F1 | Ferrari, Vasseur rompe il silenzio sul motore con ADUO 2: a Monza emerge un problema più grande – GP Italia
- Postato il 6 settembre 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Il Gran Premio d'Italia ha messo in luce le criticità della nuova power unit Ferrari ADUO 2. Sebbene il motore abbia dimostrato di rispettare gli obiettivi tecnici prefissati, il team principal Vasseur ha confessato pubblicamente che persistono lacune significative nella competitività complessiva della SF-26. Il gap prestazionale rispetto alla Mercedes emerge come il vero problema da risolvere, richiedendo interventi oltre il semplice upgrade motoristico già implementato a Monza.
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Il nuovo motore Ferrari ha rispettato le aspettative, ma Vasseur svela cosa manca ancora alla SF-26 contro Mercedes
Il GP d’Italia ha lasciato alla Ferrari diversi interrogativi, soprattutto sul rendimento della nuova power unit. Dopo il debutto del motore aggiornato a Monza, Frédéric Vasseur ha fatto il punto ai media, tra cui F1inGenerale, chiarendo quali siano le principali difficoltà del Cavallino rispetto alla Mercedes.
Il nuovo motore, almeno in termini di prestazioni attese, ha rispettato gli obiettivi fissati da Maranello. Il problema, però, non sembra essere legato principalmente alla gestione dell’energia. Vasseur ha infatti spostato l’attenzione sulla potenza pura.
“Alla fine, stiamo perdendo potenza pura. Ma il passo è stato in linea con le aspettative”, ha spiegato il team principal Ferrari. Una precisazione importante, soprattutto considerando le discussioni nate durante il weekend sul deployment e sulla capacità di sfruttare l’energia sui lunghi rettilinei di Monza.
Secondo Vasseur, infatti, cercare di compensare una carenza di potenza attraverso il deployment rischia di creare un problema ancora maggiore. “Quando hai una mancanza di potenza pura, inizi a giocare con il deployment per cercare di compensare su un rettilineo. Ma se sfrutti più energia da una parte, sicuramente ne sfrutterai meno da un’altra”, ha spiegato.
Per questo motivo, Ferrari non sembra voler identificare nell’efficienza del deployment il principale limite nei confronti di Mercedes. “Onestamente, non riguarda il deployment. Penso che il deployment fosse abbastanza buono”, ha aggiunto Vasseur.
Il vero problema emerge invece quando si confrontano circuiti con caratteristiche diverse. In parole semplici, il team principal ha spiegato che una perdita di potenza che su una pista come Zandvoort può tradursi in pochi decimi di distacco, a Monza pesa molto di più perché il circuito richiede velocità elevate e presenta lunghi rettilinei. Di conseguenza, anche con una carenza leggermente inferiore, Ferrari può accumulare un distacco doppio rispetto a Mercedes.
Questa analisi fotografa bene quanto il layout del circuito brianzolo abbia amplificato le difficoltà della Ferrari. Il nuovo motore ha quindi rispettato le aspettative, ma Monza ha evidenziato quanto il Cavallino debba ancora recuperare sul fronte della potenza pura.
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Crediti immagine di copertina: Francesca Anna Tantone per F1inGenerale.com
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