F1, Sergio Perez racconta l'incubo Red Bull: "Horner me lo disse, c'è solo Verstappen" e Button consiglia Max
- Postato il 14 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Sergio Pérez rivela i retroscena della sua esperienza in Red Bull accanto a Max Verstappen, svelando le dinamiche interne del team e i momenti di tensione che hanno caratterizzato il finale della sua permanenza nel box austriaco. Il messicano racconta come la situazione si sia progressivamente deteriorata, confessando le parole ricevute dalla dirigenza sulla chiara gerarchia interna. Nel contempo, il leggendario Jenson Button offre consigli strategici a Verstappen per affrontare le nuove sfide della stagione.
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Quattro anni cominciati bene, finiti male, addirittura in seduta dallo psicologo. Capita se devi scontrarti con Max Verstappen e hai tutto il team dalla sua parte. Sergio Pérez ha rotto il silenzio su ciò che realmente accadeva nel retro box della Red Bull. Il pilota messicano, ora alla Cadillac, ha rivelato il clima all’interno della scuderia guidata allora da Christian Horner chiaro sin dalla sua firma con la squadra di Milton Keynes. Checo ha svelato la spietata filosofia: l’intera struttura ruotava intorno a Max Verstappen.
- Horner a Perez: "Tutto ruota intorno a Max"
- Dalle stelle alle stelle, Checo scoppia
- L'addio amaro alla Red Bull
- La frecciata di Perez a Red Bull
- Button spinge Verstappen in Mercedes
Horner a Perez: “Tutto ruota intorno a Max”
Sergio Perez ha corso per quattro stagioni con la Red Bull, è stato il fidato compagno di squadra di Max Verstappen durante i suoi quattro titoli mondiali. Lo score del messicano è stato di tutto rispetto: cinque vittorie (Azerbaigian 2021, Monaco e Singapore 2022, e Arabia Saudita e Azerbaigian 2023) e 29 podi ma quasi tutti raccolti nei primi due/tre anni, poi un lento ma inesorabile declino, un logoramento dovuto alla situazione vissuta all’interno della scuderia.
Che, tuttavia il messicano riconosce di aver saputo fin dall’inizio. L’allora team principal, Christian Horner era stato schietto nel suo primo incontro faccia a faccia con Checo: “La prima volta che ho incontrato Christian, mi ha detto: ‘ Corriamo con due macchine perché dobbiamo. Altrimenti, saremmo felici di correre con una sola macchina. Tutto è per Max, ruota intorno a Max. Vogliamo vincere il campionato'”, ha rivelato Pérez nel corso del podcast High Performance.
Dalle stelle alle stelle, Checo scoppia
Eppure l’inizio non è stato dei peggiori. Perez nelle prime due stagioni è riuscito a difendersi, anche a battere in qualche circostanza il talento dell’olandese. Checo sostiene di non essersi mai sentito ingannato e di aver preferito accettare la sfida con professionalità piuttosto che arrendersi: “Sapevo a cosa andavo incontro. Invece di pensare ‘perché?’, mi sono detto ‘Guarda, vengo qui e darò il massimo’. Sono andato lì con le risorse che avevo a disposizione. Penso di aver superato le aspettative sotto ogni aspetto “.
Il rapporto di Perez con la Red Bull iniziò a incrinarsi in un difficile 2024. La monoposto non era più dominante come negli anni precedenti, la McLaren iniziava a essere migliore (tanto che vinse il titolo costruttori per poi vincere l’anno dopo con Norris il mondiale piloti). “A Max assegnavano i principali ingegneri con esperienza. Tutto andava a lui, ma lo sapevo già prima di firmare con la Red Bull- ricorda Checo – Ci sono stati anni in cui ero alla pari con Max, ma quando arrivavano i miglioramenti, la differenza con Verstappen aumentava parecchio”.
L’addio amaro alla Red Bull
Le difficoltà spinsero Red Bull a concentrarsi ancor di più su Verstappen, mentre Perez entrò in una spirale di crisi da cui non riuscì a uscire: zero vittoria e solo quattro podi con tanti incidenti, errori, eliminazioni premature in qualifica. Questo portò al suo addio alla Red Bull, prima di prendersi un anno sabbatico e tornare in pista quest’anno con il progetto Cadillac.
Pérez ricorda con amarezza come l’atmosfera divenne insostenibile negli ultimi mesi in cui dovette ricorrere persino all’aiuto di uno psicologo: “Ci sono stati momenti molto duri e periodi molto difficili verso la fine. Ma sono stati quattro anni fantastici”.
La frecciata di Perez a Red Bull
Sergio ha voluto ringraziare anche Verstappen dei 4 anni passati insieme: “Nonostante avesse avuto il supporto del team, Max è un pilota tremendamente completo. Mi ha insegnato a guidare un team e a elevare il mio livello, anche se non avessi avuto gli strumenti adeguati”.
Alla fine dell’intervista però Checo si è tolto un sassolino dalla scarpa riguardo le difficoltà incontrate lo scorso anno da Reed Bull nel trovare un degno sostituto da mettere al fianco di Verstappen: “Quando me ne sono andato e hanno portato gli altri piloti, si sono resi conto del lavoro che ho fatto durante 4 anni”.
Dopo l’addio di Perez infatti, lo scorso anno, tra mille difficoltà si sono alternati alla guida della RB prima Liam Lawson, promosso dalla Racing Point e poi ricacciato indietro dopo appena un paio di gare deludenti, e poi Yuki Tsunoda pure lui promosso dall’ex Toro Rosso con scarsi risultati tanto da perdere il posto sia in Red Bull che in Racing Point. Solo quest’anno Hadjar sta avendo ottimi risultati tanto da essere riuscito a stare anche davanti a Max nel recente Gp di Silverstone.
Button spinge Verstappen in Mercedes
Jenson Button ha analizzato la situazione attuale, sia personale che sportiva, che Max Verstappen sta vivendo alla Red Bull: “Credo che Max, alla Red Bull, sembri davvero frustrato in questo momento”. L’ex campione del mondo di F1, nel 2009, non lesina consigli all’olandese: “Se fossi il suo manager, la squadra in cui vorrei inserirlo sarebbe ovviamente la Mercedes, insieme a Kimi o George. Bisogna essere impeccabili, bisogna essere egoisti, nella propria posizione, perché si è molto più avanti nella carriera.”
La scorsa settimana si sono rincorse diverse voci di un possibile addio a fine stagione di SuperMax alla Red Bull proprio in seguito agli screzi degli ultimi periodi, sfociati nelle due uscite di pista in Austria e a Silverstone. Si è parlato molto di McLaren (al posto di Piastri con tanto di dichiarazione del manager dell’australiano Webber) e in parte di Mercedes anche se Toto Wolff dovrebbe dare il benservito a Russell e mettere accanto ad Antonelli un compagno ingombrante come il 4 volte campione del mondo.