F1 | Nuovo patto tra Exor e Piero Ferrari: più potere al figlio del Drake
- Postato il 17 gennaio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Nuovo patto tra Ferrari ed Exor: cambiano gli accordi esistenti tra la famiglia Agnelli e gli eredi del Drake sulla vendita delle quote.
In apparenza tutto resta immutato, ma sotto la superficie qualcosa si muove. Ferrari, simbolo dell’industria italiana e icona globale capace di unire performance sportive e risultati finanziari, aggiorna i propri assetti di governo in una fase delicata, segnata da volatilità di mercato e da aspettative elevate, non solo sul fronte industriale ma anche su quello sportivo. Mentre la Scuderia è chiamata a ritrovare continuità e competitività ai massimi livelli della Formula 1, a Maranello si ridefiniscono anche gli equilibri tra i soci di riferimento.

Cosa cambia con il nuovo patto
Come raccontato nel dettaglio da Il Sole 24 ore, il nuovo patto parasociale su Ferrari segna infatti una svolta profonda nei rapporti interni all’azionariato della casa del Cavallino Rampante. L’accordo, che blinda complessivamente il 32% del capitale e il 48% dei diritti di voto, ridisegna in modo netto le relazioni tra Exor e Piero Ferrari, introducendo una marcata asimmetria a favore del figlio del fondatore.
Il punto più rilevante riguarda l’ampia libertà d’azione concessa a Piero Ferrari. Il patto, di durata triennale, gli consente di ridurre la propria partecipazione, inclusa quella detenuta tramite il Trust di famiglia, fino al 5% senza far decadere l’accordo. Ma soprattutto gli attribuisce la facoltà di scioglierlo unilateralmente in qualsiasi momento, con un preavviso di 30 giorni e “a sua esclusiva discrezione”. Una possibilità non riconosciuta a Exor, per la quale l’unica uscita anticipata è legata proprio a una discesa della quota Ferrari sotto tale soglia.
La nuova impostazione segna una discontinuità rispetto al patto del 2015, nato in vista della quotazione per garantire stabilità. Stabilità che ha accompagnato la crescita del gruppo fino al picco di circa 75 miliardi di capitalizzazione, prima della decisione di Exor di collocare sul mercato il 4% del capitale e del successivo ridimensionamento del titolo.
Il risultato è un accordo più breve nella durata ma più articolato nei contenuti, che coinvolge anche il Trust Ferrari e tiene conto del rischio regolatorio legato a un’eventuale Opa congiunta. Un patto che non si limita a blindare il controllo, ma certifica un nuovo equilibrio di potere all’interno della galassia Ferrari, mentre la Scuderia continua a rappresentarne il volto più visibile e simbolico.
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Fonte dell’immagine usata come copertina dell’articolo: F1inGenerale
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