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F1, Hamilton aveva ragione: la clamorosa lezione di Lewis al muretto Ferrari

  • Postato il 25 maggio 2026
  • Formula 1
  • Di Virgilio.it
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  • 4 min di lettura
F1, Hamilton aveva ragione: la clamorosa lezione di Lewis al muretto Ferrari

Nel complicato weekend di F1 in Canada, Leclerc sprofonda a causa di un setup errato della sua Ferrari SF-26e di una grave asincronia termica. Al contrario, Lewis Hamilton ignora i dati fuorvianti del simulatore di Maranello, affidandosi alla sua esperienza in pista per massimizzare le performance. Questa profonda discrepanza di rendimento dimostra come il team debba rivedere i metodi di preparazione e iniziare ad ascoltare le intuizioni del pilota.

Charles invischiato in un weekend orribile

Il fine settimana di Montreal si è tramutato in un calvario sportivo per Charles Leclerc. La ragione è molto semplice: ricerca disperata della giusta sintonia con la vettura. Nonostante i continui sforzi per estrarne il potenziale, le cose non sono mai cambiate nel corso delle sessioni. Il guizzo nella gara Sprint, culminato con il sorpasso su Lewis all’ultimo giro, resta una consolazione marginale all’interno di un quadro tecnico complicato.

Il monegasco era convinto che il passo gara testato il venerdì fosse solido. Senza dubbio si è dovuto ricredere sulla distanza dei 300 chilometri. Momento in cui non ha potuto sciorinare tutto il rendimento della SF-26. Cosa che invece è riuscita molto bene al sette volte campione del mondo di F1 che abita il lato dell’altro box, per esempio. Il fardello più pesante resta però l’assenza di confidenza con la monoposto.

Un problema che il ferrarista non ha certo nascosto. A questo fattore si somma la fatidica asincronia termica patita nelle due qualifiche, senza dimenticare che pure in gara la temperatura target spesso non era ottimale sull’avantreno. Non per nulla si è lamentato a più riprese in radio. Nemmeno l’erogazione della potenza era ben settata. Insomma: un fine settimana da incubo, uno dei peggiori della sua carriera.

Bivio setup: il pragmatismo di Hamilton contro i dettami del simulatore

Ad aggravare la situazione c’è un fattore cruciale che rimanda direttamente alle scelte operative fatte dal team in preparazione al quinto Gran Premio stagionale. Scelte molto diverse da quelle imposte alla scuderia dal pilota britannico. Già al termine del fine settimana di Miami, Lewis era stato netto nello smascherare una correlazione fuorviante generata dai setup deliberati al simulatore.

Una lacuna che in Florida lo aveva privato di performance, abbandonato a una direzione sulla messa a punto che non lo portava da nessuna parte. La contromossa di Hamilton in Canada è stata drastica: accantonare i riscontri del campo simulativo per affidarsi unicamente allo studio dei dati e al proprio bagaglio di esperienza alla guida. I risultati gli danno ampiamente ragione.

Il talento di Stevenage non solo viaggia davanti al compagno, ma riesce a ottimizzare il rendimento della SF-26 con grande scioltezza. Charles Leclerc, al contrario, ha scelto di assecondare le direttive della scuderia italiana, incluse quelle relative alla gestione dei freni. Una fiducia mal riposta, considerando le varie e pesanti bocciature arrivate via radio dal monegasco durante tutte le sessioni.

Lewis batte il simulatore Ferrari

Questa situazione paradossale fa sorridere amaro se si ripensa alle parole di Frédéric Vasseur dopo Miami. Il team principal aveva dettato una linea chiara: massimizzare la prestazione ad ogni singola chance. Una tediosa nenia che il francese ripete oramai da 3 anni senza sosta. Fred dispensa elogi per l’audacia di Loic Serra, in grado di rompere i soliti schemi puntando sull’aggressività. Bene. Bravo.

Tuttavia, se non si mette in pista l’auto in maniera corretta, ecco che tutti gli sforzi profusi non pagano e, come spesso è accaduto, vengono disattesi. Le tribolazioni di Leclerc sono l’emblema di una cronica incapacità della Ferrari di preparare a dovere i weekend di gara sin dal lavoro in fabbrica. Soprattutto quando fa capolino il format sprint con una sola sessione di prove libere.

Il progetto aerodinamico e meccanico di base della SF-26 è davvero molto buono, benché venga puntualmente azzoppato dal noto deficit della Power Unit. Mettendo da parte le mancanze attuali del propulsore, che dovrebbe finalmente garantire il tanto agognato salto prestazionale, non resta altro che offrire la miglior versione di sé. Ma gli strumenti simulativi per costruire il setup non funzionano bene.

Non lo diciamo noi, ma Hamilton. E lo ha chiaramente dimostrato in pista tutto il fine settimana. Un elemento che non va affatto trascurato, perché costruire update con riferimenti errati è molto pericoloso. Vasseur si è detto contento delle prestazioni Ferrari. Ovviamente parla di Lewis. E proprio per questo, dopo diverse discrepanze evidenti sul campo, perché il team continua a non ascoltarlo? Un mistero inspiegabile…

Autore
Virgilio.it

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