F1 | I motori 2026 sono sempre più complessi: ecco spiegato il mistero del deployment dai protagonisti
- Postato il 19 luglio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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La stagione F1 2026 continua a sorprendere con motori ibridi sempre più sofisticati. I team affrontano sfide significative nella gestione del deployment, il sistema che regola l'erogazione della potenza elettrica. Spa-Francorchamps ha evidenziato criticità tecniche che richiedono soluzioni innovative. Gli ingegneri faticano a trovare equilibrio tra performance, affidabilità e complessità crescente delle unità motrici. Un'analisi diretta dei protagonisti del paddock rivela le strategie per adattarsi alla nuova era tecnologica della Formula 1.
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I motori del 2026 stanno facendo impazzire tutti i team, ed il motivo risiede nel deployment
Il circuito di Spa-Francorchamps ha messo di nuovo a nudo tutte le grosse problematiche dei motori di F1 del 2026. Tanti sono stati i problemi di deployment che hanno riguardato i team, in modo particolare i motori Mercedes. Proprio Russell, nel corso del primo giro, ha avuto dei problemi con la gestione dell’energia elettrica, ed è rimasto praticamente con il solo motore termico per quasi tutto il rettilineo del Kemmel.
Il risultato, a parte l’incidente con Hamilton, è stato quello di avere una monoposto in rettilineo sensibilmente più lenta delle altre, che è di fatto diventata una chicane mobile. I nuovi motori come noto sono caratterizzati da un equilibrio molto diverso tra motore endotermico e componente elettrica, richiedendo una gestione estremamente sofisticata del recupero e dell’erogazione dell’energia lungo il giro.
Non solo Russell, il problema ha coinvolto anche Antonelli
Tanti sono stati i protagonisti che hanno sollevato il problema del deployment e della gestione del software dopo il GP del Belgio. Tra questi, Toto Wolff ha spiegato come il funzionamento delle power unit 2026 renda sempre più difficile individuare l’origine di alcuni problemi prestazionali. “Le power unit sono ormai estremamente complesse: il modo in cui recuperano energia, il modo in cui la distribuiscono e l’interazione con il pilota rendono tutto molto sofisticato. – ha spiegato il TP della Mercedes. Abbiamo un pacchetto eccezionale, un telaio e una power unit da titolo mondiale, ma stiamo comunque lavorando duramente per risolvere alcuni problemi di affidabilità. Con regolamenti completamente nuovi è qualcosa che può succedere.”
Wolff ha anche spiegato come tutti i motori della Mercedes hanno avuto un problema in Curva 1: “Per quanto riguarda la gara di oggi, invece, tutti i motori Mercedes hanno avuto un deficit di energia in uscita dalla Source. Non ha riguardato solo George: ha colpito anche Kimi, sebbene in misura minore. Ma per questo George, invece di arrivare in fondo al rettilineo in terza posizione, si è ritrovato quinto, perdendo due posizioni prima ancora dell’incidente. È stato davvero sfortunato: ha perso punti importanti sia per sé sia per il Campionato Costruttori. Sembra che ogni weekend ci sia sempre una macchina che non riesce a concludere come dovrebbe.”
Sembra anche che lo stile di guida dei piloti vada ad influenzare l’erogazione del motore elettrico. E la conferma la si trova nelle parole di Kimi Antonelli: “Su piste così esigenti dal punto di vista energetico, se inizi a guidare in maniera diversa anche il sistema può reagire in modo differente. È complicato. Anch’io ho avuto qualcosa di simile in Australia. Questo weekend c’è stato un piccolo problema, ma sono sicuro che per la prossima gara sarà risolto.”
“Benvenuti nella giungla della F1”
Le difficoltà non riguardano però soltanto Mercedes. Anche Leclerc ha raccontato di aver sperimentato un comportamento analogo sulla Ferrari durante il fine settimana. “Non so quale fosse esattamente il problema di George, ma posso dire che queste cose succedono – ha esordito il monegasco. I motori del 2026 di F1 sono così complessi che ci sono giornate in cui ti chiedi perché perdi così tanto sul dritto. È successo anche a me venerdì in FP3, poi in qualifica, modificando leggermente alcuni parametri, tutto è tornato a posto. È molto difficile da gestire e anche frustrante per un pilota, perché anche quando fai il massimo ci sono fattori che cambiano continuamente sullo sfondo. Benvenuti nella F1 del 2026: a volte è davvero una giungla.”
Le dichiarazioni di Wolff, Antonelli e Leclerc restituiscono un quadro chiaro sui motori di F1 del 2026. La prestazione non dipende più esclusivamente dalla potenza del propulsore o dall’efficienza aerodinamica, ma soprattutto dalla capacità di gestire in maniera ottimale il recupero e il rilascio dell’energia elettrica. Un equilibrio estremamente delicato che, almeno in questa prima stagione del nuovo regolamento, continua a produrre comportamenti difficili da prevedere perfino per gli stessi ingegneri.
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