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F1 | Hadjar confessa la vera causa dell’infortunio al polso: la rivelazione sul segreto tenuto a Mekies

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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F1 | Hadjar confessa la vera causa dell’infortunio al polso: la rivelazione sul segreto tenuto a Mekies

Isack Hadjar ha spiegato la dinamica che ha portato al suo infortunio al polso: la confessione del pilota Red Bull

Dopo aver ceduto il proprio sedile per tre Gran Premi, il francese ha fatto ritorno in grande stile con il podio conquistato a Baku. Isack è guarito completamente e ora si prepara all’appuntamento in Malesia. Tornando sul suo infortunio al polso, però, Hadjar ha raccontato tutti i retroscena legati all’accaduto.

F1 | Hadjar confessa la vera causa dell'infortunio al polso: la rivelazione sul segreto tenuto a Mekies
Copyright Antonio Spina

Nel periodo di assenza, tra Zandvoort, Monza e Madrid, è stato Liam Lawson a prendere il volante della RB22. A sua volta il neozelandese è stato sostituito da Yuki Tsunoda in Racing Bulls. Il giapponese è tornato a guidare una Formula 1 durante un weekend ufficiale dopo l’addio del 2025 e ha fornito delle prestazioni positive, finendo anche in zona punti nel Gran Premio d’Italia.

Come Hadjar si è fratturato il polso

Durante un’intervista rilasciata per il podcast della F1 “Beyond The Grid”, Hadjar ha confessato la vera causa che ha portato al suo infortunio al polso. Isack ha confermato le speculazioni che circolavano nel momento in cui era uscita la notizia della sua assenza al ritorno della pausa estiva. Dopo non essersi accorto subito della gravità della situazione, la prima diagnosi ha completamente sorpreso il pilota della Red Bull.

“Avevo appena finito una sessione di preparazione atletica al sacco ed è stato un brutto colpo. Non avevo le fasce alle mani. Il giorno dopo, quando mi sono svegliato, non mi è mai minimamente passato per la testa che potesse essere una frattura, perché mi sentivo limitato nei movimenti e avevo dolore, ma non mi ero mai rotto niente in tutta la mia vita.”

In seguito a dei primi accertamenti, il francese ha appreso che non sarebbe potuto scendere in pista per l’appuntamento in Olanda: “Quando mi hanno detto che sarei rimasto fuori per un certo numero di settimane io ero tipo: ‘Sì, ma ho una gara tra 5 giorni, quindi come facciamo adesso?’. Quindi sì, è stato un bello shock.”

La notizia tenuta nascosta a Laurent Mekies

Hadjar ha anche rivelato di non aver avvisato subito il proprio Team Principal: “Il primo che ho chiamato è stato il mio allenatore, poi il fisioterapista della squadra“. Per gestire al meglio la situazione decisamente insolita, ha preferito temporeggiare per avere maggiori certezze.

“Penso di averlo tenuto segreto per circa un giorno per pianificare cosa volessi fare con il mio polso e poi abbiamo dato la notizia. Ma sì, per un giorno ho avuto un sacco di pensieri per la testa”, ha poi aggiunto. Per avere conferme sul suo stato di forma è stato fondamentale il lavoro svolto al simulatore. In questo modo il pilota ha potuto sentire il feeling alla guida mettendo sotto sforzo la parte lesa.

Il periodo di guarigione per il polso di Hadjar

Dal momento dell’infortunio, il pilota sarebbe dovuto tornare in pista pochi giorni dopo. Questo ovviamente non era possibile vista la rottura del polso e i tempi di recupero erano prolungati. In ogni modo Isack è tornato al volante della sua vettura in Azerbaijan, nonostante la volontà di rientrare a Monza.

“Il punto è che se volevo che tornasse come nuovo sarebbero servite 12 settimane, ma io non le avevo a disposizione. Quindi, all’inizio, il mio obiettivo ideale era rientrare per Monza. Ci ho provato, ma alla fine non ha funzionato: ho fatto delle prove al simulatore, ma non avevo forza e mobilità.”

“A quel punto, se salti Monza significa dover rinunciare anche a Madrid. Per questo il mio traguardo è sempre stato Baku. Penso che il processo di guarigione sia andato bene ed è davvero bello essere tornato.”

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Crediti immagine di copertina: Antonio Spina per F1inGenerale

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