simili sono per fortuna molto rari, ma ricordano quanto poco controllo abbia l’automobilista su ciò che avviene prima del suo arrivo. Dal riempimento delle cisterne alla distribuzione vera e propria, un singolo errore può ribaltare completamente le parti. Chi pensava di aver comprato qualche decina di litri di carburante può ritrovarsi con un viaggio interrotto e una visita in officina che difficilmente dimenticherà.