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F1 | Hamilton torna a parlare del software dei motori 2026, chiedendo un grosso cambiamento

  • Postato il 12 luglio 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Lewis Hamilton torna a sollevare questioni critiche riguardanti il software dei motori Formula 1 per il 2026, evidenziando la necessità di significative modifiche normative. Il pilota inglese, già protagonista di dibattiti simili all'inizio della stagione, continua a spingere per interventi correttivi che garantiscano maggiore equità competitiva e affidabilità tecnica nel nuovo regolamento motoristico. Le sue dichiarazioni riflettono preoccupazioni condivise nel paddock riguardanti l'implementazione delle nuove tecnologie ibride.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

F1 | Hamilton torna a parlare del software dei motori 2026, chiedendo un grosso cambiamento

Torna al centro del discorso il software dei motori di F1 del 2026, con Hamilton che chiede grossi cambiamenti

All’inizio della stagione avevano fatto tanto discutere i problemi per il software dei motori di F1 per il 2026, con Hamilton che è tornato a parlarne. Questi erano emersi durante i primi appuntamenti della stagione: tanti piloti si erano lamentati del fatto che il software renda troppo automatica la loro guida. Soprattutto non riuscivano a spingere più di quanto programmato a tavolino prima, rendendo di fatto quasi nulla il talento del pilota.

F1 | Hamilton chiede a gran voce un cambio sul software dei motori 2026
Crediti: Marco Talluto per F1inGenerale

La situazione sembra essere migliorata dopo gli aggiustamenti della FIA dal GP di Miami. Ma anche qui lo stesso Hamilton si era lamentato di un problema al software che era costato circa tre decimi sulla sua prestazione finale nel giro di qualifica.

Fare qualcosa di diverso danneggia la prestazione

I piloti di F1 sono sempre stati noti nella loro capacità di andare oltre il limite nel momento che conta, o comunque fare qualcosa di diverso per ribaltare i pronostici già scritti. Ma ora la cosa è diminuita. Hamilton infatti ha dichiarato a Neil deGrasse Tyson al podcast StarTalk le sue perplessità: “L’obiettivo finale è sempre quello di spingere una monoposto di F1 al limite. Più velocemente si affronta una curva, più si può migliorare il proprio tempo”.

Ma è proprio questo limite che i piloti non riescono più a trovare a causa della gestione della batteria. Al momento, con le normative vigenti, la capacità della batteria è limitata”, ha spiegato Lewis. “Questo significa che bisogna ricaricare la batteria non appena si scarica, consumando molta energia una volta ricaricata. Questo penalizza lo stile di guida aggressivo. Abbiamo detto addio all’MGU-H perché rendeva il sistema troppo complesso. Tuttavia, questo significa che se si rischia e si affronta una curva a velocità maggiore, si viene penalizzati perché non si ha abbastanza batteria a disposizione”.

Il pilota della Ferrari ha poi commentato cosa è successo a Miami: “Ho perso tre decimi di secondo semplicemente perché il software non funzionava correttamente. L’ho scoperto solo quando sono tornato dai miei ingegneri. Mi sono scusato con loro per il fatto di essere troppo lento. Mi hanno risposto che non ero io il problema, ma del software che non funzionava. È davvero frustrante, perché prima questo problema non esisteva. Dobbiamo davvero limitare la quantità di software”ha concluso il sette volte campione del mondo.

Leggi anche: F1 | Ferrari all’attacco (e risposta alla FIA): pronta una nuova ala “Macarena” per Spa

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F1ingenerale

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