F1 | GP Singapore, preoccupazione per i piloti: “L’effetto dell’inquinamento è simile all’alcol”
- Postato il 7 ottobre 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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La foschia avvolge Singapore alla vigilia del GP di F1, con l’aria classificata come “malsana” dalle autorità locali
Il GP di Singapore si prepara ad affrontare una nuova incognita, questa volta lontana dall’asfalto del Marina Bay Street Circuit. La città-stato è infatti avvolta da una pesante foschia provocata dagli incendi in Indonesia, mentre la qualità dell’aria è stata classificata come “unhealthy” dalle autorità locali.
La foschia arriva dal Sud-est asiatico
Come riporta il The Guardian, il fenomeno non è nuovo a Singapore durante la stagione secca, ma quest’anno la situazione è peggiorata a causa di un “super” El Niño, che ha favorito gli incendi in diverse aree di Sumatra e Kalimantan.
“Le precipitazioni nella regione sono state circa l’80% inferiori alla norma da giugno, alimentando la stagione degli incendi più intensa degli ultimi dieci anni”, ha spiegato Wang Jingyu, docente alla Nanyang Technological University.
NOTA: Questo articolo sarà in costante aggiornamento sia grazie alle informazioni che forniranno gli inviati di F1inGenerale a Singapore, sia grazie agli aggiornamenti delle autorità locali sulle condizioni

La situazione ambientale non dovrebbe comunque modificare il programma del GP. La FIA ha confermato di avere una soluzione di emergenza nel caso in cui la foschia dovesse peggiorare, mentre eventuali limitazioni alle attività all’aperto riguarderebbero soprattutto gli eventi di intrattenimento.
Gli organizzatori hanno inoltre assicurato la disponibilità di mascherine N95, qualora fossero necessarie. La priorità resterà monitorare eventuali problemi legati a visibilità, salute pubblica e operatività del weekend.
L’inquinamento può influenzare anche i piloti
Il punto più delicato riguarda però gli effetti che una permanenza prolungata nell’aria inquinata potrebbe avere sui piloti. Chris Carlsten, professore di medicina ed esperto di fisiologia legata all’inquinamento, ha evidenziato possibili conseguenze sulle capacità cognitive.
In uno studio, alcuni partecipanti sono stati esposti per due ore a livelli elevati di inquinamento prima di affrontare test cognitivi, compresi quelli sui tempi di reazione. “I nostri risultati mostrano che l’effetto dell’inquinamento è simile a quello di una bevanda alcolica”, ha spiegato Carlsten.
Un aspetto particolarmente importante in Formula 1, dove riflessi e capacità decisionali assumono un peso enorme. L’esperto consiglierebbe inoltre ai piloti di utilizzare mascherine se la qualità dell’aria dovesse rimanere scarsa, così da “mantenere puliti i polmoni” prima della gara.
Anche la preparazione fisica potrebbe risentirne. Chris Tyler, esperto di fisiologia ambientale che ha lavorato con piloti come Oscar Piastri e Carlos Sainz, ha ricordato che molti driver svolgono attività all’aperto per acclimatarsi al caldo di Singapore.
“Sono proprio questi gli ambienti nei quali un’esposizione prolungata all’inquinamento per diversi giorni potrebbe essere in qualche modo dannosa”, ha avvertito Tyler.
Lewis Hamilton aveva ricevuto indicazioni simili nel 2019, quando Singapore aveva già affrontato condizioni di foschia: al britannico era stato consigliato di non correre all’aperto nei giorni precedenti alla gara.
Nonostante tutto, la FIA ha escluso problemi legati alla visibilità e Formula 1 ha ribadito che “non c’è assolutamente alcun rischio per l’evento”. La gara resta quindi regolarmente in programma. A rendere particolare questo weekend sarà però una variabile invisibile: l’aria che piloti e spettatori dovranno respirare per diversi giorni.
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Crediti immagine di copertina: Marco Talluto per F1inGenerale.com
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