F1 | Perché Toto Wolff ha paura più dell’Italia che della Ferrari per Antonelli

  • Postato il 17 marzo 2026
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Toto Wolff frena sull’euforia per Antonelli: “Troppo presto per parlare di titolo”: il team principal ha più paura dell’Italia che della Ferrari

La prima vittoria di Andrea Kimi Antonelli a Shanghai ha acceso l’entusiasmo in tutta Italia, solitamente focalizzata sulla Ferrari, riportando un pilota azzurro sul gradino più alto del podio dopo vent’anni: un risultato storico che ha inevitabilmente scatenato una forte ondata mediatica, ma che Toto Wolff preferisce gestire con cautela.

Il Team Principal della Mercedes, pur esprimendo grande stima per il giovane talento, ha voluto subito riportare l’attenzione su un aspetto fondamentale: la sua età e il percorso di crescita ancora in corso. Parlando con i giornalisti a Shanghai, Wolff ha chiarito la sua posizione senza mezzi termini, invitando a non caricare Antonelli di aspettative eccessive.

“La chiave per un giovane pilota è unire la guida al non commettere errori ed è qualcosa che richiede una certa calibrazione. Ci saranno altri momenti quest’anno nei quali sbaglierà, perché è ancora un ragazzo molto giovane”, ha spiegato il Team Principal Mercedes.

F1 | Perché Toto Wolff ha paura più dell’Italia che della Ferrari per Antonelli
Credits: Lewis Hamilton su Instagram

Ma quale Ferrari: Toto Wolff teme molto più l’Italia

Un concetto ribadito con ancora più forza guardando all’entusiasmo italiano: “Si può vedere che si sta diffondendo una grande euforia, soprattutto in Italia. Già mi immagino i titoli: ‘Campione del mondo’, ‘Grande Kimi’. Questo non fa bene, perché gli errori arriveranno. È troppo presto anche solo per pensare al campionato”.

Wolff ha poi utilizzato un’immagine molto chiara per descrivere la volatilità del mondo della Formula 1, soprattutto a livello mediatico. “Lo sport che viviamo è maniaco-depressivo. Oggi va tutto alla grande, ma tra due settimane magari la mette nel muro e la gente gli va contro. Dobbiamo tenere i piedi per terra”, ha sottolineato, ricordando anche le oscillazioni vissute dal giovane pilota nella scorsa stagione.

Secondo il numero uno Mercedes, proprio questa altalena emotiva rappresenta il rischio maggiore per un talento ancora in fase di formazione. Nonostante la prudenza, Wolff ha evidenziato anche segnali molto positivi nella crescita di Antonelli, soprattutto dal punto di vista mentale.

“Quando in Australia è uscito di pista, non si è portato dietro il carico emotivo. Ha riconosciuto l’errore e poi lo ha messo da parte. Questa è una caratteristica che ho visto nei grandi atleti”, ha spiegato. La capacità di analizzare gli errori, lavorare sui dati e voltare pagina rapidamente è uno degli aspetti che più colpiscono all’interno del team.

Russell ancora avanti, ma Antonelli c’è

Un altro tratto distintivo di Antonelli è la sua capacità di creare legami all’interno della squadra. Wolff lo descrive come un pilota capace di catalizzare l’ambiente. “È molto affettuoso, caloroso, sa portare le persone nel suo viaggio. I meccanici e tutti nel team lo amano”, ha raccontato.

Ma proprio questa apertura rappresenta anche un potenziale rischio: “Dobbiamo proteggerlo, perché fatica a dire di no. Ci sarà grande interesse su di lui e arriveranno tante persone pronte a influenzare la sua carriera”.

Infine, Wolff ha voluto mantenere il confronto interno con George Russell su un piano realistico. “Per adesso George è ancora leggermente avanti. Non abbiamo visto un vero testa a testa e dobbiamo tenerlo a mente”, ha spiegato, sottolineando però il rispetto reciproco tra i due.

Il punto chiave resta il talento: “Ci sono molte qualità per diventare campione del mondo, ma una non si può imparare: la velocità pura. E quella la vedi subito. Kimi ce l’ha”.

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