F1 | Il confronto tra 2025 e 2026: Monza diventa il “Tempio del superclipping” – Analisi telemetrie GP Italia
- Postato il 5 settembre 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Monza rappresenta una grande sfida per le monoposto 2026, ma il confronto con il 2025 è impietoso: l’analisi delle telemetrie non lascia scampo
Era l’appuntamento più atteso quello di Monza, per valutare le monoposto 2026 caratterizzate dai nuovi motori e da una drastica riduzione del carico aerodinamico: vediamo un confronto con il 2025 grazie alle telemetrie. Emblematica è sicuramente la scelta delle ali posteriori che i team hanno portato sui rettilinei brianzoli. Nel passato si sono viste ali piccolissime, utili a diminuire il più possibile la resistenza all’avanzamento (il drag). Ma quest’anno abbiamo visto ali molto più cariche.
I motivi sono da ricercare nella presenza dell’aerodinamica attiva, che permette ai team di aprire sempre le ali sui rettilinei a differenza del DRS (in gara). Grazie a questa, le monoposto possono correre più cariche per cercare di colmare l’assenza di carico aerodinamico, quasi dimezzato rispetto alle monoposto ad effetto suolo. Così il compromesso è semplice: guadagno sia in rettilineo e sia nelle 11 curve che caratterizzano il circuito brianzolo. Ma poi arriva il motore, che mostra delle telemetrie quasi impietose rispetto al passato.
2025 vs 2026: super clipping anche alle Lesmo
Per analizzare la differenza abbiamo messo a confronto la telemetria di Russell tra il 2025 e il 2026. La Mercedes W17 rappresenta la macchina da battere a Monza, nonostante la penalità di Kimi Antonelli. In bianco troviamo la W16 di Russell nel 2025, che si classificò quinta in gara. Qui intanto l’analisi del nuovo motore Ferrari.

Dall’analisi della telemetria emerge un quadro chiaro: le velocità su tutti gli allunghi, ma anche a Lesmo 1 e Lesmo 2, sono crollate. Sul rettilineo principale la forbice non è molto ampia, segno di una capacità energetica ancora massima vista la fase iniziale del giro. La forbice si allarga però in maniera incredibile nel tratto che porta alla Roggia. La differenza qui è di 30 km/h (321 vs 291). A preoccupare è per l’andamento della curva, che sale prima ma ad un certo punto plafona perchè la monoposto resta solo con il motore termico (circa 500 cavalli).
La storia si ripete anche al Serraglio, nel rettilineo che porta alla Parabolica e nel tratto successivo sino al traguardo. Nel primo la differenza è di 16 km/h (333 vs 317 km/h), nel secondo è di 17 km/h (326 vs 309 km/h). Anche nell’ultimo tratto la forbice si allarga.
Ma sono i due tratti che invece portano a Lesmo 1 e Lesmo 2 che lasciano sgomenti: prima della 1 la differenza è di 34 km/h (258 vs 224 km/h), mentre prima della 2 è di 31 km/h (265 vs 234 km/h). Questo avviene nonostante i due tratti vengono percorsi con il gas spalancato. Solo nelle curve, sia lente che medie, non si vede una grande differenza di velocità rispetto al passato. Questo grazie al maggiore carico garantito dall’ala posteriore che tende a stabilizzare la macchina. Ma sulle velocità in rettilineo il confronto è chiaro: il “Tempio della Velocità” non è più lo stesso.
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